Don Ruggero contro i giudici: «Malato, ma in carcere»
Udienza movimenta, giovedì pomeriggio, al processo contro don Ruggero Conti. Il parroco della chiesa della Natività di Maria Santissima di Selva Candida, finito in carcere il 30 giugno del 2008 con l’accusa di aver abusato sette ragazzini che frequentavano la sua chiesa, si è sentito male in aula, come era accaduto nel corso dell’udienza precedente. Proprio nel giorno in cui il suo legale, Fabio Marini, ha presentato in Procura un esposto in cui il religioso denuncia i giudici che si sono occupati della sua vicenda dal 7 agosto del 2009 sino al 24 novembre del 2009.
Secondo il prete si ostinerebbero a tenerlo in carcere, dove è tornato lo scorso marzo dopo un periodo agli arresti domiciliari per effetto del decreto legge sulla sicurezza, nonostante sia stato dichiarato dai medici del carcere di Regina Coeli «incompatibile con la detenzione» a causa di una grave ipertensione. Anche giovedì, prima che i giudici cominciassero ad ascoltare la testimonianza di due dei giovani che l’accusano, la pressione di don Ruggero è saltata alle stelle, tanto da costringerlo ad abbandonare l’aula. Il processo è andato avanti lo stesso e il giudice ha disposto che il religioso fosse ricoverato in una struttura sanitaria protetta di Viterbo. Le due presunte vittime degli abusi hanno sostanzialmente confermato le accuse.
Nella denuncia il religioso ripercorre la sua «storia carceraria». È luglio scorso quando due periti nominati dal Tribunale lo visitano e stabiliscono che soltanto il suo ritorno ai domiciliari avrebbe scongiurato il rischio di ulteriori complicanze, ecludendo il ricovero presso strutture cliniche penitenziarie. Il 19 agosto, su richiesta del Tribunale, è il carcere stesso a dire che il detenuto non poteva più rimanere in cella. Ciò nononstante i giudici dispongono il ricovero di don Ruggero presso una struttura ospedaliera. Il 22 agosto il prete viene portato all’ospedale Santo Spirito. E anche qui il responso è lo stesso: incompatibilità con l’isolamento e la permanenza in condizioni di restrizione a causa di un persistente stato depressivo. Due giorni più tardi don Ruggero viene trasferito e visitato nel reparto di medicina protetta del Pertini. Nella loro relazione i medici segnalano la necessità che fosse trasferito. Lì rimane fino ad ottobre quando, si legge nella denuncia, senza che il suo quadro clinico fosse migliorato, il religioso torna a Regina Coeli. Nella denuncia il prete chiede l’acquisizione e il sequestro delle cartelle cliniche e di valutare il comportamento dei giudici che hanno trattato il suo caso.
Secondo il pm Francesco Scavo il sacerdote avrebbe abusato tra il ’98 e il 2008 di sette ragazzini che gli erano stati affidati durante i campi scuola o le vacanze.
IlGiornale
domenica 29 novembre 2009
domenica 15 novembre 2009
Asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio: sono cinque rinvii a giudizio
La procura di Tivoli ha chiesto il rinvio a giudizio dei cinque indagati coinvolti nell’inchiesta sui presunti abusi compiuti ai danni di 21 bambini della scuola materna “Olga Rovere” di Rignano Flaminio. A rischiare il processo sono le insegnanti Patrizia Del Meglio, Silvana Magalotti e Marisa Pucci, la bidella Cristina Lunerti e l’autore televisivo Gianfranco Scancarello, marito della Del Meglio.
Gli accertamenti sulla materna “Olga Rovere” sono iniziati nel 2006, con una una mamma che notò “strani” comportamenti nella figlia. L’atto è stato firmato dal pm Marco Mansi e dal procuratore capo di Tivoli, Luigi De Ficchy. La procura aveva chiesto l’archiviazione, accolta dal gip, per un’altra maestra, Assunta Pisani, e per il benzinaio cingalese Kelum Weramuni Da Silva. Le indagini si sono chiuse il 13 gennaio scorso.
Il pm della procura di Tivoli, Marco Mansi, aveva chiesto l’archiviazione anche per la bidella Lunerti, ma in accoglimento della opposizione di alcune parti civili, il gip aveva disposto per quest’ultima l’imputazione coatta. Pesanti i reati contestati dal pm Mansi ai cinque indagati: atti osceni, maltrattamenti verso minori, sottrazione di persona incapace, sequestro di persona, violenza sessuale aggravata dalla minore eta’ delle vittime, corruzione di minori, atti contrari alla pubblica decenza.
I difensori dei quattro hanno ora 20 giorni di tempo per chiedere l’audizione dei loro assistiti o per depositare note e memorie. L’inchiesta giudiziaria, partita sulla base di alcune denunce dei genitori di bambini, prende in esame fatti cominciati nel 2001, per una bambina, e proseguiti per gli altri 20 alunni tra il 2005 ed il 2006. I cinque indagati furono arrestati il 24 aprile del 2007 con un blitz dei carabinieri. La vicenda destò molto scalpore e l’opinione pubblica si divise in innocentisti e colpevolisti. Il Riesame demolì l’inchiesta con un clamoroso dispositivo il 10 maggio del 2007 che scarcerò gli indagati definendo le accuse deboli e quelle fatte dai bambini sentiti dagli inquirenti influenzati dalle ”forti pressioni” dei genitori.
Poi cominciò nell’estate del 2007 il lungo incidente probatorio nella procura di Tivoli, quando furono sentiti alla presenza di psicologi dal gip Elvira Tamburelli, decine di bambini. Ora l’ultimo atto dell’indagine con l’esame delle accuse da parte del gip e un processo che si profila lungo e contraddittorio.
L’avvocato di un’indagata: “Processo sarà devastante per i bimbi”
“Sarà un processo, se il gup non avrà il coraggio di cambiare idea sulle decisioni dell’ufficio della procura, lungo, faticoso e devastante soprattutto per i bambini”. Così l’avvocato Giosuè Bruno Naso, legale della maestra Silvana Magalotti, commenta la decisione della richiesta di rinvio a giudizio per gli indagati della vicenda sui presunti abusi sessuali sugli ex alunni della materna Olga Rovere. “Non posso dire che si tratta di una decisione che ci coglie di sorpresa – aggiunge ironicamente l’avvocato Naso – era un epilogo prevedibile di una vicenda per certi versi grottesca”.
Legale delle famiglie: “Decisione attesa”
“E’ una decisione che che non ci coglie di sorpresa dati gli esiti dell’incidente probatorio”. Questo il commento degli avvocati Franco Merlino e Antonio Cardamone, legali di alcune delle famiglie delle vittime dei presunti abusi sessuali, ex alunni della scuola materna di Rignano Flaminio. “Ora spetterà al giudice dell’udienza preliminare – aggiungono i due avvocati – valutare se l’impostazione accusatoria abbia ottenuto idonei riscontri in grado di sostenere le accuse nel probabile giudizio dibattimentale”.
Gli accertamenti sulla materna “Olga Rovere” sono iniziati nel 2006, con una una mamma che notò “strani” comportamenti nella figlia. L’atto è stato firmato dal pm Marco Mansi e dal procuratore capo di Tivoli, Luigi De Ficchy. La procura aveva chiesto l’archiviazione, accolta dal gip, per un’altra maestra, Assunta Pisani, e per il benzinaio cingalese Kelum Weramuni Da Silva. Le indagini si sono chiuse il 13 gennaio scorso.
Il pm della procura di Tivoli, Marco Mansi, aveva chiesto l’archiviazione anche per la bidella Lunerti, ma in accoglimento della opposizione di alcune parti civili, il gip aveva disposto per quest’ultima l’imputazione coatta. Pesanti i reati contestati dal pm Mansi ai cinque indagati: atti osceni, maltrattamenti verso minori, sottrazione di persona incapace, sequestro di persona, violenza sessuale aggravata dalla minore eta’ delle vittime, corruzione di minori, atti contrari alla pubblica decenza.
I difensori dei quattro hanno ora 20 giorni di tempo per chiedere l’audizione dei loro assistiti o per depositare note e memorie. L’inchiesta giudiziaria, partita sulla base di alcune denunce dei genitori di bambini, prende in esame fatti cominciati nel 2001, per una bambina, e proseguiti per gli altri 20 alunni tra il 2005 ed il 2006. I cinque indagati furono arrestati il 24 aprile del 2007 con un blitz dei carabinieri. La vicenda destò molto scalpore e l’opinione pubblica si divise in innocentisti e colpevolisti. Il Riesame demolì l’inchiesta con un clamoroso dispositivo il 10 maggio del 2007 che scarcerò gli indagati definendo le accuse deboli e quelle fatte dai bambini sentiti dagli inquirenti influenzati dalle ”forti pressioni” dei genitori.
Poi cominciò nell’estate del 2007 il lungo incidente probatorio nella procura di Tivoli, quando furono sentiti alla presenza di psicologi dal gip Elvira Tamburelli, decine di bambini. Ora l’ultimo atto dell’indagine con l’esame delle accuse da parte del gip e un processo che si profila lungo e contraddittorio.
L’avvocato di un’indagata: “Processo sarà devastante per i bimbi”
“Sarà un processo, se il gup non avrà il coraggio di cambiare idea sulle decisioni dell’ufficio della procura, lungo, faticoso e devastante soprattutto per i bambini”. Così l’avvocato Giosuè Bruno Naso, legale della maestra Silvana Magalotti, commenta la decisione della richiesta di rinvio a giudizio per gli indagati della vicenda sui presunti abusi sessuali sugli ex alunni della materna Olga Rovere. “Non posso dire che si tratta di una decisione che ci coglie di sorpresa – aggiunge ironicamente l’avvocato Naso – era un epilogo prevedibile di una vicenda per certi versi grottesca”.
Legale delle famiglie: “Decisione attesa”
“E’ una decisione che che non ci coglie di sorpresa dati gli esiti dell’incidente probatorio”. Questo il commento degli avvocati Franco Merlino e Antonio Cardamone, legali di alcune delle famiglie delle vittime dei presunti abusi sessuali, ex alunni della scuola materna di Rignano Flaminio. “Ora spetterà al giudice dell’udienza preliminare – aggiungono i due avvocati – valutare se l’impostazione accusatoria abbia ottenuto idonei riscontri in grado di sostenere le accuse nel probabile giudizio dibattimentale”.
sabato 14 novembre 2009
Asilo Rignano Flaminio: processare gli indagati
Rignano: pm, processare indagati. Respinte le eccezioni preliminari proposte dalle difese.
(ANSA)- ROMA, 14 NOV- Rinvio a giudizio per tutti gli indagati per i presunti abusi sessuali che avrebbero coinvolto 21 bambini della scuola di Rignano Flaminio. E’ la richiesta formalizzata al Gup dal Pm di Tivoli. Per il rappresentante dell’accusa, ci sono elementi sufficienti per arrivare al vaglio processuale. Fissata al 15 gennaio la prossima udienza. Il Gup ha respinto tutte le eccezioni preliminari proposte dalle difese.
CASO RIGNANO: LEGALE MAESTRA, RICHIESTA RINVIO A GIUDIZIO FONDATA SUL NULLA/RPT
Roma, 14 nov. – (Adnkronos) – ”Il Gup non avra’ il coraggio di smentire cosi’ clamorosamente l’operato della Procura e del suo ufficio. Credo che saremo rinviati a giudizio. Affronteremo il processo che sara’ devastante per le famiglie dei bambini e per gli indagati: fra due anni saranno tutti assolti perche’ sul nulla non si possono costruire le sentenze di condanna”. Cosi’ l’avvocato Giosue’ Bruno Naso, legale di Silvana **Magalotti**, una delle maestre indagate nell’inchiesta sul caso Rignano, commenta all’ADNKRONOS la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pm di Tivoli per tutti gli indagati.
”La richiesta di rinvio a giudizio del pm non ci ha sorpreso – spiega il legale – E’ stato un intervento molto deludente, elusivo di tutti i temi sollevati nel processo dalle ordinanze sia del Tribunale del Riesame che della Corte di Cassazione”. Secondo Naso ‘’si continua pervicacemente a sostenere le ragioni della prima ora e cioe’ che i bambini avrebbero manifestato sintomi di abusi e che questi non possano essere avvenuti in altro luogo che nella scuola di Rignano. Poiche’ il pm non ha altre spiegazioni di questi abusi, che lui da’ per scontati, gioco froza devono essere avvenuti nella scuola: fatti da chi non e’ un porblema che lo affligge piu’ di tanto”.
(ANSA)- ROMA, 14 NOV- Rinvio a giudizio per tutti gli indagati per i presunti abusi sessuali che avrebbero coinvolto 21 bambini della scuola di Rignano Flaminio. E’ la richiesta formalizzata al Gup dal Pm di Tivoli. Per il rappresentante dell’accusa, ci sono elementi sufficienti per arrivare al vaglio processuale. Fissata al 15 gennaio la prossima udienza. Il Gup ha respinto tutte le eccezioni preliminari proposte dalle difese.
CASO RIGNANO: LEGALE MAESTRA, RICHIESTA RINVIO A GIUDIZIO FONDATA SUL NULLA/RPT
Roma, 14 nov. – (Adnkronos) – ”Il Gup non avra’ il coraggio di smentire cosi’ clamorosamente l’operato della Procura e del suo ufficio. Credo che saremo rinviati a giudizio. Affronteremo il processo che sara’ devastante per le famiglie dei bambini e per gli indagati: fra due anni saranno tutti assolti perche’ sul nulla non si possono costruire le sentenze di condanna”. Cosi’ l’avvocato Giosue’ Bruno Naso, legale di Silvana **Magalotti**, una delle maestre indagate nell’inchiesta sul caso Rignano, commenta all’ADNKRONOS la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pm di Tivoli per tutti gli indagati.
”La richiesta di rinvio a giudizio del pm non ci ha sorpreso – spiega il legale – E’ stato un intervento molto deludente, elusivo di tutti i temi sollevati nel processo dalle ordinanze sia del Tribunale del Riesame che della Corte di Cassazione”. Secondo Naso ‘’si continua pervicacemente a sostenere le ragioni della prima ora e cioe’ che i bambini avrebbero manifestato sintomi di abusi e che questi non possano essere avvenuti in altro luogo che nella scuola di Rignano. Poiche’ il pm non ha altre spiegazioni di questi abusi, che lui da’ per scontati, gioco froza devono essere avvenuti nella scuola: fatti da chi non e’ un porblema che lo affligge piu’ di tanto”.
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mercoledì 28 ottobre 2009
Don Ruggero Conti: quando sente i testimoni in tribunale, lui si sente male.
L’ex parroco ha avuto una crisi ipertensiva dopo le dichiarazioni di un giovane all’epoca tredicenne
ROMA (27 ottobre) – Non ha retto alla tensione e si è sentito male in aula dopo le accuse di una sua presunta vittima chiamata a testimoniare. Per don Ruggero Conti, l’ex parroco romano della parrocchia di Maria Santissima a Selva Candida, imputato di atti sessuali con minorenni è stato chiamato il medico mentre era comparso in udienza davanti alla sesta sezione del Tribunale penale di Roma.
Il dibattimento, che da oggi si svolge a porte chiuse (erano numerosi anche stavolta i «fan» di don Ruggero, una cinquantina tra giovani e genitori che rivendicano l’innocenza del loro ex parroco), prevedeva la testimonianza delle prime quattro delle otto presunte vittime di abusi sessuali: sono sette i giovani, all’epoca dei fatti tra i 13 e 14 anni, oggetto delle attenzioni e delle violenze che don Ruggero avrebbe commesso.
L’ex parroco ha accusato una crisi ipertensiva al termine della lunga testimonianza (oltre quattro ore) di un giovane di 21 anni, all’epoca dei fatti tredicenne, che ha raccontato di aver dovuto subire rapporti orali dall’ex parroco sia nella sua abitazione, sia durante un campo estivo a Trentino. Il giovane, che ha preteso di essere coperto da un paravento durante la testimonianza per non incrociare lo sguardo del prete, ha anche ribadito che una segnalazione dei presunti abusi commessi da don Ruggero sarebbe stata fatta alla segreteria dell’allora vescovo della diocesi, Monsignor Gino Reali, citato come testimone dal pm Francesco Scavo. Il parroco, tornato in carcere nei mesi scorsi dopo il cosiddetto decreto «antistupri», non ha retto alla tensione e l’udienza è stata aggiornata al 26 novembre.
ROMA (27 ottobre) – Non ha retto alla tensione e si è sentito male in aula dopo le accuse di una sua presunta vittima chiamata a testimoniare. Per don Ruggero Conti, l’ex parroco romano della parrocchia di Maria Santissima a Selva Candida, imputato di atti sessuali con minorenni è stato chiamato il medico mentre era comparso in udienza davanti alla sesta sezione del Tribunale penale di Roma.
Il dibattimento, che da oggi si svolge a porte chiuse (erano numerosi anche stavolta i «fan» di don Ruggero, una cinquantina tra giovani e genitori che rivendicano l’innocenza del loro ex parroco), prevedeva la testimonianza delle prime quattro delle otto presunte vittime di abusi sessuali: sono sette i giovani, all’epoca dei fatti tra i 13 e 14 anni, oggetto delle attenzioni e delle violenze che don Ruggero avrebbe commesso.
L’ex parroco ha accusato una crisi ipertensiva al termine della lunga testimonianza (oltre quattro ore) di un giovane di 21 anni, all’epoca dei fatti tredicenne, che ha raccontato di aver dovuto subire rapporti orali dall’ex parroco sia nella sua abitazione, sia durante un campo estivo a Trentino. Il giovane, che ha preteso di essere coperto da un paravento durante la testimonianza per non incrociare lo sguardo del prete, ha anche ribadito che una segnalazione dei presunti abusi commessi da don Ruggero sarebbe stata fatta alla segreteria dell’allora vescovo della diocesi, Monsignor Gino Reali, citato come testimone dal pm Francesco Scavo. Il parroco, tornato in carcere nei mesi scorsi dopo il cosiddetto decreto «antistupri», non ha retto alla tensione e l’udienza è stata aggiornata al 26 novembre.
sabato 21 febbraio 2009
Asilo Vallo della Lucania: il processo per abusi su 27 bambini
Salerno, abusi sessuali su 27 bambini processo alla suora dell’asilo
SALERNO (17 febbraio) – È stata rinviata a giudizio per abusi sessuali suor Soledad Bazan Verde. La suora ventiseienne, originaria del Perù, era stata arrestata nel giugno del 2006 con l’accusa di aver abusato sessualmente di una quindicina di bambini che frequentavano l’asilo «Santa Teresa» di Vallo della Lucania, nel salernitano, gestito da religiose. Il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Vallo della Lucania, dottoressa Lariccia, oggi ha accolto la richiesta del pubblico ministero Alfredo Greco disponendo il rinvio a giudizio della suora. L’avvio del processo è stato fissato per il prossimo 15 ottobre. Suor Soledad era stata arrestata a Roma mentre era insieme alle consorelle dell’Ordine delle Ancelle di Santa Teresa del Bambin Gesù e si accingeva a partire per trascorrere un periodo con la sua famiglia in Perù. Il suo arresto aveva destato sconcerto a Vallo Della Lucania. L’arresto era scattato dopo che alcuni alunni dell’asilo avevano cominciato a raccontare alle mamme delle strane lezioni tenute da suor Soledad che era arrivata in Italia dal sudamerica nel 2001.
Suor Soledad va a giudizio.
La religiosa di origine peruviana che prestava servizio nell’asilo di Vallo della Lucania dal 15 ottobre prossimo dovrà comparire dinanzi al tribunale di Vallo della Lucania con l’accusa di abusi e violenze sessuali nei confronti di 27 bambini. Il rinvio a giudizio è arrivato ieri pomeriggio dopo circa sei ore di udienza. Il gip Lariccia ha così confermato l’inchiesta condotta fin dal 2006 dall’ex procuratore della Repubblica Alfredo Greco. «Bambini attendibili, perizie credibili» sostiene il gip. «Una sorta di psicosi collettiva, un virus tra le famiglie» ha invece detto il professore Guglielmo Gullota, avvocato di suor Soledad e ritenuto uno ei legali di maggiore esperienza in tema di reati contro la persona a sfondo sessuale. Nonostante questa difesa, il gip ha ritenuto fondato e credibile l’impianto accusatorio della procura sostenuto in udienza dal pm Cardillo e dagli avvcoati di parte civile (Felice Lentini, Silverio Marchetti, Angelo Sansone, Attilio Taiani, Mario Carrato, Domenico Del Gaudio, Maria Rosaria Oricchio). L’inchiesta che coinvolge suor Soledad parte a fine maggio 2006, quando prima una mamma e poi subito altri genitori si presentano in Procura per denunciare i presunti abusi subiti dai propri figli. I piccoli, tutti di età compresa tra i 3 e i 5 anni, sono iscritti alla scuola materna dove la religiosa ha coadiuvato le maestre per un anno con compiti esterni alle aule. Il procuratore della repubblica Greco dispone l’apertura di un’inchiesta ed ascolta sia le religiose dell’istituto che tutti i genitori degli alunni. Nel giro di alcune settimane, gli esposti-denunce dei genitori arrivano a quota 40. A metà giugno 2006 suor Soledad, che si trova a Roma, è raggiunta da un’ordinanza cautelare ed è associata al carcere di Fuorni, ma dopo pochi giorni, interrogata dal gip Roberta Zizanovich, viene trasferita agli arresti domiciliari presso l’istituto di Roma. Il pm, intanto, chiede e ottiene dal giudice per le indagini preliminari lo svolgimento di un’audizione assistita dei 34 bambini che si presume siano stati vittima degli abusi. L’ascolto dei minori avviene al tribunale di Vallo in audizione assistita, tra il 22 settembre e il 13 ottobre 2006, con un proseguo peritale a gennaio 2008. Dopo un anno trascorso agli arresti domiciliari, suor Soledad viene rimessa in libertà, mentre l’inchiesta va avanti. Le tappe dell’inchiesta che coinvolge suor Soledad sono scandite in 10.800 pagine, raccolte in 9 faldoni. Proprio nei mesi successivi all’inchiesta di Vallo una raffica di arresti sconvolge Rignano Flaminio. Una inchiesta identica: a Vallo con esiti giudiziari ed un solo arresto, a Rignano decine di arresti e inchiesta crollata. Intanto l’inchiesta va avanti e va verso la conclusione: la procura di Vallo chiede l gip l’archiviazione per tutti gli indagati nell’ambito dell’inchiesta sui presunti abusi sessuali alla scuola materna “Paolo VI” di Vallo, tranne che per suor Soledad. Si tratta di altri 12 indiziati, invece, per i quali la procura chiede l’archiviazione, perché gli elementi raccolti nel corso delle indagini non sono sufficienti a sostenere le accuse in giudizio. Questa richiesta di archiviazione interessa anche tre suore dell’Istituto Santa Teresa per le quali erano stati formalizzati i capi di imputazione per favoreggiamento. Suor Soledad, 25 anni, confessa semplice delle ancelle di Santa Teresa, arrivò nella scuola materna Paolo VI dallo scorso settembre. Di origini peruviane, si era trasferita in Italia da 5 anni. Alla scuola di Vallo aveva il compito di tenere d’occhio i bimbi quando uscivano nel corridoio, accompagnandoli nello spogliatoio o in bagno e aiutandoli a lavarsi. ant.man.
SALERNO (17 febbraio) – È stata rinviata a giudizio per abusi sessuali suor Soledad Bazan Verde. La suora ventiseienne, originaria del Perù, era stata arrestata nel giugno del 2006 con l’accusa di aver abusato sessualmente di una quindicina di bambini che frequentavano l’asilo «Santa Teresa» di Vallo della Lucania, nel salernitano, gestito da religiose. Il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Vallo della Lucania, dottoressa Lariccia, oggi ha accolto la richiesta del pubblico ministero Alfredo Greco disponendo il rinvio a giudizio della suora. L’avvio del processo è stato fissato per il prossimo 15 ottobre. Suor Soledad era stata arrestata a Roma mentre era insieme alle consorelle dell’Ordine delle Ancelle di Santa Teresa del Bambin Gesù e si accingeva a partire per trascorrere un periodo con la sua famiglia in Perù. Il suo arresto aveva destato sconcerto a Vallo Della Lucania. L’arresto era scattato dopo che alcuni alunni dell’asilo avevano cominciato a raccontare alle mamme delle strane lezioni tenute da suor Soledad che era arrivata in Italia dal sudamerica nel 2001.
Suor Soledad va a giudizio.
La religiosa di origine peruviana che prestava servizio nell’asilo di Vallo della Lucania dal 15 ottobre prossimo dovrà comparire dinanzi al tribunale di Vallo della Lucania con l’accusa di abusi e violenze sessuali nei confronti di 27 bambini. Il rinvio a giudizio è arrivato ieri pomeriggio dopo circa sei ore di udienza. Il gip Lariccia ha così confermato l’inchiesta condotta fin dal 2006 dall’ex procuratore della Repubblica Alfredo Greco. «Bambini attendibili, perizie credibili» sostiene il gip. «Una sorta di psicosi collettiva, un virus tra le famiglie» ha invece detto il professore Guglielmo Gullota, avvocato di suor Soledad e ritenuto uno ei legali di maggiore esperienza in tema di reati contro la persona a sfondo sessuale. Nonostante questa difesa, il gip ha ritenuto fondato e credibile l’impianto accusatorio della procura sostenuto in udienza dal pm Cardillo e dagli avvcoati di parte civile (Felice Lentini, Silverio Marchetti, Angelo Sansone, Attilio Taiani, Mario Carrato, Domenico Del Gaudio, Maria Rosaria Oricchio). L’inchiesta che coinvolge suor Soledad parte a fine maggio 2006, quando prima una mamma e poi subito altri genitori si presentano in Procura per denunciare i presunti abusi subiti dai propri figli. I piccoli, tutti di età compresa tra i 3 e i 5 anni, sono iscritti alla scuola materna dove la religiosa ha coadiuvato le maestre per un anno con compiti esterni alle aule. Il procuratore della repubblica Greco dispone l’apertura di un’inchiesta ed ascolta sia le religiose dell’istituto che tutti i genitori degli alunni. Nel giro di alcune settimane, gli esposti-denunce dei genitori arrivano a quota 40. A metà giugno 2006 suor Soledad, che si trova a Roma, è raggiunta da un’ordinanza cautelare ed è associata al carcere di Fuorni, ma dopo pochi giorni, interrogata dal gip Roberta Zizanovich, viene trasferita agli arresti domiciliari presso l’istituto di Roma. Il pm, intanto, chiede e ottiene dal giudice per le indagini preliminari lo svolgimento di un’audizione assistita dei 34 bambini che si presume siano stati vittima degli abusi. L’ascolto dei minori avviene al tribunale di Vallo in audizione assistita, tra il 22 settembre e il 13 ottobre 2006, con un proseguo peritale a gennaio 2008. Dopo un anno trascorso agli arresti domiciliari, suor Soledad viene rimessa in libertà, mentre l’inchiesta va avanti. Le tappe dell’inchiesta che coinvolge suor Soledad sono scandite in 10.800 pagine, raccolte in 9 faldoni. Proprio nei mesi successivi all’inchiesta di Vallo una raffica di arresti sconvolge Rignano Flaminio. Una inchiesta identica: a Vallo con esiti giudiziari ed un solo arresto, a Rignano decine di arresti e inchiesta crollata. Intanto l’inchiesta va avanti e va verso la conclusione: la procura di Vallo chiede l gip l’archiviazione per tutti gli indagati nell’ambito dell’inchiesta sui presunti abusi sessuali alla scuola materna “Paolo VI” di Vallo, tranne che per suor Soledad. Si tratta di altri 12 indiziati, invece, per i quali la procura chiede l’archiviazione, perché gli elementi raccolti nel corso delle indagini non sono sufficienti a sostenere le accuse in giudizio. Questa richiesta di archiviazione interessa anche tre suore dell’Istituto Santa Teresa per le quali erano stati formalizzati i capi di imputazione per favoreggiamento. Suor Soledad, 25 anni, confessa semplice delle ancelle di Santa Teresa, arrivò nella scuola materna Paolo VI dallo scorso settembre. Di origini peruviane, si era trasferita in Italia da 5 anni. Alla scuola di Vallo aveva il compito di tenere d’occhio i bimbi quando uscivano nel corridoio, accompagnandoli nello spogliatoio o in bagno e aiutandoli a lavarsi. ant.man.
venerdì 8 agosto 2008
Don Ruggero Conti: le accuse sono gravissime
GRAVISSIME LE ACCUSE PER RUGGERO CONTI PRETE ACCUSATO DI PEDOFILIA
A distanza di un mese altre denunce stanno arrivando a La Caramella Buona
«Nel complesso le accuse appaiono gravissime perchè riferiscono di un numero impressionante di abusi sessuali compiuti sui minori». Questo uno dei passaggi contenuti nelle sei pagine di motivazioni depositate dal Tribunale del Riesame di Roma che nei giorni scorsi ha confermato l’arresto per Ruggero Conti, ex parroco della chiesa di Selva Candida, alla periferia della Capitale, arrestato il 30 giugno scorso con le accuse di violenza sessuale.
Il collegio presieduto da Antonino Lo Surdo si spinge ad ipotizzare «una condanna altamente probabile» per Conti, detenuto nel carcere di Regina Coeli.
“Ad oggi continuiamo a ricevere presso la nostra sede di Reggio Emilia numerose testimonianze di uomini ancora segnati dalle violenze del Conti avvenute, secondo i racconti, oltre 20 anni fa – spiega il presidente de La Caramella Buona Roberto Mirabile – Una in particolare parla di un presunto abuso compiuto ben 26 anni fa su di un sedicenne, testimonianza già trasmessa ai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma. Non possiamo permettere che questo caso sia posto in secondo piano. Le accuse sono gravissime, diversi testimoni affermano di aver avvertito le Autorità Ecclesiastiche nel corso degli anni. Il silenzio non è tollerabile!”.
Intanto numerose famiglie si esprimono ancora a favore di Ruggero Conti sostenendone con forza l’innocenza. Ci chiediamo, da quanto risulta finora dalle informazioni raccolte dagli Investigatori e dalla Magistratura, quanto possano influire simili testimonianze valutando l’attenzione con cui l’indagato sceglieva, a quanto pare, le sue vittime che, chiaramente e fortunatamente, non potrebbero comunque corrispondere a tutti i figli dei parrocchiani! Se si continuerà a contattare anziani e famiglie scampate alla violenza fermi davanti al portone della chiesa, non si potrà che dubitare dell’obiettività del riscontro. La rabbia, la sofferenza, i tristi racconti non scendono in piazza, non si possono ascoltare con la stessa facilità. Per troppo tempo troppe persone hanno taciuto, alcune sarebbe bene parlassero, altre meglio se continuassero a tacere. Saranno le carte giudiziarie a fare il quadro della situazione, attualmente – dalle parole della motivazione del Tribunale del Riesame - già abbastanza chiara.
“ Ci complimentiamo con il lavoro svolto finora dagli Inquirenti – conclude Mirabile – siamo vicini alle Autorità Ecclesiastiche a cui è rivolta sempre la nostra volontà di dialogo e confronto, ricordando le importanti parole del Papa pronunciate in Australia. Speriamo nell’accertamento della verità.”
www.caramellabuona.org
A distanza di un mese altre denunce stanno arrivando a La Caramella Buona
«Nel complesso le accuse appaiono gravissime perchè riferiscono di un numero impressionante di abusi sessuali compiuti sui minori». Questo uno dei passaggi contenuti nelle sei pagine di motivazioni depositate dal Tribunale del Riesame di Roma che nei giorni scorsi ha confermato l’arresto per Ruggero Conti, ex parroco della chiesa di Selva Candida, alla periferia della Capitale, arrestato il 30 giugno scorso con le accuse di violenza sessuale.
Il collegio presieduto da Antonino Lo Surdo si spinge ad ipotizzare «una condanna altamente probabile» per Conti, detenuto nel carcere di Regina Coeli.
“Ad oggi continuiamo a ricevere presso la nostra sede di Reggio Emilia numerose testimonianze di uomini ancora segnati dalle violenze del Conti avvenute, secondo i racconti, oltre 20 anni fa – spiega il presidente de La Caramella Buona Roberto Mirabile – Una in particolare parla di un presunto abuso compiuto ben 26 anni fa su di un sedicenne, testimonianza già trasmessa ai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma. Non possiamo permettere che questo caso sia posto in secondo piano. Le accuse sono gravissime, diversi testimoni affermano di aver avvertito le Autorità Ecclesiastiche nel corso degli anni. Il silenzio non è tollerabile!”.
Intanto numerose famiglie si esprimono ancora a favore di Ruggero Conti sostenendone con forza l’innocenza. Ci chiediamo, da quanto risulta finora dalle informazioni raccolte dagli Investigatori e dalla Magistratura, quanto possano influire simili testimonianze valutando l’attenzione con cui l’indagato sceglieva, a quanto pare, le sue vittime che, chiaramente e fortunatamente, non potrebbero comunque corrispondere a tutti i figli dei parrocchiani! Se si continuerà a contattare anziani e famiglie scampate alla violenza fermi davanti al portone della chiesa, non si potrà che dubitare dell’obiettività del riscontro. La rabbia, la sofferenza, i tristi racconti non scendono in piazza, non si possono ascoltare con la stessa facilità. Per troppo tempo troppe persone hanno taciuto, alcune sarebbe bene parlassero, altre meglio se continuassero a tacere. Saranno le carte giudiziarie a fare il quadro della situazione, attualmente – dalle parole della motivazione del Tribunale del Riesame - già abbastanza chiara.
“ Ci complimentiamo con il lavoro svolto finora dagli Inquirenti – conclude Mirabile – siamo vicini alle Autorità Ecclesiastiche a cui è rivolta sempre la nostra volontà di dialogo e confronto, ricordando le importanti parole del Papa pronunciate in Australia. Speriamo nell’accertamento della verità.”
www.caramellabuona.org
mercoledì 6 agosto 2008
Don Ruggero Conti: perchè resta in carcere
Confermate le accuse di pedofilia a don Ruggero - Il Riesame: «Impressionante numero di abusi»
IlMessaggero.it - ROMA (6 agosto) - «Nel complesso le accuse appaiono gravissime perchè riferiscono di un numero impressionante di abusi sessuali compiuti sui minori».
Questo uno dei passaggi contenuti nelle sei pagine di motivazioni depositate dal Tribunale del Riesame di Roma che nei giorni scorsi ha confermato la misura cautelare in carcere per don Ruggero Conti, il sacerdote, ex parroco della chiesa di Selva Candida, alla periferia della Capitale, arrestato il 30 giugno scorso con le accuse di violenza sessuale. Il collegio presieduto da Antonino Lo Surdo si spinge ad ipotizzare «una condanna altamente probabile» per Conti, detenuto nel carcere di Regina Coeli.
La strategia difensiva. Il collegio difensivo del sacerdote - formato dagli avvocati Riccardo Olivo, Anna D’Alessandro e Giancarlo D’Onofrio - aveva prodotto in udienza al Riesame numerose testimonianze di genitori di ragazzi in favore del sacerdote tra cui quella di una donna delle pulizie secondo la quale Don Ruggero aveva più volte pagato una vacanza al figlio.
L’accusa. Nell’ordinanza del Riesame, invece, si legge che gli abusi sessuali «anche se non compiuti con violenze fisiche e minacce intanto sono stati possibili in quanto le vittime erano in stato di soggezione nei confronti del Conti che ha approfittato senza alcuna remora morale e materiale del suo ruolo e della condizioni dei ragazzi».
IlMessaggero.it - ROMA (6 agosto) - «Nel complesso le accuse appaiono gravissime perchè riferiscono di un numero impressionante di abusi sessuali compiuti sui minori».
Questo uno dei passaggi contenuti nelle sei pagine di motivazioni depositate dal Tribunale del Riesame di Roma che nei giorni scorsi ha confermato la misura cautelare in carcere per don Ruggero Conti, il sacerdote, ex parroco della chiesa di Selva Candida, alla periferia della Capitale, arrestato il 30 giugno scorso con le accuse di violenza sessuale. Il collegio presieduto da Antonino Lo Surdo si spinge ad ipotizzare «una condanna altamente probabile» per Conti, detenuto nel carcere di Regina Coeli.
La strategia difensiva. Il collegio difensivo del sacerdote - formato dagli avvocati Riccardo Olivo, Anna D’Alessandro e Giancarlo D’Onofrio - aveva prodotto in udienza al Riesame numerose testimonianze di genitori di ragazzi in favore del sacerdote tra cui quella di una donna delle pulizie secondo la quale Don Ruggero aveva più volte pagato una vacanza al figlio.
L’accusa. Nell’ordinanza del Riesame, invece, si legge che gli abusi sessuali «anche se non compiuti con violenze fisiche e minacce intanto sono stati possibili in quanto le vittime erano in stato di soggezione nei confronti del Conti che ha approfittato senza alcuna remora morale e materiale del suo ruolo e della condizioni dei ragazzi».
Violenza sessuale su bimba di 4 anni: arresto di un 72enne a Faenza
FAENZA - Con l’accusa di violenza sessuale su una bambina di quattro anni, è stato arrestato un uomo ravennate di 72 anni. La piccola si trovava in vacanza assieme alla famiglia in una struttura di Faenza. Gli accertamenti medici hanno escluso che la violenza sia stata completa. L’anziano era già stato condannato in passato per episodi analoghi. E’ stato arrestato dai carabinieri mentre pare stesse per allontanarsi dalla città, evidentemente preoccupato per le conseguenze.
Il fatto risalirebbe al 15 luglio scorso, quando - secondo quanto ricostruito dagli agenti dell’Arma - attorno alle 12.30 l’uomo avrebbe attirato la bambina all’interno della propria roulotte con la promessa di farle vedere i cartoni animati in tv.
All’interno del veicolo è stato il padre della bambina (un carabiniere in servizio nel Fiorentino) a trovare la figlia in compagnia dell’anziano.
RomagnaOggi.it 28.luglio
Il fatto risalirebbe al 15 luglio scorso, quando - secondo quanto ricostruito dagli agenti dell’Arma - attorno alle 12.30 l’uomo avrebbe attirato la bambina all’interno della propria roulotte con la promessa di farle vedere i cartoni animati in tv.
All’interno del veicolo è stato il padre della bambina (un carabiniere in servizio nel Fiorentino) a trovare la figlia in compagnia dell’anziano.
RomagnaOggi.it 28.luglio
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sabato 26 luglio 2008
RIGNANO/ BIMBI PORTATI IN CASALE DOVE SAREBBERO AVVENUTI ABUSI
RIGNANO/ BIMBI PORTATI IN CASALE DOVE SAREBBERO AVVENUTI ABUSI
Ricognizione eseguita nei giorni scorsi, grazie a carabinieri
Roma, 25 lug. (Apcom) - Una decina di bambini di Rignano Flaminio, che hanno già reso testimonianza in incidente probatorio rispetto agli abusi che avrebbero subiti, sono stati condotti, nei giorni scorsi, in un casale poco distante dal paese, dove sarebbero avvenute le violenze. I piccoli, sono stati accompagnati uno per uno, singolarmente, dai carabinieri, su delega del pm di Tivoli, Marco Mansi. Il passaggio investigativo sarebbe stato compiuto per circostanziare e verificare proprio alcune dichiarazioni rese dai minori durante le audizioni.
In quell'ambito, di cui si era avuta parziale notizia alcuni giorni fa, nel quadro giuridico della 'perquisizione presso terzi', sono stati sequestrati anche alcuni oggetti rinvenuti nell'edificio, dei giocattoli e dei piatti. Il casale potrebbe essere la 'terza casa' indicata dai piccoli, oltre a quelle di due insegnanti della scuola 'Olga Rovere'? Gli inquirenti mantengono, sul punto, il più stretto riserbo. Il dato certo è che al momento del sopralluogo ogni bimbo era accompagnato da una nuova consulente psichiatrica nominata dalla Procura.
Nel procedimento sono indagate, per reati che vanno dal sequestro alla violenza sessuale, sette persone: quattro maestre, (Patrizia Del Meglio, Marisa Pucci, Assunta Pisani e Silvana Magalotti) ed una bidella (Cristina Lunerti) che prestavano servizio nella scuola primaria 'Olga Rovere', il marito di una delle insegnanti (l'autore tv Gianfranco Scancarello) e un immigrato dello Sri Lanka (Kelum W. De Silva) che lavorava ad un distributore dei benzina.
Ricognizione eseguita nei giorni scorsi, grazie a carabinieri
Roma, 25 lug. (Apcom) - Una decina di bambini di Rignano Flaminio, che hanno già reso testimonianza in incidente probatorio rispetto agli abusi che avrebbero subiti, sono stati condotti, nei giorni scorsi, in un casale poco distante dal paese, dove sarebbero avvenute le violenze. I piccoli, sono stati accompagnati uno per uno, singolarmente, dai carabinieri, su delega del pm di Tivoli, Marco Mansi. Il passaggio investigativo sarebbe stato compiuto per circostanziare e verificare proprio alcune dichiarazioni rese dai minori durante le audizioni.
In quell'ambito, di cui si era avuta parziale notizia alcuni giorni fa, nel quadro giuridico della 'perquisizione presso terzi', sono stati sequestrati anche alcuni oggetti rinvenuti nell'edificio, dei giocattoli e dei piatti. Il casale potrebbe essere la 'terza casa' indicata dai piccoli, oltre a quelle di due insegnanti della scuola 'Olga Rovere'? Gli inquirenti mantengono, sul punto, il più stretto riserbo. Il dato certo è che al momento del sopralluogo ogni bimbo era accompagnato da una nuova consulente psichiatrica nominata dalla Procura.
Nel procedimento sono indagate, per reati che vanno dal sequestro alla violenza sessuale, sette persone: quattro maestre, (Patrizia Del Meglio, Marisa Pucci, Assunta Pisani e Silvana Magalotti) ed una bidella (Cristina Lunerti) che prestavano servizio nella scuola primaria 'Olga Rovere', il marito di una delle insegnanti (l'autore tv Gianfranco Scancarello) e un immigrato dello Sri Lanka (Kelum W. De Silva) che lavorava ad un distributore dei benzina.
giovedì 24 luglio 2008
Pedofilia nei campi Rom: le condanne!
Pedofilia nei campi rom: condanne per 6 persone
Accusati per il reato di pedofilia, la IV sezione penale del tribunale di Roma ha condannato a 15 anni di reclusione, 3 romeni: Relu Curt, Ioana Curt e Lilica Elefterica Muti a 15 anni, a 9 anni Costel Iancu, romeno, e Roberto Patassini, italiani e a 7 anni, infine, Giulio Valter Pichini, italiano. I sei imputati si compravano con piccoli regali la fiducia dei bimbi nei campi nomadi, per poi abusare di loro. Nei giochi sessuali dei 6 accusati le vittime erano chiamate, nelle telefonate intercettate, «fiori o brillanti».
IlGiornale.it
Accusati per il reato di pedofilia, la IV sezione penale del tribunale di Roma ha condannato a 15 anni di reclusione, 3 romeni: Relu Curt, Ioana Curt e Lilica Elefterica Muti a 15 anni, a 9 anni Costel Iancu, romeno, e Roberto Patassini, italiani e a 7 anni, infine, Giulio Valter Pichini, italiano. I sei imputati si compravano con piccoli regali la fiducia dei bimbi nei campi nomadi, per poi abusare di loro. Nei giochi sessuali dei 6 accusati le vittime erano chiamate, nelle telefonate intercettate, «fiori o brillanti».
IlGiornale.it
Pedofilia: Don Pierpaolo Mologni. Ancora abusi su minori in chiesa!!!
Da CronacaQui
Dopo la denuncia il sacerdote è in coma
Le testimonianze: «Ci vestiva da Tarzan e faceva le foto»
LOMBARDORE 24/07/2008 - L’orrore. È scoprire che il parroco del paese approfittava dei ragazzini dell’oratorio toccandoli, fotografandoli e talvolta masturbandoli. L’orrore è scoprire che quelle “voci” di paese si sono trasformate in realtà. Nei guai è finito don Pierpaolo Mologni, 60 anni. Parroco per lungo tempo a Lombardore. La Procura di Torino ne ha disposto gli arresti domiciliari dopo le lunghe indagini coordinate dal pubblico ministero Stefano De Montis e condotte da carabinieri. Ma don Pierpaolo, quegli arresti, difficilmente riuscirà a scontarli: al momento, infatti, si trova in coma presso il reparto di rianimazione dell’ospedale di Ivrea.
Costumino di Tarzan
Secondo quanto denunciato da alcune vittime del parroco direttamente ai carabinieri, don Pierpaolo era solito compiere i suoi gesti osceni presso la sua abitazione, dietro la chiesa di Lombardore. Con i più “svegli” si limitava a delle carezze. Con altri, di età compresa tra i 13 e i 15 anni, esagerava. Se loro non si ritraevano, in un attimo saltava fuori la macchina fotografica. E giù di foto osè, con i bimbi in posizioni inequivocabili, magari con indosso il costumino da Tarzan che il parroco 60enne aveva appositamente confezionato per le sue piccole vittime. Spesso e volentieri convinceva i ragazzini a fare la doccia nella sua abitazione: e anche in quei casi non perdeva l’occasione per scattare scabrose istantanee. I carabinieri, che hanno effettuato una perquisizione nei suoi alloggi di Ozegna, dove era stato trasferito un paio di mesi fa, hanno rinvenuto un migliaio di foto compromettenti. Alcune datate 1979.
Le confidenze
Quando don Pierpaolo era certo di aver ottenuto la fiducia della vittima, passava ad un livello superiore di molestie. Era solito far stendere il ragazzino in questione per masturbarlo direttamente sul suo letto. Successivamente, almeno in certi casi, finiva col masturbarsi lui stesso. Secondo gli inquirenti creava una sorta di rapporto di “fiducia” con la vittima e la convinceva in qualche modo a non raccontare nulla dei suoi comportamenti osceni.
Le indagini
A distanza di anni sono invece piovute due distinte denunce sui comportamenti di don Pierpaolo. Da due distinte famiglie. La macchina investigativa dei carabinieri ha poi fatto il resto trovando conferma delle parole di decine di ragazzini di Lombardore e paesi limitrofi nel computer del parroco, zeppo di foto e materiale compromettente. Dopo la perquisizione ad Ozegna, per don Mologni, è giunto anche un avviso di garanzia. Poi, improvvisamente, le sue condizioni di salute sono precipitate: prima un’improvvisa setticemia e, da qualche giorno, il coma profondo. Precauzionalmente la Procura ha fatto sequestrare la sua cartella clinica.
Le incredibili dichiarazioni dei bambini e lo stupore del paese - Le testimonianze: «Ci vestiva da Tarzan e faceva le foto» - Masturbava i bimbi in oratorio - Arrestato il parroco pedofilo
LOMBARDORE 24/07/2008 - Raccontare in Procura gli abusi subiti anni fa è stato difficilissimo. Eppure molti ragazzini, un tempo alle prese con i comportamenti osceni di don Pierpaolo Mologni, hanno trovato il coraggio per combattere questo orrore, rivangando storie che, probabilmente, avevano deciso di dimenticare. Per sempre.
Alcuni di loro, oggi, sono appena maggiorenni. Allora avevano quindici o sedici anni. «Ci portava nei suoi alloggi in parrocchia sempre con la stessa scusa - racconta uno di loro - voleva “misurarci” per vedere se eravamo cresciuti». Una scusa banale alla quale i ragazzini, senza malizia, abboccavano senza sospetti. Poi la situazione degenerava se le vittime non reagivano sdegnate: «Massaggi, carezze, sfioramenti nelle parti intime - precisa uno dei giovani - a volte tirava fuori quel costumino di Tarzan dal quale si intravedeva tutto. Era troppo stretto. Magari scattava qualche foto». Poi la masturbazione: «Su un tappeto, oppure direttamente sul letto». Quanti ragazzini hanno avuto il coraggio di raccontare tutto subito? Praticamente nessuno. Poi due famiglie hanno deciso di rompere il silenzio, di denunciare una storia assurda e al tempo stesso ignobilmente reale.
Senza parole anche il sindaco di Lombardore, Diego Maria Bili, ben a conoscenza delle indagini dei carabinieri e della Procura: «Il nostro è un paese piccolo. Le cose si vengono a sapere quasi subito. Sapevo che molti cittadini ascoltati in Procura e dai militari dell’Arma. Ovviamente speravo che le voci di paese non fossero corrispondenti a quanto emerso». Bili, oltretutto, ammette di non aver mai avuto un rapporto molto sereno con don Mologni: «I nostri scontri erano alla luce del sole, lo ha sempre saputo anche il vescovo». Le dicerie del paese, però, non sembravano realtà: «Diciamo che le chiacchiere non sempre rappresentano la verità - conferma il sindaco - però è vero che c’erano strane voci anche prima che io diventassi sindaco. Nessuna prova, però, fino a qualche giorno fa».
Don Pierpaolo, per una decina d’anni parroco di Lombardore, aveva operato prima a Rivarolo e Mercenasco. Il suo trasferimento ad Ozegna nella primavera scorsa.
Dopo la denuncia il sacerdote è in coma
Le testimonianze: «Ci vestiva da Tarzan e faceva le foto»
LOMBARDORE 24/07/2008 - L’orrore. È scoprire che il parroco del paese approfittava dei ragazzini dell’oratorio toccandoli, fotografandoli e talvolta masturbandoli. L’orrore è scoprire che quelle “voci” di paese si sono trasformate in realtà. Nei guai è finito don Pierpaolo Mologni, 60 anni. Parroco per lungo tempo a Lombardore. La Procura di Torino ne ha disposto gli arresti domiciliari dopo le lunghe indagini coordinate dal pubblico ministero Stefano De Montis e condotte da carabinieri. Ma don Pierpaolo, quegli arresti, difficilmente riuscirà a scontarli: al momento, infatti, si trova in coma presso il reparto di rianimazione dell’ospedale di Ivrea.
Costumino di Tarzan
Secondo quanto denunciato da alcune vittime del parroco direttamente ai carabinieri, don Pierpaolo era solito compiere i suoi gesti osceni presso la sua abitazione, dietro la chiesa di Lombardore. Con i più “svegli” si limitava a delle carezze. Con altri, di età compresa tra i 13 e i 15 anni, esagerava. Se loro non si ritraevano, in un attimo saltava fuori la macchina fotografica. E giù di foto osè, con i bimbi in posizioni inequivocabili, magari con indosso il costumino da Tarzan che il parroco 60enne aveva appositamente confezionato per le sue piccole vittime. Spesso e volentieri convinceva i ragazzini a fare la doccia nella sua abitazione: e anche in quei casi non perdeva l’occasione per scattare scabrose istantanee. I carabinieri, che hanno effettuato una perquisizione nei suoi alloggi di Ozegna, dove era stato trasferito un paio di mesi fa, hanno rinvenuto un migliaio di foto compromettenti. Alcune datate 1979.
Le confidenze
Quando don Pierpaolo era certo di aver ottenuto la fiducia della vittima, passava ad un livello superiore di molestie. Era solito far stendere il ragazzino in questione per masturbarlo direttamente sul suo letto. Successivamente, almeno in certi casi, finiva col masturbarsi lui stesso. Secondo gli inquirenti creava una sorta di rapporto di “fiducia” con la vittima e la convinceva in qualche modo a non raccontare nulla dei suoi comportamenti osceni.
Le indagini
A distanza di anni sono invece piovute due distinte denunce sui comportamenti di don Pierpaolo. Da due distinte famiglie. La macchina investigativa dei carabinieri ha poi fatto il resto trovando conferma delle parole di decine di ragazzini di Lombardore e paesi limitrofi nel computer del parroco, zeppo di foto e materiale compromettente. Dopo la perquisizione ad Ozegna, per don Mologni, è giunto anche un avviso di garanzia. Poi, improvvisamente, le sue condizioni di salute sono precipitate: prima un’improvvisa setticemia e, da qualche giorno, il coma profondo. Precauzionalmente la Procura ha fatto sequestrare la sua cartella clinica.
Le incredibili dichiarazioni dei bambini e lo stupore del paese - Le testimonianze: «Ci vestiva da Tarzan e faceva le foto» - Masturbava i bimbi in oratorio - Arrestato il parroco pedofilo
LOMBARDORE 24/07/2008 - Raccontare in Procura gli abusi subiti anni fa è stato difficilissimo. Eppure molti ragazzini, un tempo alle prese con i comportamenti osceni di don Pierpaolo Mologni, hanno trovato il coraggio per combattere questo orrore, rivangando storie che, probabilmente, avevano deciso di dimenticare. Per sempre.
Alcuni di loro, oggi, sono appena maggiorenni. Allora avevano quindici o sedici anni. «Ci portava nei suoi alloggi in parrocchia sempre con la stessa scusa - racconta uno di loro - voleva “misurarci” per vedere se eravamo cresciuti». Una scusa banale alla quale i ragazzini, senza malizia, abboccavano senza sospetti. Poi la situazione degenerava se le vittime non reagivano sdegnate: «Massaggi, carezze, sfioramenti nelle parti intime - precisa uno dei giovani - a volte tirava fuori quel costumino di Tarzan dal quale si intravedeva tutto. Era troppo stretto. Magari scattava qualche foto». Poi la masturbazione: «Su un tappeto, oppure direttamente sul letto». Quanti ragazzini hanno avuto il coraggio di raccontare tutto subito? Praticamente nessuno. Poi due famiglie hanno deciso di rompere il silenzio, di denunciare una storia assurda e al tempo stesso ignobilmente reale.
Senza parole anche il sindaco di Lombardore, Diego Maria Bili, ben a conoscenza delle indagini dei carabinieri e della Procura: «Il nostro è un paese piccolo. Le cose si vengono a sapere quasi subito. Sapevo che molti cittadini ascoltati in Procura e dai militari dell’Arma. Ovviamente speravo che le voci di paese non fossero corrispondenti a quanto emerso». Bili, oltretutto, ammette di non aver mai avuto un rapporto molto sereno con don Mologni: «I nostri scontri erano alla luce del sole, lo ha sempre saputo anche il vescovo». Le dicerie del paese, però, non sembravano realtà: «Diciamo che le chiacchiere non sempre rappresentano la verità - conferma il sindaco - però è vero che c’erano strane voci anche prima che io diventassi sindaco. Nessuna prova, però, fino a qualche giorno fa».
Don Pierpaolo, per una decina d’anni parroco di Lombardore, aveva operato prima a Rivarolo e Mercenasco. Il suo trasferimento ad Ozegna nella primavera scorsa.
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mercoledì 23 luglio 2008
Pedofilia: nuove accuse per Don Conti
‘Per quel prete non entrerò più in chiesa’
Repubblica - 20 luglio 2008 pagina 4 sezione: ROMA
«Se fossi stato solo io a essere vittima di questa persona, da buon cristiano, l’ avrei anche perdonato. Ma ho deciso di denunciarlo per tutti i bambini che potrebbero soffrire ancora. Per colpa sua non entrerò mai più in chiesa…». è uno dei racconti choc dei ragazzi che hanno denunciato don Ruggero Conti. Il sacerdote, 55 anni, parroco della Natività di Maria Santissima in via Selva Candida, è stato arrestato il 30 giugno per violenza sessuale aggravata e continuata per aver abusato di almeno sette bambini negli ultimi dieci anni tra il ‘98 e il marzo scorso. Ieri il tribunale del Riesame, presieduto da Antonio Lo Surdo, ha respinto la richiesta di revoca della misura cautelare avanzata dagli avvocati Riccardo Olivo e Anna D’ Alessandro ed ha confermato il carcere per il religioso. Intanto nuove accuse emergono dall’ inchiesta del pm Francesco Scavo. Per gli investigatori del nucleo operativo dei carabiniere diretti dal maggiore Lorenzo Sabatino, il prete sceglieva le sue vittime tra i bambini del catechismo e li invitava a casa sua. I ragazzini, tutti minorenni all’ epoca dei fatti, provenivano da famiglie disagiate. Secondo gli inquirenti don Ruggero faceva leva proprio sulla loro condizione: offriva qualche soldo, vestiti, regali e poi approfittava di loro, obbligandoli anche a vedere film pornografici La procura oltre ai sette casi accertati di abusi nella parrocchia della Natività, sta indagando su altre violenze denunciate da due ragazzi della Chiesa della Beata Vergine Immacolata alla Giustiniana. Dalle carte depositate al Riesame spicca la sofferenza che a distanza di anni i ragazzi abusati continuano a provare: «Io tuttora credo a Gesù - ha fatto mettere a verbale uno di loro - però dei preti… non ne voglio sapere niente…».Un altro giovane ha confidato al pm: «Quello che è successo m’ ha staccato radicalmente dalla chiesa». Più drastico un terzo giovane: «Io ho perso totalmente fiducia nel corpo clericale e ho deciso di parlare con Dio da solo…». Al magistrato i ragazzi hanno raccontato che don Conti era «molto carismatico e sensibile», «uno di cui fidarsi…», «poi, però, arrivavano le molestie». I giovani hanno denunciato, ad esempio, la sfrontatezza di don Ruggero che, di notte, entrava nelle camerate e, incurante degli altri ragazzi che dormivano, toccava e accarezzava le vittime costringendole a subire rapporti sessuali. Un’ altra vittima degli abusi, ora maggiorenne, ha raccontato di aver denunciato gli abusi in una lettera consegnata al vescovo. «Quando mi ha ricevuto, mi ha detto che erano accuse pesanti e mi ha chiesto “sei sicuro di quello che hai scritto?”. Gli ho risposto sono sicuro sì. E il vescovo mi ha detto “Va bene, poi ti faremo sapere”». Un altro ragazzo ha riferito che 4 anni fa, sul muro della parrocchia, era apparsa la scritta «pedofilo». Nei prossimi giorni il pm Scavo ascolterà il vescovo della diocesi di Porto Santa Rufina, monsignor Gino Reali. Il magistrato vuole capire perché non vennero presi provvedimenti severi nei confronti di don Ruggero. - MARINO BISSO
Repubblica - 20 luglio 2008 pagina 4 sezione: ROMA
«Se fossi stato solo io a essere vittima di questa persona, da buon cristiano, l’ avrei anche perdonato. Ma ho deciso di denunciarlo per tutti i bambini che potrebbero soffrire ancora. Per colpa sua non entrerò mai più in chiesa…». è uno dei racconti choc dei ragazzi che hanno denunciato don Ruggero Conti. Il sacerdote, 55 anni, parroco della Natività di Maria Santissima in via Selva Candida, è stato arrestato il 30 giugno per violenza sessuale aggravata e continuata per aver abusato di almeno sette bambini negli ultimi dieci anni tra il ‘98 e il marzo scorso. Ieri il tribunale del Riesame, presieduto da Antonio Lo Surdo, ha respinto la richiesta di revoca della misura cautelare avanzata dagli avvocati Riccardo Olivo e Anna D’ Alessandro ed ha confermato il carcere per il religioso. Intanto nuove accuse emergono dall’ inchiesta del pm Francesco Scavo. Per gli investigatori del nucleo operativo dei carabiniere diretti dal maggiore Lorenzo Sabatino, il prete sceglieva le sue vittime tra i bambini del catechismo e li invitava a casa sua. I ragazzini, tutti minorenni all’ epoca dei fatti, provenivano da famiglie disagiate. Secondo gli inquirenti don Ruggero faceva leva proprio sulla loro condizione: offriva qualche soldo, vestiti, regali e poi approfittava di loro, obbligandoli anche a vedere film pornografici La procura oltre ai sette casi accertati di abusi nella parrocchia della Natività, sta indagando su altre violenze denunciate da due ragazzi della Chiesa della Beata Vergine Immacolata alla Giustiniana. Dalle carte depositate al Riesame spicca la sofferenza che a distanza di anni i ragazzi abusati continuano a provare: «Io tuttora credo a Gesù - ha fatto mettere a verbale uno di loro - però dei preti… non ne voglio sapere niente…».Un altro giovane ha confidato al pm: «Quello che è successo m’ ha staccato radicalmente dalla chiesa». Più drastico un terzo giovane: «Io ho perso totalmente fiducia nel corpo clericale e ho deciso di parlare con Dio da solo…». Al magistrato i ragazzi hanno raccontato che don Conti era «molto carismatico e sensibile», «uno di cui fidarsi…», «poi, però, arrivavano le molestie». I giovani hanno denunciato, ad esempio, la sfrontatezza di don Ruggero che, di notte, entrava nelle camerate e, incurante degli altri ragazzi che dormivano, toccava e accarezzava le vittime costringendole a subire rapporti sessuali. Un’ altra vittima degli abusi, ora maggiorenne, ha raccontato di aver denunciato gli abusi in una lettera consegnata al vescovo. «Quando mi ha ricevuto, mi ha detto che erano accuse pesanti e mi ha chiesto “sei sicuro di quello che hai scritto?”. Gli ho risposto sono sicuro sì. E il vescovo mi ha detto “Va bene, poi ti faremo sapere”». Un altro ragazzo ha riferito che 4 anni fa, sul muro della parrocchia, era apparsa la scritta «pedofilo». Nei prossimi giorni il pm Scavo ascolterà il vescovo della diocesi di Porto Santa Rufina, monsignor Gino Reali. Il magistrato vuole capire perché non vennero presi provvedimenti severi nei confronti di don Ruggero. - MARINO BISSO
Rignano Flaminio: finiti gli incidenti probatori sui bambini della Olga Rovere
RIGNANO/ PERQUISITO CASOLARE, INVESTIGATORI: ALTRO LUOGO ABUSI
Bimbe confermano accuse, concluso incidente probatorio.
Roma, 22 lug. (Apcom) - Continuano le indagini sui presunti abusi e violenze sessuali che sarebbero avvenuti a Rignano Flaminio. Nei giorni scorsi, secondo quanto si è appreso, i carabinieri su delega della Procura di Tivoli hanno eseguito la perquisizione di un casolare, poco distante dal centro di Rignano ed avrebbero anche sequestrato alcuni oggetti presenti nell’edificio, tra l’altro un pallone e dei piatti.
Nel frattempo, proprio oggi, si può dire - con le parole dei difensori - che il racconto dei “giochi brutti” sia finito. Con l’ultima audizione di due bimbe si è chiusa la lunga fase di incidente probatorio, iniziata nel luglio dello scorso anno, nell’ambito degli accertamenti di quanto sarebbe stato subito da 21 bimbi di Rignano, nel corso del 2005-2006.
Con l’atto definito oggi davanti al gip di Tivoli Elvira Tamburelli, ora gli accertamenti procedono secondo i tempi che saranno scanditi dagli inquirenti. Sino a poche settimane fa molti ipotizzavano che il pm Marco Mansi concludesse le indagini e depositasse gli atti entro settembre. Alla luce della serie di riscontri e approfondimenti che sono stati disposti dopo le audizioni dei bimbi, ormai si ritiene che i tempi si allunghino.
La perquisizione del casolare sarebbe dovuta alla possibile identificazione dell’edificio con la ‘terza casa’ che era stata descritta da alcuni piccoli, nei loro racconti. Oltre alle abitazioni delle maestre Marisa Pucci e Patrizia Del Meglio. Il gip Tamburelli ha poi rigettato la richiesta dei pm per una ricognizione personale da parte di tutti i minori con gli indagati.
Indagate sono sette persone: quattro maestre (Patrizia Del Meglio, Marisa Pucci, Assunta Pisani e Silvana Magalotti) ed una bidella (Cristina Lunerti) che prestavano servizio nella scuola primaria ‘Olga Rovere’, il marito di una delle insegnanti (l’autore tv Gianfranco Scancarello) e un immigrato dello Sri Lanka (Kelum W. De Silva) che lavorava ad un distributore dei benzina.
L’avvocato Giosuè Bruno Naso, difensore della Pucci, rispetto alla perquisizione del casolare, ha spiegato: “Non ho elementi per valutare la rilevanza di questo accertamento in relazione all’ipotesi accusatoria. Ma pensare che a due anni dai fatti e con tutto il clamore mediatico che ha suscitato la vicenda e le indagini, si possa trovare qualche oggetto usato per compiere quegli orribili fatti, mi sembra un incommensurabile ingenuità”.
Gli avvocati Franco Merlino e Antonio Cardamone, hanno spiegato: “Le difese delle parti offese sono soddisfatte dall’esito dell’intero incidente probatorio condotto con estrema professionalità dal collegio peritale, anche se purtroppo ha confermato che molti bambini sono stati vittime di abusi”. In merito ai nuovi accertamenti della Procura, i legali hanno spiegato di “continuare ad aver fiducia nell’operato degli investigatori”.
Bimbe confermano accuse, concluso incidente probatorio.
Roma, 22 lug. (Apcom) - Continuano le indagini sui presunti abusi e violenze sessuali che sarebbero avvenuti a Rignano Flaminio. Nei giorni scorsi, secondo quanto si è appreso, i carabinieri su delega della Procura di Tivoli hanno eseguito la perquisizione di un casolare, poco distante dal centro di Rignano ed avrebbero anche sequestrato alcuni oggetti presenti nell’edificio, tra l’altro un pallone e dei piatti.
Nel frattempo, proprio oggi, si può dire - con le parole dei difensori - che il racconto dei “giochi brutti” sia finito. Con l’ultima audizione di due bimbe si è chiusa la lunga fase di incidente probatorio, iniziata nel luglio dello scorso anno, nell’ambito degli accertamenti di quanto sarebbe stato subito da 21 bimbi di Rignano, nel corso del 2005-2006.
Con l’atto definito oggi davanti al gip di Tivoli Elvira Tamburelli, ora gli accertamenti procedono secondo i tempi che saranno scanditi dagli inquirenti. Sino a poche settimane fa molti ipotizzavano che il pm Marco Mansi concludesse le indagini e depositasse gli atti entro settembre. Alla luce della serie di riscontri e approfondimenti che sono stati disposti dopo le audizioni dei bimbi, ormai si ritiene che i tempi si allunghino.
La perquisizione del casolare sarebbe dovuta alla possibile identificazione dell’edificio con la ‘terza casa’ che era stata descritta da alcuni piccoli, nei loro racconti. Oltre alle abitazioni delle maestre Marisa Pucci e Patrizia Del Meglio. Il gip Tamburelli ha poi rigettato la richiesta dei pm per una ricognizione personale da parte di tutti i minori con gli indagati.
Indagate sono sette persone: quattro maestre (Patrizia Del Meglio, Marisa Pucci, Assunta Pisani e Silvana Magalotti) ed una bidella (Cristina Lunerti) che prestavano servizio nella scuola primaria ‘Olga Rovere’, il marito di una delle insegnanti (l’autore tv Gianfranco Scancarello) e un immigrato dello Sri Lanka (Kelum W. De Silva) che lavorava ad un distributore dei benzina.
L’avvocato Giosuè Bruno Naso, difensore della Pucci, rispetto alla perquisizione del casolare, ha spiegato: “Non ho elementi per valutare la rilevanza di questo accertamento in relazione all’ipotesi accusatoria. Ma pensare che a due anni dai fatti e con tutto il clamore mediatico che ha suscitato la vicenda e le indagini, si possa trovare qualche oggetto usato per compiere quegli orribili fatti, mi sembra un incommensurabile ingenuità”.
Gli avvocati Franco Merlino e Antonio Cardamone, hanno spiegato: “Le difese delle parti offese sono soddisfatte dall’esito dell’intero incidente probatorio condotto con estrema professionalità dal collegio peritale, anche se purtroppo ha confermato che molti bambini sono stati vittime di abusi”. In merito ai nuovi accertamenti della Procura, i legali hanno spiegato di “continuare ad aver fiducia nell’operato degli investigatori”.
Pedofilia, abusi su minori... due giorni di orrori
Caltagirone: la polizia arresta insegnante di musica
22.luglio CataniaOggi.com
La Polizia di Stato del commissariato di Caltagirone ha eseguito un ordinanza di sottoposizione a misura cautelare custodiale, nella specie gli arresti domiciliari, a carico di un settantenne, noto in quel Comune per la sua lunga professione nel campo della musica, responsabile di aver usato violenza sessuale aggravata ai danni di un ragazzo di 12 anni. La misura è stata disposta dalla Autorità Giudiziaria calatina, dopo che la polizia giudiziaria ha raccolto indizi di colpevolezza gravi, precisi e concordanti partendo dal racconto "assistito dalle garanzie di legge" e riscontrato della giovane vittima, il cui comportamento "insolito" era stato notato da subito dai preoccupati genitori. Si evidenzia ancora che il ragazzo aveva rapporti con l’arrestato a causa della sua attività di insegnante di musica e difatti la violenza si sarebbe consumata proprio in occasione delle lezioni private.
CASSINO: VIOLENTATA DA UN PARENTE, HA 8 ANNI
22.luglio (PRIMA) CASSINO – Accusato di violenza sessuale ai danni di una bambina di 8 anni. L’uomo è un parente della piccola che ora risulta indagato dalla procura della repubblica per violenza sessuale su minore. Siamo a Cassino. Ad accorgersi degli abusi, i genitori della bimba che l'hanno immediatamente accompagnata all'ospedale dove i medici avrebbero riscontrato chiari segni di violenza. Il grave episodio sarebbe avvenuto nella giornata di domenica. I genitori hanno subito allertato i carabinieri che hanno aperto un'indagine.
ABUSI: SETTANTENNE ARRESTATO PER TENTATA VIOLENZA SU MINORE
(AGI) - Novafeltria (Pesaro-Urbino), 21 lug. - Un settantenne residente nel Montefeltro e' stato arrestato oggi dai carabinieri di Novafeltria con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di una quattordicenne. Il fatto e' avvenuto nei giorni scorsi, ma e' stato reso noto solo oggi. L'anziano avrebbe avvicinato la minorenne, provando a palpeggiarla: e' stato un testimone a segnalare il tentativo di violenza e a far intervenire i carabinieri, che hanno evitato il peggio. Il gip del tribunale di Pesaro, dopo aver verificato le risultanze dell'indagine dei militari, coordinata dal capitano Umberto Geri, ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari eseguita questa mattina. (AGI)
Pedofilia: clochard tenta di abusare di una undicenne (ANSA) - NAPOLI, 22 LUG - Un senza fissa dimora di 48 anni ha tentato di abusare di una undicenne, ma e' stato bloccato dal padre della ragazza e dai carabinieri.E' accaduto a Meta di Sorrento. Il papa' le aveva detto di aspettarlo vicino ad una chiesa ma, tornato dopo 10 minuti, non l'ha piu' trovata. E' scattato l'allarme e poco dopo la bimba e' stata salvata mentre, dietro un cimitero, il clochard stava abusando di lei.Immediata la reazione di amici e vicini di casa della bimba: hanno tentato di aggredire l'uomo.
22.luglio CataniaOggi.com
La Polizia di Stato del commissariato di Caltagirone ha eseguito un ordinanza di sottoposizione a misura cautelare custodiale, nella specie gli arresti domiciliari, a carico di un settantenne, noto in quel Comune per la sua lunga professione nel campo della musica, responsabile di aver usato violenza sessuale aggravata ai danni di un ragazzo di 12 anni. La misura è stata disposta dalla Autorità Giudiziaria calatina, dopo che la polizia giudiziaria ha raccolto indizi di colpevolezza gravi, precisi e concordanti partendo dal racconto "assistito dalle garanzie di legge" e riscontrato della giovane vittima, il cui comportamento "insolito" era stato notato da subito dai preoccupati genitori. Si evidenzia ancora che il ragazzo aveva rapporti con l’arrestato a causa della sua attività di insegnante di musica e difatti la violenza si sarebbe consumata proprio in occasione delle lezioni private.
CASSINO: VIOLENTATA DA UN PARENTE, HA 8 ANNI
22.luglio (PRIMA) CASSINO – Accusato di violenza sessuale ai danni di una bambina di 8 anni. L’uomo è un parente della piccola che ora risulta indagato dalla procura della repubblica per violenza sessuale su minore. Siamo a Cassino. Ad accorgersi degli abusi, i genitori della bimba che l'hanno immediatamente accompagnata all'ospedale dove i medici avrebbero riscontrato chiari segni di violenza. Il grave episodio sarebbe avvenuto nella giornata di domenica. I genitori hanno subito allertato i carabinieri che hanno aperto un'indagine.
ABUSI: SETTANTENNE ARRESTATO PER TENTATA VIOLENZA SU MINORE
(AGI) - Novafeltria (Pesaro-Urbino), 21 lug. - Un settantenne residente nel Montefeltro e' stato arrestato oggi dai carabinieri di Novafeltria con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di una quattordicenne. Il fatto e' avvenuto nei giorni scorsi, ma e' stato reso noto solo oggi. L'anziano avrebbe avvicinato la minorenne, provando a palpeggiarla: e' stato un testimone a segnalare il tentativo di violenza e a far intervenire i carabinieri, che hanno evitato il peggio. Il gip del tribunale di Pesaro, dopo aver verificato le risultanze dell'indagine dei militari, coordinata dal capitano Umberto Geri, ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari eseguita questa mattina. (AGI)
Pedofilia: clochard tenta di abusare di una undicenne (ANSA) - NAPOLI, 22 LUG - Un senza fissa dimora di 48 anni ha tentato di abusare di una undicenne, ma e' stato bloccato dal padre della ragazza e dai carabinieri.E' accaduto a Meta di Sorrento. Il papa' le aveva detto di aspettarlo vicino ad una chiesa ma, tornato dopo 10 minuti, non l'ha piu' trovata. E' scattato l'allarme e poco dopo la bimba e' stata salvata mentre, dietro un cimitero, il clochard stava abusando di lei.Immediata la reazione di amici e vicini di casa della bimba: hanno tentato di aggredire l'uomo.
martedì 8 luglio 2008
Pedofilia: Don Ruggero resta in carcere
LAZIO/ PRETE ARRESTATO, PERITO GIP: PUO’ RIMANERE IN CARCERE
Giudice deve decidere su istanza ritorno in libertà sacerdote
Roma, 7 lug. (Apcom) - Le condizioni di salute di don Ruggero Conti non sono incompatibili con il regime carcerario a cui è sottoposto. Questo il risultato dell’accertamento medico disposto dal gip Andrea Vardaro per il prete arrestato nei giorni scorsi nell’ambito di una inchiesta su una serie di episodi di pedofilia avvenuti nell’arco degli ultimi dieci anni, nel corso di diverse attività parrocchiali della chiesa ‘Natività di Maria Santissima’, in via di Selva Candida, a Roma.
Il perito nominato dal giudice avrebbe comunque, nell’elaborato consegnato al magistrato, definito la situazione clinica del sacerdote come complessa e motivo di ulteriori controlli. Adesso il gip dovrà valutare l’istanza presentata dai difensori di don Ruggero, dopo l’interrogatorio di garanzia, tesa ad una possibile remissione in libertà od alla concessione degli arresti domiciliari.
Intanto all’attenzione del pm Francesco Scavo sarà posto, entre breve, dai difensori, un dossier con le dichiarazioni di molte decine di persone, che frequentano la parrocchia ‘Natività di Maria Santissima - Chiesa dei Santi martiri di Selva candida’ e si dicono pronti a testimoniare in favore di don Ruggero.
Giudice deve decidere su istanza ritorno in libertà sacerdote
Roma, 7 lug. (Apcom) - Le condizioni di salute di don Ruggero Conti non sono incompatibili con il regime carcerario a cui è sottoposto. Questo il risultato dell’accertamento medico disposto dal gip Andrea Vardaro per il prete arrestato nei giorni scorsi nell’ambito di una inchiesta su una serie di episodi di pedofilia avvenuti nell’arco degli ultimi dieci anni, nel corso di diverse attività parrocchiali della chiesa ‘Natività di Maria Santissima’, in via di Selva Candida, a Roma.
Il perito nominato dal giudice avrebbe comunque, nell’elaborato consegnato al magistrato, definito la situazione clinica del sacerdote come complessa e motivo di ulteriori controlli. Adesso il gip dovrà valutare l’istanza presentata dai difensori di don Ruggero, dopo l’interrogatorio di garanzia, tesa ad una possibile remissione in libertà od alla concessione degli arresti domiciliari.
Intanto all’attenzione del pm Francesco Scavo sarà posto, entre breve, dai difensori, un dossier con le dichiarazioni di molte decine di persone, che frequentano la parrocchia ‘Natività di Maria Santissima - Chiesa dei Santi martiri di Selva candida’ e si dicono pronti a testimoniare in favore di don Ruggero.
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