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venerdì 25 aprile 2008

Sergio Marzola - Condanna a 10 anni di carcere per pedofilia

Fonte: RaiNews24 - Ferrara | 23 aprile 2008
Condanna a 10 anni di carcere per pedofilia
Sul caso ha indagato la polizia postale Sergio Marzola, 43 anni, e’ stato condannato dal gup a 10 anni di carcere con giudizio abbreviato. La confessione dell’uomo, arrestato un anno e mezzo fa, diede il via a una vasta inchieste europea sulla pedofilia via internet con sviluppi anche in Usa. Il condannato, di professione webmaster, dovra’ pagare 60.000 euro come pena accessoria e rifondere i danni materiali, per ora fissati a 50.000 euro di provvisionale, a due bimbe belghe e alla loro mamma, che abitano a Bruges e si sono costituite parte civile.
L’inchiesta partita da un video
L’inchiesta che si e’ chiusa con la condanna di Sergio Marzola parte da molto lontano. Tutto comincio’ in Australia, nella primavera 2006, quando la polizia intercetto’ un filmato di due bambine di 13 e 14 anni ritratte in atteggiamenti sessuali: le due ragazzine parlavano un dialetto fiammingo, e cosi’ la polizia australiana invio’ quelle immagini in Olanda per approfondire le indagini, ma sbagliando, perche’ in realta’ la lingua parlata era un fiammingo belga e non olandese. Si individuo’ cosi’ che le bambine erano di Bruges, e che erano state riprese nel video mentre avevano rapporti sessuali con il loro padre: l’uomo ammise che a girare quei video, rimbalzati in tutto il mondo, era stato il ferrarese Sergio Marzola.

Un altro caso a Belluno
Un insegnante in pensione di 63 anni residente a Feltre (Belluno) e’ stato arrestato dalla polizia postale per una vicenda di pedofilia on line. L’uomo - finito in carcere una decina di giorni fa ed ora agli arresti domiciliari - avrebbe scambiato foto e materiale pedopornografico via internet con dei ragazzini. Secondo quanto riferiscono le cronache locali dei quotidiani bellunesi, l’ex insegnante si spacciava per giovanissimo nel chat in internet. Stabiliti i contatti con i ragazzini proponeva lo scambio di immagini e filmati. Sulla vicenda - fatta emergere dai genitori di un bambino - gli investigatori hanno posto il massimo riserbo per tutelare i minori, mentre accertamenti sul computer dell’uomo sono tutt’ora in corso per risalire al numero e tipo di contatti stabiliti.

Messaggio di Napolitano nella giornata dei bambini vittime della
violenza
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato un messaggio in occasione della “Giornata dei bambini vittime della violenza”, organizzata dall’associazione Meter fondata da don Fortunato Di Noto, giunta quest’anno alla dodicesima edizione. Nel testo, secondo un comunicato di don Di Noto, il capo dello Stato rileva che alla “incisiva azione condotta dalle Forze di Polizia, attraverso l’utilizzo sistematico di tecnologie informatiche, va affiancata una piu’ stretta sinergia tra soggetti pubblici e privati che operano per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di abuso che destano sentimenti di ripugnanza”.

mercoledì 2 aprile 2008

Bambina violentata: arrestata pedofilo

Fonte: L'Espresso
LANCIANO. L’orrore è in tre disegni. Lei, 11 anni appena e portatrice di un piccolo handicap, li ha fatti a scuola. «Vedi? Giocavamo così», ha raccontato all’assistente sociale incuriosito da alcuni strani atteggiamenti della piccola. Sul foglio immagini di sesso, inequivocabili. E’ cominciata così l’inchiesta che ha portato in carcere un presunto pedofilo, L.C., di 72 anni. Il vicino di casa, amico della famiglia della bambina, si faceva chiamare “zio”. E’ accusato di violenza sessuale aggravata. Gli abusi sarebbero avvenuti nell’estate 2007 in una palazzina alla periferia della città.
Lunedì sera i carabinieri hanno bussato alla porta di casa del pensionato, gli hanno consegnato l’ordine di custodia cautelare firmato dal Gip Massimo Canosa su richiesta del procuratore Tullio Moffa e l’hanno portato in carcere. L’uomo è rinchiuso a Villa Stanazzo, in isolamento per evitare possibili ritorsioni da parte degli altri detenuti. Entro domani è previsto l’interrogatorio di garanzia. «Una storia raccapricciante», l’ha definita il pm Moffa.
Una storia senza molti dettagli, esclusivamente per tutelare la minore. Secondo le accuse, le attenzioni morbose di L.C. nei confronti della bambina sono iniziate nell’estate scorsa. Il 72enne, originario di Roma, vive nello stesso palazzo della famiglia della piccola. Con la scusa di offrire gelati e merendine o di far vedere cartoni animati, il presunto pedofilo avrebbe portato la piccola nel suo appartamento e qui sarebbero avvenuti gli abusi. Quattro mesi di orrori. Mamma e papà della bambina si sono sempre fidati del vicino. «Lo conoscevamo da anni, era una sorta di zio. Non c’erano mai stati sospetti sul suo conto. Ed era così gentile», hanno confermato agli inquirenti.
I dubbi sono esplosi a settembre, con la riapertura della scuola. Dal comportamento della bimba un assistente sociale ha capito che qualche cosa non andava. Le prime confidenze, poi i disegni a confermare i sospetti. Disegni ripetuti anche di fronte ai carabinieri esperti in servizi sociali, che col tempo hanno saputo conquistare la fiducia della piccola. Le indagini sono proseguite per mesi e alla fine il materiale raccolto ha convinto il gip a emettere il provvedimento di custodia. La bambina è stata sottoposta anche a visita medica. «I disegni sono inequivocabili», precisano i carabinieri della compagnia di Lanciano, «inchiodano alle sue responsabilità l’arrestato».
Adesso si indaga sul passato del presunto pedofilo. Finora non risultano denunce per altri episodi di violenza. Ma l’indagine è all’inizio.