venerdì 16 novembre 2007

Incredibile ma vero!!

Cronache
Violenza sessuale su una disabile: “Il fatto è lieve”, niente carcere
Una sentenza che fa discutere: la Corte d’Appello di Campobasso ha ridotto a soli due anni di reclusione la condanna del tassista 78enne di Campomarino accusato di abusi sessuali su una minorenne con problemi psichici, che aveva il compito di accompagnare a scuola. I giudici hanno definito il fatto contestato «di lieve entità». I fatti risalgono al ’98. In primo grado l’uomo, che non farà nemmeno un giorno di carcere perchè la pena è sospesa, era stato condannato a 3 anni e 8 mesi. Perplesso lo stesso difensore dell’anziano: “Strano che un rapporto sessuale contro la propria volontà sia fatto non grave”

Campomarino. E’ una sentenza destinata a fare discutere quella emessa giovedì – 15 novembre – dai giudici della Corte d’Appello di Campobasso. Il tassista di 78 anni che nel 1998 a Campomarino aveva molestato sessualmente e in alcuni casi anche violentato, a più riprese, una minorenne disabile che lui aveva il compito di accompagnare a scuola, è stato infatti condannato a soli due anni di reclusione perché «il fatto contestato è di lieve entità».

Con una condanna a due anni l’imputato (M.B. sono le sue iniziali) non farà neppure un giorno di carcere. Ma ancor più di questo, la sentenza è per certi versi sconcertante proprio perché giudica «un fatto lieve» una violenza sessuale ripetuta di un adulto ai danni di una minorenne psichicamente disabile. Tanto che lo stesso difensore dell’anziano taxista, l’avvocato Antonio De Michele, dopo la sentenza ha manifestato tutte le sue perplessità: «Visto i fatti, credo che o si sarebbe dovuto assolvere il cliente non ritenendo valido il racconto e le accuse della ragazza, altrimenti confermare la condanna di primo grado. Liquidare invece un rapporto sessuale contro la propria volontà un fatto non grave, lascia perplessi».

In primo grado M.B. era stato condannato a 3 anni e otto mesi. Ora questa drastica riduzione di pena, sempre secondo l’avvocato, sarebbe giunta al termine di un'ora e mezzo di camera di consiglio tra litigi e discussioni molto accese fra i componenti del collegio.
Secondo l’accusa che venne formulata a suo tempo, le violenze andarono avanti per almeno due mesi, nella primavera di otto anni fa. Il tassista – che all’epoca aveva 70 anni - durante il tragitto dalla abitazione della ragazza alla scuola fermava l’auto e si “dedicava” alla ragazza negli androni di alcuni edifici del paese. A inchiodarlo fu il racconto che la stessa ragazza fece prima ai genitori e poi agli inquirenti.

La notizia della sentenza ha suscitato reazioni anche a livello nazionale. Protestano le associazioni dei disabili, e protesta anche l'onorevole Cristina De Luca, sottosegretario alla Solidarietà Sociale: «È una decisione discutibile e assai grave - ha detto il sottosegretario - Chi definisce uno stupro un comportamento non grave, invece di chiamarlo crimine, in qualunque contesto avvenga o chiunque lo subisca, evidentemente ignora le devastanti conseguenze psicologiche oltre che fisiche che una violenza sessuale lascia sulla vittima. Questo episodio lascia ancora più amarezza perchè il violentatore si è letteralmente approfittato di una ragazza con un handicap psichico. E, in un paese civile, questa dovrebbe essere un'aggravante, non una scusante».».

(Pubblicato il 15/11/2007 da Primonumero.it)

giovedì 15 novembre 2007

Prelievo DNA bambini Rignano Flaminio


Rignano: preso dna bimbi e indagati

14 Novembre 2007, 18:53

(ANSA) - ROMA, 14 nov - Il dna dei 7 indagati nell'inchiesta sui presunti abusi sessuali sui bambini di Rignano è stato raccolto dal Ris di Messina. Il prelievo è stato effettuato su incarico del gip di Tivoli. Ieri il dna era stato prelevato ai 19 bambini. Una volta isolati i dna di indagati e presunte vittime, i codici genetici saranno comparati con quelli che gli investigatori hanno trovato durante le indagini nelle abitazioni, sui peluche, e nelle auto di alcuni degli indagati


NOTA MIA: le indagini sul caso Rignano Flaminio continuano!! non è che se non se ne sente parlare dai media è perchè è tutto finito!! Il 18.dicembre verranno consegnati al Tribunale i risultati dei test del DNA...

mercoledì 14 novembre 2007

PENA DI MORTE PER I PEDOFILI...

EURISPES: IL 24% DEI CALABRESI CHIEDE LA PENA DI MORTE PER I PEDOFILI
martedì 13 novembre 2007

Otto calabresi su dieci ritengono che la pedofilia sia un fenomeno molto diffuso; per il 39,1% il pedofilo è un conoscente; ma, soprattutto, un calabrese su quattro chiede la pena di morte. E' quanto emerge dall'indagine 'L'inferno della pedofilia. Percezione e orientamento dei calabresi", realizzata dall'Eurispes Calabria in collaborazione con l'Unical

COSENZA, 13 NOV - Otto calabresi su dieci ritengono che la pedofilia sia un fenomeno molto diffuso; per il 39,1% il pedofilo è un conoscente; ma, soprattutto, un calabrese su quattro chiede la pena di morte. Questo il quadro allarmante che emerge dall'indagine 'L'inferno della pedofilia. Percezione e orientamento dei calabresì, realizzata dall'Eurispes Calabria in collaborazione con l'Unical. I risultati della ricerca sono stati illustrati stamani dal presidente dell'Eurispes Calabria, Raffaele Rio, e dalla docente di Psicopatologia dell'adolescenza dell'Università Magna Grecia di Catanzaro, Francesca Pantusa. "La Calabria - ha affermato il presidente Rio - ha verso la pedofilia tolleranza zero. Il 24% chiede la pena di morte, mentre per il 45,8% degli intervistati è un reato orribile da punire. A chiedere la pena di morte sono principalmente giovani, uomini e chi ha figli. - ha aggiunto - Per i calabresi il livello di preoccupazione è legato agli enormi spazi mediatici concessi. Si registra anche un aumento consistente delle denunce che evidenzia come i genitori abbiano maturato una maggiore capacità di individuare il problema". "Amore del prossimo, - ha proseguito - libertà e diversità é lo slogan con cui è nato in Olanda il partito dei pedofili. Al giorno vengono effettuate 69 segnalazioni di siti pedo-pornografici e il fatturato giornaliero di un sito è di 34 mila dollari. Ogni giorno sette nuovi bambini vengono sfruttati per la pedo-pornografia. Partendo da questi elementi - ha evidenziato - l'Eurispes insieme all'Unical ha condotto questa ricerca sul campo". Dai dati emerge anche che il 20,6% dei pedofili è da ricercare nella cosiddetta 'famiglia allargata'. "E' questo - ha precisato il presidente dell'Eurispes - un altro dato preoccupante. Il 3% degli intervistati ritiene che il pedofilo sia uno dei due genitori. L'indagine ha cercato di individuare gli ambienti più a rischio dove è più facile adescare il bambino. E' il web l'ambiente che terrorizza di più (44,5%), ma non si deve assolutamente condannare la rete, anzi bisognerebbe educare i bambini all'uso di internet e i genitori vanno informatizzati". Per il 36,6% degli intervistati è la scuola l'ambiente più a rischio. "Si tratta - ha detto Rio - di un dato probabilmente influenzato dal recente episodio di Rignano Flaminio rispetto al periodo in cui è stata realizzata l'indagine. Ma la ricerca coinvolge anche la Chiesa: per il 15,5 % suscitano preoccupazione anche questi ambienti, in particolare gli oratori". Francesca Pantusa ha sottolineato che "oggi sono aumentate le condotte pedofili. Il pedofilo sa perfettamente quello che fa e che è penalmente perseguibile. Per parlare di pedofilia come malattia devono manifestarsi impulsi e comportamenti pedofili. L'incidenza della pedofilia come malattia è del 7% perché il pedofilo difficilmente si fa curare". L'indagine è stata realizzata in collaborazione con gli studenti del corso di laurea specialistica in Teoria della prassi comunicativa e cognitiva dell'Unical. "Non è stato facile - ha detto una studentessa - somministrare le domande ai calabresi. Nel corso di una telefonata una signora ha riferito di aver subito violenza".

NOTA MIA: da quanto emerge dal sondaggio quindi un calabrese su quattro vuole la pena di morte per i pedofili. Speriamo che questo sondaggio venga fatto in tutte le Regioni Italiane altrimenti si rischia di dare a certi soggetti la parola per dire che i calabresi sono sanguinari comunque a prescindere. Sono certa che molti italiani vorrebbero la pena di morte per chi uccide le anime di innocenti bambini che una vita normale e serena non la avranno più a causa di queste immondizzie di esseri. Grazie per ogni vostro apporto ragazzi.

martedì 13 novembre 2007

Cassazione: e' reato visitare siti pedopornografici a pagamento

Roma | 12 novembre 2007
Minori vittime della rete di pedofili.Per la Cassazione è reato visitare i siti internet a pagamento contenenti immagini a luci rosse di minori.

La pedopornografia, spiega oggi la Suprema corte con la sentenza 41570, "esiste e si perpetua solo perché vi è a monte una domanda". Non solo. Guardare certi siti internet non è un'esplicazione della propria libertà sessuale.

La Cassazione ha respinto il ricorso di un 67enne milanese accusato di aver visitato dei siti pedopornografici a pagamento. In sostanza è stata confermata la decisione della Corte di appello di Milano che, nel maggio 2006, lo aveva condannato ad un anno e sei mesi di reclusione.

Lui si era difeso sollevando, fra l'altro, una questione di legittimità costituzionale: "Il bene tutelato - si legge nel ricorso - che è quello del diritto ad un'infanzia serena, è certamente cospicuo; ma non si può, esprimendo una istanza solo moralistica, condannare un uomo solo perché si compiaccia di scene pornografiche o pedopornografiche, quando non abbia in alcun modo partecipato alla realizzazione del prodotto e non ne tragga un vantaggio economico. La Costituzione, del resto, tutela entro certi limiti il diritto di disporre della propria sessualità".

I giudici della terza sezione penale hanno però bocciato integralmente il ricorso precisando che "appare invero che qualsiasi espressione della propria personalità e libertà possa essere considerata lecita e costituzionalmente garantita nella misura in cui la sua esplicazione non comporti danno per altre persone: specialmente se si tratti di soggetti incapaci di difendersi ed impossibilitati ad operare delle libere scelte"

Inoltre secondo i supremi giudici "è indubbio che tutta l'attività organizzata ai fini della produzione, diffusione e messa in commercio di certe immagini esiste e si perpetua solo perché vi è a monte una domanda: un pubblico, cioè, di consumatori che intenda acquistarle e detenerle. Pertanto, il comportamento di chi accede ai siti e versa gli importi richiesti per procurarsi il prodotto è altrettanto pregiudizievole di quello dei produttori".


ROMA - Condannato per pedofilia online Augusto Martelli, autore di Mina e di brani di successo e arrangiatore di canzoni dello ‘Zecchino d’Oro’ e di molti jingle. Al musicista 67enne sono stati inflitti un anno e sei mesi di reclusione. La condanna è stata confermata dalla Cassazione, stabilendo che commette reato chi si collega ai siti a pagamento per guardare e scaricare materiale pedopornografico.

martedì 6 novembre 2007

Pedofilia sulla stampa

PEDOFILIA: TURISMO SESSUALE MINORILE, UN ARRESTO DELLA POLIZIA DI TRENTO

Trento, 6 nov. - (Adnkronos) - In casa nascondeva materiale pedopornogradico di ogni genere, tra videocassette, cd e dvd, l'uomo ritenuto responsabile di turismo sessuale minorile arrestato oggi dalla polizia di Trento. Nel corso della perquisizione gli agenti alla Polizia Postale e delle Comunicazioni di Trento hanno trovato ingente quantitativo di materiale pedo-pornografico di oltre 1200 GB, oltre 300 supporti informatici quali Cd e Dvd, nr. 10 memorie per fotocamere digitali, diverse chiavette Usb e numerose videocassette e floppy disk.

lunedì 5 novembre 2007

Rignano Flaminio

RIGNANO/ GIP RINVIA DEPOSITO PERIZIA RIS SU TRACCE ORGANICHE
Udienza il 18 dicembre. "Inquirenti non lasciano nulla a caso"

Roma, 30 ott. (Apcom) - Il gip del tribunale di Tivoli, Elvira Tamburelli, ha concesso 50 giorni di proroga ai carabinieri del Ris di Messina che devono svolgere accertamenti nell'ambito dell'inchiesta su una presunta organizzazione di pedofili a Rignano Flaminio. In particolare la perizia sarà discussa in aula il 18 dicembre prossimo.

La relazione degli investigatori riguarda quanto rinvenuto dagli investigatori sull'auto di una maestra della scuola materna 'Olga Rovere; i numerosi peluches che erano nella sala hobby dell'abitazione di un'altra insegnante; e parte di una impronta digitale trovata su un termosifone di un'altra abitazione di una indagata.

Quel che si vuole accertare è se attraverso l'analisi di capelli, impronte e altre tracce organiche si possa trovare la prova certa della presenza dei bimbi in casa o nelle "pertinenze" delle persone coinvolte. In base ai racconti fatti dai piccoli, le violenze sarebbero avvenute sia in un locale in disuso della scuola che nelle abitazioni di due maestre.


CHE NE PENSATE?? RIFLETTIAMO SU QUESTA NOTIZIA....

Ancora tu!!!



Roma, 4 nov. - (Ign) - La Chiesa è decisa a far chiarezza nelle vicende che vedono coinvolti alcuni religiosi in molestie contro i ragazzini. Così assume una sorta di investigatore che ha preso già dimora nel suo uffico dentro le mura della segreteria di Stato vaticana. Viene dagli Stati Uniti e il suo nome è Jeffrey Stanley Lena, uno dei più noti avvocati americani che ha legato la sua fama proprio alla difesa del Vaticano, e dell'allora cardinale Joseph Ratzinger, in alcune cause su presunti abusi sessuali Oltreoceano.

Curriculum di tutto rispetto quello di Lena, classe 1958, con una profonda passione per la storia e la giurisprudenza. Prima di abbracciare l'attività forense (è iscritto all'Associazione degli avvocati della California ed è il legale per le Opere di Religione, Ior) si dedica all'insegnamento presso l'Università della California. Poi raggiunge l'Iitalia dove tra Milano, Torino e Trento ha la possibilità di conoscere luminari del diritto e di approfondire così lo studio della legge italiana. Torna in Usa e proprio qui, esattamente in Texas, viene chiamato a rappresentare la Santa Sede e l'allora cardinale Ratzinger nell'inchiesta che ha sommerso la diocesi americana dopo le accuse di abusi sessuali contro minori da parte di preti. Il resto è storia: il futuro pontefice fu coinvolto perché si riteneva che avesse insabbiato le indagini coprendo i presunti religiosi colpevoli, grazie al trasferimento in altra sede. Il caso è stato poi archiviato nel 2005 in conseguenza della nomina a papa del cardinale Ratzinger e dunque per l'immunita dei capi di Stato".

Ora il compito dell'investigatore Lena nel nuovo ufficio della Santa Sede, tra la sezione amministrativa e quella legale, riparte proprio da caso che ha travolto la Chiesa dopo un nuovo polverone sollevato dai video-documenti trasmessi dai media sugli abusi sessuali da parte di religiosi in vari stati del mondo. Insomma il Vaticano parte all'offensiva. E ha la possibilità di farlo anche grazie ad un sistema di archivi invidiabile, completo e preciso attraverso il quale si farà luce anche su presunti casi di omosessualità.

A ME NON RISULTA CHE IL CASO IN CUI E' COINVOLTO RATZINGER SIA STATO ARCHIVIATO!!

giovedì 1 novembre 2007

Pedofilia sulla stampa

Palermo, psichiatra denuncia pedofilo in cura

"Ha abusato delle quattro nipotine"
di ALESSANDRA ZINITI

PALERMO - Alla più piccola toglieva persino il pannolino. Le ha toccate, si è spogliato davanti a loro. Poi un giorno ha preso carta e penna e ha scritto una sorta di confessione al suo psichiatra, quasi chiedendo aiuto. Di avere usato violenza alle sue nipotine, quattro bambine dai tre agli otto anni, era perfettamente cosciente, probabilmente anche turbato; ma al medico che lo aveva in cura ha anche candidamente confessato di non riuscire proprio a dominare quegli impulsi che lo prendevano ogni volta che si trovava in casa con le piccole. E così lo psichiatra ha deciso di sacrificare il segreto professionale davanti all'incolumità delle quattro bambine ed è andato a denunciare il suo paziente.

Così è scattata l'indagine che ieri ha portato agli arresti in una casa di cura un giovane pedofilo, un ragazzo di appena 23 anni con problemi psichici. La sua confessione prima e il drammatico racconto delle quattro bambine poi hanno indotto il pm Rita Fulantelli e il giudice Silvana Saguto ad adottare un provvedimento che allontanasse il giovane pedofilo dall'ambiente familiare e soprattutto che mettesse al sicuro le piccole da ulteriori violenze.

E' un caso che sembra destinato a far discutere, per l'inedito squarcio che apre sulla deontologia professionale di un medico rispetto ad un paziente, quello sul quale ha deciso di intervenire il presidente della Società italiana di psichiatria, Carmine Munizza, per puntualizzare che ci sono casi eccezionali che possono dispensare il medico dal segreto professionale.

"Quando ci si trova dinanzi ad un paziente che confessa dei reati, come la pedofilia - spiega Munizza - l'atteggiamento dello psichiatra è quello di tentare di convincere il soggetto ad ammettere il reato commesso, offrendosi magari come tramite per denunciare il reato stesso. Quando ciò non è possibile, allora la valutazione resta quella, personale, del professionista. Si tratta cioè di valutare se la confessione del paziente rappresenta o configura una situazione di pericolo immediato o molto probabile per soggetti terzi; in quest'ultimo caso, lo psichiatra può valutare e decidere di segnalare il caso, fermo restando che si assume la responsabilità del proprio atto, che andrà giustificato".


Ed è quello che è successo a Palermo, dove lo psichiatra che aveva in cura da alcuni mesi il giovane pedofilo ha temuto che potesse ripetersi, e con un certa frequenza, quanto successo il 26 dicembre dell'anno scorso quando, mentre la famiglia era riunita a tavola per le festività natalizie, il ragazzo aveva molestato la più piccola delle sue nipotine, una bimba di soli tre anni, che era corsa in lacrime a rifugiarsi dalla madre. Lui, spaventato dalla possibile reazione dei familiari, si era chiuso in bagno per tutta la giornata. Nessuno, in casa, aveva capito che il giovane molestava le nipotine, agli strani comportamenti di quel ragazzo con seri problemi psichici alle spalle erano abituati.

(31 ottobre 2007)



Nota mia: nei telgiornali si è detto che colleghi "illustri" di questo psichiatra si sono scagliati contro la decisione dello stesso di sporgere denuncia per mancanza di deontologia professionale!! Le confessioni del paziente sono segrete (come quelle del fedele al parroco e ne vediamo i risultati) Ogni commento mi sembra superfluo: sono certa che questi "illustri" li vedremo in TV molto presto per qualche minuto di gloria!! Vespa e Mentana attendono trepidanti!
Stringo la mano allo psichiatra che ha salvato queste bambine!!

martedì 30 ottobre 2007

CHIKATILO - Assassino seriale


Il più spietato serial killer della Russia di questo secolo. Chikatilo è nato il 16 ottobre del 1936, nell' Ukraina.

Biografia prima dei delitti
Da piccolo, ad Andrei Chikatilo e a sua sorella fu ripetutamente raccontato come il loro fratello, Stepan, fu sequestrato e in seguito mangiato, durante la grande fame dell’Ukraina del 1930. Infatti i certificati di nascita e di morte di Stepan Chikatilo sono inesistenti, non ci sono prove che fu mai esistito. La madre di Chikatilo fu però cosi` convincente nel raccontare questa storia, quasi in un delirio isterico, che i suoi figli furono convinti che lei dicesse il vero. Se già la sorte di suo fratello non fosse stata una tragedia terribile da sopportare, Andrei crebbe anche miope, mezzo cieco già dalla giovinezza, e soffrì una disfunzione sessuale dall’inizio dell’adolescenza che lo rese impotente. Anche se si sposò nel 1960, e diventò padre di due bambini, Chikatilo persisteva nel credere di essere stato accecato e castrato apposta dalla nascita, una condizione che più tardi gli provocò delle fantasie di violenta vendetta.

Laureato e membro del partito comunista, fino dai suoi primi giorni di servizio militare, andò a insegnare a una scuola maschile di minatori a Rostov nel Don. Dall’inizio del suo lavoro, fu deriso dai ragazzi che lo chiamavano Oca, per via del suo collo lungo e della sua posa sempre scomposta. Più tardi, dopo che cominciò a molestare gli studenti, lo chiamarono "finocchio", assalendolo alcune volte quando entrava nei dormitori per spegnere le luci. Malgrado la sua statura e la sua età, Chikatilo si impaurì dei ragazzi e cominciò a portarsi dietro un coltello. Andrei Chikatilo sviluppò le sue deviazioni in ritardo rispetto alla norma dell’assassinio seriale. La maggior parte dei serial killer infatti, cominciano a fare delle vittime verso i vent’anni, ma Chikatilo uccise per la prima volta quando aveva già quarantadue anni.

Le vittime
La sua prima vittima fu una bambina di nove anni dal nome di Lenochka Zakotnova, la porto’ in una casa vuota a Shakhty, dove, dopo avere tentato invano di violentarla, l’ammazzò dandole tre coltellate e buttando il suo corpo nel fiume Grushovka. La bambina fu poi trovata sotto un ponte impigliata ad un ramo nella vigilia di Natale. La polizia sospettò di un violentatore locale, Alexander Kravchenko, che all’inizio rifiuto` di ammettere di aver ucciso la ragazzina, ma nel a febbraio del 1979, dopo che sua moglie fu persuasa a testimoniare contro di lui, confessò di aver ucciso la bimba. Inizialmente fu condannato alla di morte, ma più tardi la sentenza fu tramutata in quindici anni di prigione. In seguito, dopo varie proteste da parte della famiglia Zakotnova, venne riaperto il processo a carico del Kravchenko, che ripristinò la prima condanna. La pena di morte fu eseguita nel marzo del 1982. Kravenchko fu fucilato nel luglio del983, chiudendo il caso della prima vittima di Andrei Chikatilo.

Trascorsero tre anni prima che Chikatilo colpisse ancora. Nel frattempo, Andrei fu licenziato per aver molestato degli studenti, ma la sua funzione di socio nel partito l'aiutò, in quanto gli venne offerto un altro lavoro in una fabbrica a Shakhty. In quel periodo, era sempre in viaggio sia in auto, che in treno, e questo lo aiutò molto nel cercare e uccidere le sue vittime. Chikatilo aveva bisogno di tempo per formarsi e gradualmente passare da i rari, sporadici assassinii, a gli omicidi sempre più frenetici e folli degli anni a venire.

La sua seconda vittima fu una 17enne di nome Larisa Tkachenko. La ragazza quel giorno marinò la scuola, Chikatilo la convinse ad andare con lui nei boschi a fare l’amore. Lei fece il grave errore di ridere della sua impotenza nell’atto sessuale, così Chikatilo la strangolò, mordendole dopo la morte, la gola, le braccia e i seni, ingoiando uno dei suoi capezzoli, dopodichè spinse un bastone nella vagina. Non ci furono, anche in quel caso, nessuna evidenza e nessun sospetto nei suoi confronti.

Chikatilo fece la sua terza vittima, il 12 giugno del 1982. Lyuba Biryuk di dodici anni, la bambina, fu adescata dal villaggio di Zaplavskaya nei boschi, per ucciderla le diede almeno quaranta coltellate, le sue ferite includevano mutilazioni degli occhi, che poi diventarono il suo biglietto da visita. Oltre un anno passò prima che il cadavere della ragazza venisse trovato nel luglio del 1983.

Nel frattempo, Chikatilo fece altre tre vittime prima della fine dell’anno, incluso la sua prima vittima maschile, Oleg Podzhidaev, di nove anni. Il cadavere di Oleg non fu mai trovato, però sappiamo dalla confessione di Chikatilo che il bimbo fu castrato del suo organo. I suoi genitali furono portati via dal posto dell’omicidio, e questo diventò un’altra firma dei suoi delitti.

Il fuggevole Shelter Belt Killer, cosi’ chiamato per la frequenza delle vittime che furono trovate squartate qua e là per i boschi, sulle linee ferroviarie, ecc. Cominciò ad uccidere più freneticamente nel 1984, con quindici vittime massacrate fra gennaio e settembre. Mentre questi massacri erano in progressione, il 22 febbraio del 1984, Chikatilo fu accusato di aver rubato un rotolo di tela cerata da luogo di lavoro. Sette mesi dopo, con quel caso ancora in sospeso, fu arrestato per comportamento indecente in pubblico, dopo che la polizia lo vide molestare alcune donne alla stazione dell’autobus a Rostov. Per quell’ accusa fu imprigionato per quindici giorni, ma restò in prigione per tre mesi, mentre gli investigatori lo interrogarono incessantemente al riguardo degli omicidi di Shelter Belt. Siccome il suo tipo di sangue (A) non corrispondeva a quello dello sperma trovato sui cadaveri, non fù più sospettato, ma a dicembre del 1984, Chikatilo fu finalmente condannato per aver rubato la tela cerata. Fu condannato a un anno di galera, ma un giudice, che lo aveva preso in simpatia, gli diede un Po di credito, quindi Chikatilo fu liberato immediatamente.

Il macabro gioco continuò, cadaveri apparivano in tutta Rostov e dintorni, altre vittime furono ritrovate persino a Tashkent. In quel periodo Chikatilo arrivò al culmine della sua follia. A un certo punto, un gruppo di uomini, tutti ritardati mentali, confessarono di aver commesso quegli omicidi e gli investigatori presero in considerazione queste testimonianze così contraddittorie, facendo guadagar tempo a Chikatilo. Quando Andrei Chikatilo fu nuovamente arrestato , a Novocherassk, il 20 novembre del 1990, a sua volta finalmente confessò i suoi orribili crimini nei minimi dettagli, elencando un totale di cinquantadue vittime, portando la polizia nei luoghi degli omicidi dove ricostruì le scene dei crimini commessi con l’aiuto di manichini.

Chikatilo ebbe, subito dopo questo periodo, un cambiamento di comportamento, passando da una freddezza calcolata, ad una evidente follia mistica. Quando il processo per gli omicidi commessi, fu aperto nel 1992, negò con forza di aver commesso tutti quegli orribili omicidi che poco tempo prima aveva confessato, ma con le sue confessioni fortunatamente registrate, gli fu impossibile ritrattare. Fu condannato a morte dalla giuria, e fu giustiziato nella prigione di Mosca il 16 febbraio del 1994.

http://www.redhostingdns.com/index.php?title=Andrei_Chikatilo

A qualcuno rimase il dubbio che fosse stato realmente poi giustiziato!!

domenica 28 ottobre 2007

L'INIZIO?




IL PRIMO PEDOFILO-ASSASSINO DELLA STORIA.


Nel Medio Evo non mancano sanguinarie figure di vampiri ante-litteram fra loro, uno dei più famosi eroi militari del 1400: Gilles Lavai de Rais.Egli fu uno dei primi e più terribili ed efferati assassini seriali: barone di Rais, signore brètone, compagno di Giovanna d'Arco nella guerra contro gli Inglesi; durante la guerra dei cento anni, De Rais ebbe un ruolo chiave come generale degli eserciti francesi.Giovane, ambizioso, ricco e senza scrupoli, fu più tardi nominato da Re Carlo VII maresciallo di Francia nel 1433; Gilles si ritirò nel proprio castello in Bretagna e fu in questo priodo che iniziò la sua strada di sangue.Si convinse di dover bere sangue di fanciulli per ottenere ricchezza e immortalità.Furono 149 le sue vittime, tra il 1433 e il 1440 uccise e fece uccidere decine e forse centinaia di bambini e di ragazzi.Nessuno, a quel tempo, faceva molto caso alla quantità di bambini del popolo che sparivano. De Rais uccideva bambini dopo averli schiavizzati torturati ed averne abusato sessualmente con tecniche raccapriccianti. Una spedizione d'indagine ritrovò i resti di 50 corpi di bambini, straziati nei modi peggiori.Al processo, che nel 1440 concluse la sua carriera criminale, i giudici ordinano che fosse velato il Crocifisso dell'aula. Confessò l'omicidio di più di 140 di questi bambini nonchè le sue passioni per la magia nera, l'alchimia e l'evocazione di diavoli. Fu arso vivo insieme ai suoi due servitori-complici.


Presentazione BLOG

Questo BLOG nasce con l’intento di alternare “storie del passato” e “storie del presente” su quanto il MALE ESISTE. Il “MALE” di cui vorrei parlare con tutti voi è quello che coinvolge soprattutto “BAMBINI” che vengono ABUSATI, MALTRATTATI, SFRUTTATI, UCCISI, RAPITI ma senza dimenticare nessun “MALE” inflitto a chiunque, essere umano o animale che sia. Proprio negli ultimi tempi la stampa e la TV ci rendono partecipi di fatti di cronaca orribili che però sembra vengano subito cancellati dalla nostra memoria per una sorta di “autoprotezione” che la nostra coscienza si impone a salvaguardia, forse, della nostra vita stessa! Inutile negare, inutile far finta che nulla accade o sia mai accaduto: purtroppo IL MALE ESISTE!!! E, senza voler fare del terrorismo, dobbiamo ricordarcene invece per la salvaguardia di noi stessi, dei nostri cari e di ogni altro essere umano perché questa società non diventi territorio di nessuno, perché si ha bisogno di tutti per cambiare le menti, le leggi e quanto ci aiuti a interrompere questo stato orribile di cose!!

Un vigliacco è un essere che non ha mai osato guardare
nel fondo della propria anima, che non ha mai cercato di
scoprire da dove provenga il desiderio di liberare la fiera
selvaggia, di capire che cosa siano la felicità, il dolore,
l'amore: sono esperienze limite dell'uomo........
...... E soltanto chi conosce queste frontiere può dire di
conoscere la vita.
Il resto è solo un far passare il tempo, un ripetere lo stesso
esercizio, invecchiare e morire senza aver realmente saputo
che cosa si stava facendo.
(Paulo Coelho da "Undici Minuti")