Fonte: www.grandain.com 30.gennaio.2008
Torino - In carcere per pedofilia insegnante di Moretta
Protagonista di video pedopornografici. Rischia 30 anni
Torino - Si preparava a vendere la casa dove era nato a Moretta, probabilmente in vista di una fuga in Ecuador, ma è stato arrestato. Le accuse per Renato Maltoni, sessantenne insegnante di scuola media, sono di violenza sessuale su minori di 14 anni, di induzione alla prostituzione e di possesso di materiale pedopornografico.
L'insegnante -come ricostruisce i fatti Alberto Gaido per il quotidiano La Stampa- tre anni fa, alla vigilia di Natale, era stato bloccato all’aeroporto torinese con una trentina di video nella valigia: ne era il protagonista con 20 fra bambini e ragazzini di età inferiore ai 14 anni.
I bambini erano tutti ecuadoregni, nudi e nell’atto di subire le violenze sessuali del pedofilo italiano. La polizia denunciò l'uomo a piede libero. I fatti passano poi al 14 gennaio scorso quando la procura di Torino l’ha fatto arrestare prima che l'uomo, venduta la casa di Moretta, lasciasse l’Italia. Il professore era rientrato in patria dopo una lunga permanenza in Argentina, dove insegnava in una scuola privata.
La posizione di Maltoni si è aggravata ultimamente grazie ad approfondite analisi sui video sequestrati: per lui 35 capi d'imputazione, uno per ogni video.
giovedì 31 gennaio 2008
mercoledì 30 gennaio 2008
Pedofilia - Ergastolo confermato
Confermato ergastolo per Giorni
29 Gennaio 2008, 19:19
(ANSA) - ROMA, 29 GEN - La Cassazione ha confermato l'ergastolo per Giorgio Giorni, accusato di aver violentato e ucciso una bimba di 2 anni e mezzo nel 2004. Il fatto avvenne il 6 aprile del 2004 a Città di Castello. A novembre la madre della piccola Maria Geusa, Tiziana Deserto, è stata condannata a 15 anni (tre condonati) dai giudici di merito per concorso in omicidio e abusi. In Cassazione, come parti civili, si sono costituiti il padre e i nonni della bambina, e il Telefono Azzurro.
29 Gennaio 2008, 19:19
(ANSA) - ROMA, 29 GEN - La Cassazione ha confermato l'ergastolo per Giorgio Giorni, accusato di aver violentato e ucciso una bimba di 2 anni e mezzo nel 2004. Il fatto avvenne il 6 aprile del 2004 a Città di Castello. A novembre la madre della piccola Maria Geusa, Tiziana Deserto, è stata condannata a 15 anni (tre condonati) dai giudici di merito per concorso in omicidio e abusi. In Cassazione, come parti civili, si sono costituiti il padre e i nonni della bambina, e il Telefono Azzurro.
Etichette:
Pedofilia - Ergastolo a Giorgio Giorni
Pedofilia - Giustiziati due sauditi
Esecuzioni in Arabia Saudita
Due uomini condannati per abusi sessuali su minore
(ANSA) - RIAD, 30 GEN - Due sauditi accusati di rapimento e abusi sessuali su minore sono stati decapitati in pubblico nei pressi della Mecca. L'esecuzione di Mohammed Hossaoui e Majid ben Jaber porta a 20 il numero delle decapitazioni annunciate in Arabia saudita dall'inizio 2008. L'anno nero e' stato il 2007, con ben 153 esecuzioni. Tra i reati per i quali e' prevista la pena capitale in Arabia Saudita ci sono il furto, l'omicidio, l'apostasia e il traffico di droga.(FOTO ARCHIVIO).
30 Gen 14:29
Due uomini condannati per abusi sessuali su minore
(ANSA) - RIAD, 30 GEN - Due sauditi accusati di rapimento e abusi sessuali su minore sono stati decapitati in pubblico nei pressi della Mecca. L'esecuzione di Mohammed Hossaoui e Majid ben Jaber porta a 20 il numero delle decapitazioni annunciate in Arabia saudita dall'inizio 2008. L'anno nero e' stato il 2007, con ben 153 esecuzioni. Tra i reati per i quali e' prevista la pena capitale in Arabia Saudita ci sono il furto, l'omicidio, l'apostasia e il traffico di droga.(FOTO ARCHIVIO).
30 Gen 14:29
sabato 26 gennaio 2008
Pedofilia - Vallo della Lucania
Vallo della LUCANIA
Dal sito www.bambinicoraggiosi.com
Pedofilia: Asilo Vallo della Lucania, chiesto rinvio a giudizio per suor Soledad
PEDOFILIA:VALLO LUCANIA,CHIESTO GIUDIZIO PER SUORA PERUVIANA
(ANSA) - VALLO DELLA LUCANIA (SALERNO),
25 GEN - Rinvio a giudizio per Suor Soledad, archiviazione per gli altri indagati.
Queste le richieste avanzate dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania al Gip del Tribunale vallese a proposito dell'inchiesta su un presunto giro di pedofilia nel piccolo centro cilentano.
Al centro delle indagini, avviate due anni fa, la suora peruviana Carmen Verde Bazan, di 25 anni, nota come suor Soledad, finita in carcere con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di 27 bambini tra i 3 e i 5 anni che frequentavano un asilo di Vallo della Lucania gestito da religiose.
Richiesta di archiviazione, al contrario, per gli altri indagati, almeno dieci, tra i quali un muratore e un fotografo del posto; tra le ipotesi d'accusa, la prostituzione minorile, la pornografia minorile e la detenzione di materiale pornografico. (ANSA).
------------------------------------------------------------------------------
Domani la ricostruzione completa del caso su: www.bambinicoraggiosi.com
Dal sito www.bambinicoraggiosi.com
Pedofilia: Asilo Vallo della Lucania, chiesto rinvio a giudizio per suor Soledad
PEDOFILIA:VALLO LUCANIA,CHIESTO GIUDIZIO PER SUORA PERUVIANA
(ANSA) - VALLO DELLA LUCANIA (SALERNO),
25 GEN - Rinvio a giudizio per Suor Soledad, archiviazione per gli altri indagati.
Queste le richieste avanzate dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania al Gip del Tribunale vallese a proposito dell'inchiesta su un presunto giro di pedofilia nel piccolo centro cilentano.
Al centro delle indagini, avviate due anni fa, la suora peruviana Carmen Verde Bazan, di 25 anni, nota come suor Soledad, finita in carcere con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di 27 bambini tra i 3 e i 5 anni che frequentavano un asilo di Vallo della Lucania gestito da religiose.
Richiesta di archiviazione, al contrario, per gli altri indagati, almeno dieci, tra i quali un muratore e un fotografo del posto; tra le ipotesi d'accusa, la prostituzione minorile, la pornografia minorile e la detenzione di materiale pornografico. (ANSA).
------------------------------------------------------------------------------
Domani la ricostruzione completa del caso su: www.bambinicoraggiosi.com
martedì 8 gennaio 2008
RIGNANO FLAMINIO: idoneità bambini
Rignano: le date delle prossime audizioni dei piccoli ex alunni della Olga Rovere
ROMA (8 gennaio) - Altri cinque ex alunni della scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio sono stati giudicati idonei a testimoniare nell'ambito dell'incidente probatorio disposto dalla magistratura di Tivoli per fare luce sulla vicenda dei presunti abusi sessuali ai danni di minori. Lo ha deciso il collegio di neuropsichiatri infantili coordinato da Angela Gigante.
I cinque bambini fanno parte del gruppo di otto dei 19 complessivi sottoposti ad indagine psicologica per stabilire se possano essere interrogati. Altri due di questo gruppo di otto erano già stati ritenuti idonei il 19 dicembre scorso, mentre un terzo no. Finora sono 12 i minori periziati dagli esperti. Di questi, tre sono già stati interrogati, due sono stati considerati inidonei e sette saranno presto sentiti dal gip Elvira Tamburelli, magistrato che è rientrato in servizio dopo un periodo di assenza.
Le date fissate per queste audizioni sono quelle del 24, 29 e 31 gennaio prossimi; 5, 12 e 14 febbraio. Il 22 gennaio ci sarà un'udienza in cui le parti (pm Marco Mansi, difensori dei sette indagati e rappresentanti di parte civile) discuteranno gli esiti delle indagini psicologiche.
Da Il Messaggero 8 gennaio 2008
ROMA (8 gennaio) - Altri cinque ex alunni della scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio sono stati giudicati idonei a testimoniare nell'ambito dell'incidente probatorio disposto dalla magistratura di Tivoli per fare luce sulla vicenda dei presunti abusi sessuali ai danni di minori. Lo ha deciso il collegio di neuropsichiatri infantili coordinato da Angela Gigante.
I cinque bambini fanno parte del gruppo di otto dei 19 complessivi sottoposti ad indagine psicologica per stabilire se possano essere interrogati. Altri due di questo gruppo di otto erano già stati ritenuti idonei il 19 dicembre scorso, mentre un terzo no. Finora sono 12 i minori periziati dagli esperti. Di questi, tre sono già stati interrogati, due sono stati considerati inidonei e sette saranno presto sentiti dal gip Elvira Tamburelli, magistrato che è rientrato in servizio dopo un periodo di assenza.
Le date fissate per queste audizioni sono quelle del 24, 29 e 31 gennaio prossimi; 5, 12 e 14 febbraio. Il 22 gennaio ci sarà un'udienza in cui le parti (pm Marco Mansi, difensori dei sette indagati e rappresentanti di parte civile) discuteranno gli esiti delle indagini psicologiche.
Da Il Messaggero 8 gennaio 2008
lunedì 7 gennaio 2008
Uccide e mangia la fidanzata
Fonte: Libero news
Usa/ Orrore in Texas. Uccide la fidanzata, la fa a pezzi e la cucina
Lunedí 07.01.2008 15:30
Un nuovo caso di cannibalismo sta sconvolgendo gli Stati Uniti. Christopher Lee McCuin ha sequestrato, fatto a pezzi e cucinato la giovane 21enne Jana Shearer, sua fidanzata. Il fatto è avvenuto in Texas. Gli inquirenti, entrati in casa del 25enne, hanno trovato un orecchio umano che bolliva in un tegame, e carne cruda su un piatto vicino, con una forchetta infilzata dentro.
Secondo lo sceriffo "era abbastanza evidente che stesse per mangiarla o volesse comunque mangiarla". E continua: "Non sono comunque choccato, semmai sorpreso del fatto che la gente possa fare delle cose così orrende agli altri".
La storia raccapricciante arriva dalla piccola cittadina di Tyler, 90mila abitanti, in Texas. Come riferisce il Dallas Morning News sarebbe stato lo stesso McCuin a chiamare sabato mattina il pronto intervento del 911. Nella telefonata, apparentemente con voce tranquilla, il ragazzo avrebbe descritto e ammesso l'atroce omicidio aggiungendo che stava cucinando in quel preciso istante la fidanzata.
La giovane, Jana Shearer, sarebbe stata sequestrata e uccisa nella giornata di venerdì; il suo corpo maciullato è stato rinvenuto sui sedili posteriori del furgone nel garage dell'abitazione. Lo scorso novembre, gli uomini dello sceriffo furono chiamati a casa della madre di McCuin, dopo che sua sorella aveva detto di essere stata colpita al volto da lui. Venerdì scorso, La moglie di McCuin è andata dallo scriffo per denunciarlo di averla picchiata. McCuin ha una fedina penale molto lunga: tra i reati arresto per guida in stato d'ebbrezza, condotta disordinata, e un'accusa di violenza aggravata nel 2003.
Ma veniamo alla vittima, una commessa 21enne. Che sul suo blog si descriveva come un'ex ragazza pon pon i cui interessi erano "musica, ballo, amici, divertirsi" e che si definiva fidanzata. La sua pagina web è intestata: "Jana ama la vita!!!!", con il motto: "Faccio amicizia con tutti!" Ho il mio stile e amo la vita. Viviamo solo una volta, per cui dai il meglio di te in qualunque cosa".
La polizia crede che McCuin abbia obbligato la ragazza a uscire di casa, dove lei viveva insieme alla madre. La signora Shearer dice che McCuin era stato fidanzato per breve tempo con sua figlia, ma si erano lasciati. La donna ha anche detto agli inquirenti che ritiene che sua figlia sia stata costretta a uscire di casa, visto che ha lasciato in camera scarpe, borsellino e cellulare.
La madre di McCuin dice che suo figlio è arrivato in casa in piena notte, è entrato in casa brandendo un coltello e minacciando il compagno della donna. Dopo le ha mostrato quello che aveva fatto.Il corpo di Jana Shearer, vestito, è stato rinvenuto sul divanetto del furgoncino di McCuin. Ha addosso lividi e segni di colluttazione. Le è stata tagliata la carne di un braccio, così come un pezzo delle sue tempie ed un orecchio. Tuttavia, sul veicolo c'è poco sangue, per cui gli investigatori pensano che Jana fosse morta da qualche ora. McCuin è in carcere con l'accusa di omicidio, che in Texas è punito con la pena capitale. Agli inquirenti ha risposto freddamente e non ha voluto dire quando ha ucciso la ragazza. L'uomo dice di averlo fatto su ordine di Dio.
lunedì 24 dicembre 2007
PEDOFILIA RIGNANO FLAMINIO
RIGNANO/ COMITATO PRO INDAGATI: MAESTRE ANCORA A META' STIPENDIO
"Passati 7 mesi dalla scarcerazione ma la situazione non cambia"
Postato alle 13 da APCOM
Roma, 24 dic. (Apcom) - "Le maestre indagate nell'ambito dell'inchiesta di Rignano Flaminio sono ancora a metà stipendio. La legislazione prevede che a un provvedimento di sospensione cautelare dal servizio si accompagni il dimezzamento delle retribuzioni. La sospensione cautelare è prevista in presenza di certe condizioni, tra le quali c'è l'arresto". Così afferma, in una nota, Michele Angileri, portavoce del comitato in favore di chi è coinvolto nell'inchiesta su una presunta organizzazione di pedofili, l'associazione "Ragione e Giustizia".
"Così quando le maestre furono arrestate lo scorso 24 aprile entrarono automaticamente in stato di sospensione cautelare, e lo stipendio fu dimezzato - si spiega - Quando due settimane dopo (10 maggio) furono scarcerate la sospensione cautelare terminò, in via automatica. Le maestre non tornarono in classe, ma la sospensione ebbe fine".
"Ebbene, a 7 mesi dalla fine della sospensione cautelare le maestre non hanno ancora visto lo stipendio tornare normale. A metà stipendio, proprio mentre debbono sostenere ingenti spese per avvocati e periti di parte. Nonostante le maestre si siano recate più volte negli uffici amministrativi, anche accompagnate dai sindacalisti, nonostante le rassicurazioni lì ricevute ogni volta".
"Passati 7 mesi dalla scarcerazione ma la situazione non cambia"
Postato alle 13 da APCOM
Roma, 24 dic. (Apcom) - "Le maestre indagate nell'ambito dell'inchiesta di Rignano Flaminio sono ancora a metà stipendio. La legislazione prevede che a un provvedimento di sospensione cautelare dal servizio si accompagni il dimezzamento delle retribuzioni. La sospensione cautelare è prevista in presenza di certe condizioni, tra le quali c'è l'arresto". Così afferma, in una nota, Michele Angileri, portavoce del comitato in favore di chi è coinvolto nell'inchiesta su una presunta organizzazione di pedofili, l'associazione "Ragione e Giustizia".
"Così quando le maestre furono arrestate lo scorso 24 aprile entrarono automaticamente in stato di sospensione cautelare, e lo stipendio fu dimezzato - si spiega - Quando due settimane dopo (10 maggio) furono scarcerate la sospensione cautelare terminò, in via automatica. Le maestre non tornarono in classe, ma la sospensione ebbe fine".
"Ebbene, a 7 mesi dalla fine della sospensione cautelare le maestre non hanno ancora visto lo stipendio tornare normale. A metà stipendio, proprio mentre debbono sostenere ingenti spese per avvocati e periti di parte. Nonostante le maestre si siano recate più volte negli uffici amministrativi, anche accompagnate dai sindacalisti, nonostante le rassicurazioni lì ricevute ogni volta".
PEDOFILIA- MAXI OPERAZIONE IN GERMANIA
MAXI OPERAZIONE IN GERMANIA: 12MILA INDAGATI
(AGI) 24.12.07 - Berlino - La piu' grande retata mai compiuta contro una rete di pedofili ramificata in tutto il mondo e' in atto in Germania. Peter Vogt, procuratore di Halle, nel land orientale della Sassonia-Anhalt, ha confermato all'emittente televisiva pubblica "Mdr" che nel mirino delle autorita' ci sono oltre 12 mila pedofili, accusati di aver "scaricato o posseduto materiale pornografico con bambini". Le autorita' tedesche hanno gia' effettuato numerosi sequestri di materiale pedopornografico, mentre altre perquisizioni sono ancora in corso o in attesa di essere eseguite. L'azione condotta dalle autorita' tedesche contro i pedofili attivi su internet porta il nome in codice di "Himmel", cielo. Le indagini sono in corso da mesi e riguardano 70 Paesi. Solo in Sassonia-Anhalt gli inquirenti hanno scoperto 300 pedofili, mentre 1700 sono le denunce scattate nel Baden-Wuerttemberg. Nei mesi scorsi a cadere nella rete degli inquirenti era stato Reinhard Rumprecht, borgomastro di Merseburg, nella Sassonia-Anhalt, che aveva rassegnato le dimissioni dopo essere stato condannato a 8mila euro di multa per possesso di materiale pedopornografico. A permettere di scoprire la vastissima rete di pedofili e' stato un provider di internet, che ha segnalato alle autorita' un enorme traffico di dati informatici.(AGI)
(AGI) 24.12.07 - Berlino - La piu' grande retata mai compiuta contro una rete di pedofili ramificata in tutto il mondo e' in atto in Germania. Peter Vogt, procuratore di Halle, nel land orientale della Sassonia-Anhalt, ha confermato all'emittente televisiva pubblica "Mdr" che nel mirino delle autorita' ci sono oltre 12 mila pedofili, accusati di aver "scaricato o posseduto materiale pornografico con bambini". Le autorita' tedesche hanno gia' effettuato numerosi sequestri di materiale pedopornografico, mentre altre perquisizioni sono ancora in corso o in attesa di essere eseguite. L'azione condotta dalle autorita' tedesche contro i pedofili attivi su internet porta il nome in codice di "Himmel", cielo. Le indagini sono in corso da mesi e riguardano 70 Paesi. Solo in Sassonia-Anhalt gli inquirenti hanno scoperto 300 pedofili, mentre 1700 sono le denunce scattate nel Baden-Wuerttemberg. Nei mesi scorsi a cadere nella rete degli inquirenti era stato Reinhard Rumprecht, borgomastro di Merseburg, nella Sassonia-Anhalt, che aveva rassegnato le dimissioni dopo essere stato condannato a 8mila euro di multa per possesso di materiale pedopornografico. A permettere di scoprire la vastissima rete di pedofili e' stato un provider di internet, che ha segnalato alle autorita' un enorme traffico di dati informatici.(AGI)
Etichette:
PEDOFILIA- MAXI OPERAZIONE IN GERMANIA
venerdì 21 dicembre 2007
Violenza su Dodicenne - Prete Insegnante Religione
VIOLENZA SU 12enne: ARRESTATO PRETE INSEGNANTE DI RELIGIONE
21/12/2007 Sorpreso in auto dai carabinieri con un alunno. Erano andati a comprare i colori per il presepe. Violenza su un bimbo, prete in cella Casal di Principe: oggi l’interrogatorio del viceparroco del SS. Salvatore Il viceparroco della chiesa del Santissimo Salvatore, a Casal di Principe, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale su un bambino di 12 anni. Don Marco Cerullo, 32 anni, insegnante di religione a Villa Literno, è stato sorpreso dai carabinieri mentre si trovava in auto con il bimbo in una zona appartata del paese. A insospettire la pattuglia era stato il volto terreo e gli occhi chiusi del bambino, seduto accanto al posto di guida apparentemente vuoto. Sembrava che il piccolo stesse svenendo, che stesse malissimo. È per questo che la pattuglia dei carabinieri si sono avvicinati e hanno visto che sul sedile anteriore c’era un uomo, disteso. Sacerdote arrestato per violenza sessuale MARILÙ MUSTO Casal di Principe. A insospettirli è stato il volto terreo e gli occhi chiusi del bambino, seduto accanto al posto di guida apparentemente vuoto. Sembrava che il piccolo stesse svenendo, che stesse malissimo. E che nell’auto, un’Alfa 147 nera accostata al ciglio di una strada di campagna, alla periferia di Casal di Principe e Grazzanise, ci fosse solo lui.
21/12/2007 Sorpreso in auto dai carabinieri con un alunno. Erano andati a comprare i colori per il presepe. Violenza su un bimbo, prete in cella Casal di Principe: oggi l’interrogatorio del viceparroco del SS. Salvatore Il viceparroco della chiesa del Santissimo Salvatore, a Casal di Principe, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale su un bambino di 12 anni. Don Marco Cerullo, 32 anni, insegnante di religione a Villa Literno, è stato sorpreso dai carabinieri mentre si trovava in auto con il bimbo in una zona appartata del paese. A insospettire la pattuglia era stato il volto terreo e gli occhi chiusi del bambino, seduto accanto al posto di guida apparentemente vuoto. Sembrava che il piccolo stesse svenendo, che stesse malissimo. È per questo che la pattuglia dei carabinieri si sono avvicinati e hanno visto che sul sedile anteriore c’era un uomo, disteso. Sacerdote arrestato per violenza sessuale MARILÙ MUSTO Casal di Principe. A insospettirli è stato il volto terreo e gli occhi chiusi del bambino, seduto accanto al posto di guida apparentemente vuoto. Sembrava che il piccolo stesse svenendo, che stesse malissimo. E che nell’auto, un’Alfa 147 nera accostata al ciglio di una strada di campagna, alla periferia di Casal di Principe e Grazzanise, ci fosse solo lui.
Etichette:
Scandali Ecclesiastici - Violenza su 12enne
Scandali ecclesiastici: Don Mauro Stefanoni
Fonte: "Vivere e morire a Como"
Sborra Boy
14/12/2007
Posted in Kiesa di: Sir Percy Blakeney
Non scandalizzatevi via, e’ il nickname usato da Don Mauro Stefanoni nelle chatroom e se lo usa un prete… gia’ di Laglio ora operativo Colico.. voglio dire non sara’ mica una brutta parola. Volevo, però, con questo post fare un’analisi serena del dibattimento occorso nei giorni scorsi. Per prima cosa e’ palese che la richiesta del processo a porte aperte, fatta dalla parte civile, ha dato i suoi frutti: tutti i giornali, perfino i due più vicini alla curia, e TV Espansione hanno finalmente dato notizie di prima mano e sostanzialmente esatte.
Non solo: hanno evidenziato per prima cosa il fatto che l’ imputazione di detenzione di immagini pedopornografiche è totalmente indipendente dalla accusa più grave di violenza sul minore. In tal modo hanno dato ben poco spazio all’imputato di gridare all’assoluzione. Proscioglimento che peraltro è dovuto al fatto che è stata rinvenuta una sola fotografia riproducente un’apparente bambina in atti pornografici con un uomo per cui non si è potuta raggiungere la prova dell’elemento soggettivo del reato contestato ossia della volontà di detenere tale immondo materiale. Vorrei sottolineare inoltre che: 1)il perito ha confermato la navigazione internet su siti pornografici quasi tutti omosessuali maschili su ben quattro computer in casa parrocchiale e di proprietà di Stefanoni, e che il Collegio ha acquisito le riproduzioni agli atti del processo. Inoltre è stato confermato l’utilizzo di chat su siti porno omosessuali maschili con nike name a tema e molto chiari come detto dal perito in aula : " sborra boy","cazzone", " caxone"ed altre amenità del genere. 2) E’ stato poi confermato dallo stesso imputato al Collegio che la Curia lo ha avvisato delle indagini in corso e che è stata fatta riserva da parte dei giudici di indagare per il reato di favoreggiamento. La testimonianza del prete polacco ha poi confermato le dichiarazioni avute dal ragazzo ed ha saputo con autorevolezza rendere la propria importantissima testimonianza nonostante i tentativi, tutti falliti, della difesa di farlo confondere.
Concludendo ora il processo continua e sta procedendo sembrerebbe nel verso giusto visto anche anche le testimonianze precise e calzanti dei testi di Pontetresa….e per averne conferma dobbiamo partecipare numerosial processo: prossime udienze 7 e 9 gennaio
Continuano le udienze a porte aperte (perche’ volute dalla parte civile cioe’ la vittima) del processo di Don Mauro Stefanoni il quale spero non vada avanti in base ai dettami locali…
Infatti in seguito alle dichiarazione del Perito informatico della Procura, Luca Ganzetti, che ha confermato cosa ha trovato sui 4 computer sequestrati a don Mauro: almeno un centinaio di collegamenti a siti internet con contenuti in prevalenza omosessuali, ma solo una "presunta" foto pedopornografica sui pc del religioso (da capirsi il termine presunta), dietro insistenza della difesa Avv. Bomparola (difensore di professione di preti pedofili) e dopo oltre un’ora di camera di consiglio, hanno assolto il prete per non avere detenuto e divulgato questo tipo di materiale. Quindi andava nei siti per omosessuali ma non per pedofili e la foto era una foto presunta… Per quanto riguarda l’accusa principale quella piu’ ripugnante e grave cioe’ abuso di minore (non in maniera virtuale ma reale)il processo va avanti. Oggi e’ stata importante la testimonianza di un Padre Polacco don Arcadiusz che ha dichiarato: "Mi ha rivelato di avere avuto dei rapporti sessuali con don Mauro Stefanoni nella casa parrocchiale di Laglio. Quanti ? Un paio almeno…”. Il Padre ha spiegato, passo per passo, come è entrato in confidenza con il ragazzino. Prima un contatto telefonico, poi un incontro faccia a faccia. Quindi l’invito di andare a parlare con l’assistente sociale e con la polizia. sempre il prete polacco ha infine dichiarato ”Lui aveva paura solo che i genitori sapessero queste cose. Ma poi ha deciso di denunciarlo lo stesso…”. In attesa di una decisione del Vescovo visto le oramai chiare tendenze omosessuali del prelato, appetiti per altro condannati dal Papa e dal suo "segretario" Boy George… vedremo come finirà sto processo in salsa lariana se come quelli a Salmoiraghi oppure per una volta si fara’ giustizia
Laglio altra udienza per il (DON) Stefanoni.
Continuano le udienze a porte aperte (perche’ volute dalla parte civile cioe’ la vittima) del processo di Don Mauro Stefanoni il quale spero non vada avanti in base ai dettami locali… Infatti in seguito alle dichiarazione del Perito informatico della Procura, Luca Ganzetti, che ha confermato cosa ha trovato sui 4 computer sequestrati a don Mauro: almeno un centinaio di collegamenti a siti internet con contenuti in prevalenza omosessuali, ma solo una "presunta" foto pedopornografica sui pc del religioso (da capirsi il termine presunta), dietro insistenza della difesa Avv. Bomparola (difensore di professione di preti pedofili) e dopo oltre un’ora di camera di consiglio, hanno assolto il prete per non avere detenuto e divulgato questo tipo di materiale. Quindi andava nei siti per omosessuali ma non per pedofili e la foto era una foto presunta…
Per quanto riguarda l’accusa principale quella più ripugnante e grave cioe’ abuso di minore (non in maniera virtuale ma reale)il processo va avanti. Oggi e’ stata importante la testimonianza di un Padre Polacco don Arcadiusz che ha dichiarato: "Mi ha rivelato di avere avuto dei rapporti sessuali con don Mauro Stefanoni nella casa parrocchiale di Laglio. Quanti ? Un paio almeno…”. Il Padre Ha spiegato, passo per passo, come è entrato in confidenza con il ragazzino. Prima un contatto telefonico, poi un incontro faccia a faccia. Quindi l’invito di andare a parlare con l’assistente sociale e con la polizia. sempre il prete polacco ha infine dichiarato ”Lui aveva paura solo che i genitori sapessero queste cose. Ma poi ha deciso di denunciarlo lo stesso…”. In attesa di una decisione del Vescovo visto le oramai chiare tendenze omosessuali del prelato, appettiti per altro condannati dal Papa e dal suo "segretario" Boy George… vedremo come finirà sto processo in salsa lariana se come quelli a Salmoiraghi oppure per una volta si farà giustizia.
Processo Stefanoni… facciamo il punto
8/02/2007
Posted in Kiesa, Kronake da Narnia
di: Sir Percy Blakeney
Aspettando la prossima udienza ricapitoliamo le puntate precedenti sugli accadimenti avvenuti, anche perchè ritengo giusto ricostruire con i pochi strumenti che ho i fatti ed onestamente sono stanco di leggere le continue e velate minacce dell’amico anonimo, che a tal fine utilizza questo Blog.
CHI E’ STATO INTERROGATO: per prima cosa sono stati sentiti in due udienze solo quattro testi sugli otto citati e l’ultima udienza è stata occupata dalla sola audizione della parte civile madre del ragazzo parte offesa.
LA DIFESA E LA TECNICA DELL’ARRAMPICARSI SUGLI SPECCHI:Mentre infatti il PM ed i difensori della parte civile hanno impiegato insieme al massimo tre quarti d’ora per gli interrogatori dei testi, e ciò perchè gli stessi sono stati assolutamente chiari ed hanno sostanzialmente confermato i fatti a loro conoscenza, i difensori dell’imputato hanno tenuto i testi ( soprattutto due e cioè i più rilevanti ) sotto pressione con domande ripetitive, contestazioni su dichiarazioni che gli stessi mai avevano fatto.
IL RISULTATO: alle domande insinuanti ed equivoche i difensori della Parte civile oltre che i due Pm più volte hanno fatto opposizione regolarmente accolta dal Collegio, poichè le stesse avevano solo il solo fine di cercare di far cadere i testi in contraddizione .
In effetti sono riusciti ad avere solo pesanti interventi contro le loro modalità di interrogatorio dal Presidente.
LA DIFESA & DIFENSORI DI PARTE CIVILE: Ritengo sia superfluo evidenziare che l’Avvocato della difesa di parte civile non si sia mai permessa,di "istruire i testi a rispondere non ricordo", anche perchè la stessa è un illustre e conosciuta professionista cui è noto che il modus professandi, inoltre ormai dovrebbe essere evidente che la difesa del prete ha pochi appigli rispetto ai riscontri oggettivi esistenti in questo delicato processo.
LE DIFFICOLTA’:Non ci sono dubbi circa le difficoltà ed il duro lavoro che hanno dovuto svolgere sia i PM che la parte civile non avendo potuto sorprendere in flagranza il prelato che era stato previamente avvisato dalla Curia.
LA VERITA’: Visto che credo nella Giustizia confido nel fatto che sia interesse di tutta la comunità i raggiungere la verità anche se questa sarà solo una verità processuale, quella vera è certamente nel cuore dei protagonisti di questa amara e scandalosa vicenda ( lo scandalo è il comportamento della Curia, vedasi i richiami al silenzio, lo spostamento a Colico giusto giusto per il Grest ).
CONCLUDO :Faccio infine una precisazione, doverosa, la ricostruzione dei fatti in questo post è avvenuta attraverso un’attenta analisi della cronaca dei giornali, il che mi è costato tempo e fatica ma l’ho ritenuto giusto in particolare per fare chiarezza, e per far capire come si sta svolgendo il processo.
Ed infine quindi una domanda a chi cerca continuamente di insultare il ragazzo e la sua famiglia,inventandosi teorie complottistiche verso Don Mauro Stefanoni, colui che tanto sa o spaccia di sapere… come è ha conoscenza dello svolgersi del processo se lo stesso è a porte chiuse e se la logica non mi inganna solo uno presente fisicamente alle udienze può scrivere (anche se scorrettamente) su quanto avviene dentro l’aula… e quindi,concludo, chi sarà mai il nostro amico?
25/11/2006
Fonte http://www.vivereacomo.com/2007/12/14/sborra-boy/
Sborra Boy
14/12/2007
Posted in Kiesa di: Sir Percy Blakeney
Non scandalizzatevi via, e’ il nickname usato da Don Mauro Stefanoni nelle chatroom e se lo usa un prete… gia’ di Laglio ora operativo Colico.. voglio dire non sara’ mica una brutta parola. Volevo, però, con questo post fare un’analisi serena del dibattimento occorso nei giorni scorsi. Per prima cosa e’ palese che la richiesta del processo a porte aperte, fatta dalla parte civile, ha dato i suoi frutti: tutti i giornali, perfino i due più vicini alla curia, e TV Espansione hanno finalmente dato notizie di prima mano e sostanzialmente esatte.
Non solo: hanno evidenziato per prima cosa il fatto che l’ imputazione di detenzione di immagini pedopornografiche è totalmente indipendente dalla accusa più grave di violenza sul minore. In tal modo hanno dato ben poco spazio all’imputato di gridare all’assoluzione. Proscioglimento che peraltro è dovuto al fatto che è stata rinvenuta una sola fotografia riproducente un’apparente bambina in atti pornografici con un uomo per cui non si è potuta raggiungere la prova dell’elemento soggettivo del reato contestato ossia della volontà di detenere tale immondo materiale. Vorrei sottolineare inoltre che: 1)il perito ha confermato la navigazione internet su siti pornografici quasi tutti omosessuali maschili su ben quattro computer in casa parrocchiale e di proprietà di Stefanoni, e che il Collegio ha acquisito le riproduzioni agli atti del processo. Inoltre è stato confermato l’utilizzo di chat su siti porno omosessuali maschili con nike name a tema e molto chiari come detto dal perito in aula : " sborra boy","cazzone", " caxone"ed altre amenità del genere. 2) E’ stato poi confermato dallo stesso imputato al Collegio che la Curia lo ha avvisato delle indagini in corso e che è stata fatta riserva da parte dei giudici di indagare per il reato di favoreggiamento. La testimonianza del prete polacco ha poi confermato le dichiarazioni avute dal ragazzo ed ha saputo con autorevolezza rendere la propria importantissima testimonianza nonostante i tentativi, tutti falliti, della difesa di farlo confondere.
Concludendo ora il processo continua e sta procedendo sembrerebbe nel verso giusto visto anche anche le testimonianze precise e calzanti dei testi di Pontetresa….e per averne conferma dobbiamo partecipare numerosial processo: prossime udienze 7 e 9 gennaio
Continuano le udienze a porte aperte (perche’ volute dalla parte civile cioe’ la vittima) del processo di Don Mauro Stefanoni il quale spero non vada avanti in base ai dettami locali…
Infatti in seguito alle dichiarazione del Perito informatico della Procura, Luca Ganzetti, che ha confermato cosa ha trovato sui 4 computer sequestrati a don Mauro: almeno un centinaio di collegamenti a siti internet con contenuti in prevalenza omosessuali, ma solo una "presunta" foto pedopornografica sui pc del religioso (da capirsi il termine presunta), dietro insistenza della difesa Avv. Bomparola (difensore di professione di preti pedofili) e dopo oltre un’ora di camera di consiglio, hanno assolto il prete per non avere detenuto e divulgato questo tipo di materiale. Quindi andava nei siti per omosessuali ma non per pedofili e la foto era una foto presunta… Per quanto riguarda l’accusa principale quella piu’ ripugnante e grave cioe’ abuso di minore (non in maniera virtuale ma reale)il processo va avanti. Oggi e’ stata importante la testimonianza di un Padre Polacco don Arcadiusz che ha dichiarato: "Mi ha rivelato di avere avuto dei rapporti sessuali con don Mauro Stefanoni nella casa parrocchiale di Laglio. Quanti ? Un paio almeno…”. Il Padre ha spiegato, passo per passo, come è entrato in confidenza con il ragazzino. Prima un contatto telefonico, poi un incontro faccia a faccia. Quindi l’invito di andare a parlare con l’assistente sociale e con la polizia. sempre il prete polacco ha infine dichiarato ”Lui aveva paura solo che i genitori sapessero queste cose. Ma poi ha deciso di denunciarlo lo stesso…”. In attesa di una decisione del Vescovo visto le oramai chiare tendenze omosessuali del prelato, appetiti per altro condannati dal Papa e dal suo "segretario" Boy George… vedremo come finirà sto processo in salsa lariana se come quelli a Salmoiraghi oppure per una volta si fara’ giustizia
Laglio altra udienza per il (DON) Stefanoni.
Continuano le udienze a porte aperte (perche’ volute dalla parte civile cioe’ la vittima) del processo di Don Mauro Stefanoni il quale spero non vada avanti in base ai dettami locali… Infatti in seguito alle dichiarazione del Perito informatico della Procura, Luca Ganzetti, che ha confermato cosa ha trovato sui 4 computer sequestrati a don Mauro: almeno un centinaio di collegamenti a siti internet con contenuti in prevalenza omosessuali, ma solo una "presunta" foto pedopornografica sui pc del religioso (da capirsi il termine presunta), dietro insistenza della difesa Avv. Bomparola (difensore di professione di preti pedofili) e dopo oltre un’ora di camera di consiglio, hanno assolto il prete per non avere detenuto e divulgato questo tipo di materiale. Quindi andava nei siti per omosessuali ma non per pedofili e la foto era una foto presunta…
Per quanto riguarda l’accusa principale quella più ripugnante e grave cioe’ abuso di minore (non in maniera virtuale ma reale)il processo va avanti. Oggi e’ stata importante la testimonianza di un Padre Polacco don Arcadiusz che ha dichiarato: "Mi ha rivelato di avere avuto dei rapporti sessuali con don Mauro Stefanoni nella casa parrocchiale di Laglio. Quanti ? Un paio almeno…”. Il Padre Ha spiegato, passo per passo, come è entrato in confidenza con il ragazzino. Prima un contatto telefonico, poi un incontro faccia a faccia. Quindi l’invito di andare a parlare con l’assistente sociale e con la polizia. sempre il prete polacco ha infine dichiarato ”Lui aveva paura solo che i genitori sapessero queste cose. Ma poi ha deciso di denunciarlo lo stesso…”. In attesa di una decisione del Vescovo visto le oramai chiare tendenze omosessuali del prelato, appettiti per altro condannati dal Papa e dal suo "segretario" Boy George… vedremo come finirà sto processo in salsa lariana se come quelli a Salmoiraghi oppure per una volta si farà giustizia.
Processo Stefanoni… facciamo il punto
8/02/2007
Posted in Kiesa, Kronake da Narnia
di: Sir Percy Blakeney
Aspettando la prossima udienza ricapitoliamo le puntate precedenti sugli accadimenti avvenuti, anche perchè ritengo giusto ricostruire con i pochi strumenti che ho i fatti ed onestamente sono stanco di leggere le continue e velate minacce dell’amico anonimo, che a tal fine utilizza questo Blog.
CHI E’ STATO INTERROGATO: per prima cosa sono stati sentiti in due udienze solo quattro testi sugli otto citati e l’ultima udienza è stata occupata dalla sola audizione della parte civile madre del ragazzo parte offesa.
LA DIFESA E LA TECNICA DELL’ARRAMPICARSI SUGLI SPECCHI:Mentre infatti il PM ed i difensori della parte civile hanno impiegato insieme al massimo tre quarti d’ora per gli interrogatori dei testi, e ciò perchè gli stessi sono stati assolutamente chiari ed hanno sostanzialmente confermato i fatti a loro conoscenza, i difensori dell’imputato hanno tenuto i testi ( soprattutto due e cioè i più rilevanti ) sotto pressione con domande ripetitive, contestazioni su dichiarazioni che gli stessi mai avevano fatto.
IL RISULTATO: alle domande insinuanti ed equivoche i difensori della Parte civile oltre che i due Pm più volte hanno fatto opposizione regolarmente accolta dal Collegio, poichè le stesse avevano solo il solo fine di cercare di far cadere i testi in contraddizione .
In effetti sono riusciti ad avere solo pesanti interventi contro le loro modalità di interrogatorio dal Presidente.
LA DIFESA & DIFENSORI DI PARTE CIVILE: Ritengo sia superfluo evidenziare che l’Avvocato della difesa di parte civile non si sia mai permessa,di "istruire i testi a rispondere non ricordo", anche perchè la stessa è un illustre e conosciuta professionista cui è noto che il modus professandi, inoltre ormai dovrebbe essere evidente che la difesa del prete ha pochi appigli rispetto ai riscontri oggettivi esistenti in questo delicato processo.
LE DIFFICOLTA’:Non ci sono dubbi circa le difficoltà ed il duro lavoro che hanno dovuto svolgere sia i PM che la parte civile non avendo potuto sorprendere in flagranza il prelato che era stato previamente avvisato dalla Curia.
LA VERITA’: Visto che credo nella Giustizia confido nel fatto che sia interesse di tutta la comunità i raggiungere la verità anche se questa sarà solo una verità processuale, quella vera è certamente nel cuore dei protagonisti di questa amara e scandalosa vicenda ( lo scandalo è il comportamento della Curia, vedasi i richiami al silenzio, lo spostamento a Colico giusto giusto per il Grest ).
CONCLUDO :Faccio infine una precisazione, doverosa, la ricostruzione dei fatti in questo post è avvenuta attraverso un’attenta analisi della cronaca dei giornali, il che mi è costato tempo e fatica ma l’ho ritenuto giusto in particolare per fare chiarezza, e per far capire come si sta svolgendo il processo.
Ed infine quindi una domanda a chi cerca continuamente di insultare il ragazzo e la sua famiglia,inventandosi teorie complottistiche verso Don Mauro Stefanoni, colui che tanto sa o spaccia di sapere… come è ha conoscenza dello svolgersi del processo se lo stesso è a porte chiuse e se la logica non mi inganna solo uno presente fisicamente alle udienze può scrivere (anche se scorrettamente) su quanto avviene dentro l’aula… e quindi,concludo, chi sarà mai il nostro amico?
25/11/2006
Fonte http://www.vivereacomo.com/2007/12/14/sborra-boy/
giovedì 20 dicembre 2007
Don Marco Baresi rimane ai domiciliari
Giovedì, 20 Dicembre 2007
Pedofilia. Il tribunale si è pronunciato: il vicerettore del seminario non può tornare libero
Don Marco resta ai domiciliari
il Riesame nega la scarcerazione
Permarrebbero i presupposti alla base della custodia cautelare.
Il disagio in Curia
adelaide.pierucci@epolis.sm
¦ Don Marco dovrà restare agli arresti domiciliari. Il tribunale del Riesame ha respinto la richiesta di scarcerazione presentata dal suo legale, l'avvocato Luigi Frattini. Secondo il collegio presieduto dal giudice Anna di Martino permangono i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze alla base dell'ordinanza di custodia cautelare che lo ha fatto finire in manette: il pericolo della reiterazione del reato e la pericolosità di fuga.
Un altro affronto per l'ambiente ecclesiastico bresciano che si è schierato compatto in difesa del sacerdote, 38 anni, vicerettore del seminario vescovile, arrestato il 28 novembre con l'accusa di violenza sessuale ai danni di un ex allievo all'epoca 14enne e di detenzione di materiale pedopornografico, circa 600 file trovati cancellati in un pc in suo uso.
Don Marco Baresi, però, a quanto pare è pronto a difendersi.
«Quel materiale non è stato maneggiato da me. E con il ragazzo nessun approccio intimo», si sarebbe giustificato con gli inquirenti .
A mettere nei guai con la giustizia questo sacerdote bresciano con una carriera promettente davanti è stata la denuncia dei genitori di un 14enne, che fino a tre anni fa frequentava il seminario vescovile di Brescia. Il ragazzino era finito sotto le cure di uno psicologo con il quale si sarebbe aperto raccontando lo strano approccio del docente nei suoi confronti. Approccio che sarebbe sconfinato più volte in contatti sessuali anche quando lui non aveva ancora compiuto i 14 anni.
Il pm Simone Marcon apre un'inchiesta e mette al loro gli uomini della Squadra Mobile. Parte l'avviso di garanzia. Don Marco resta al suo posto. La Curia giustamente non prende provvedimenti disciplinari, né ritiene opportuno assegnare il sacerdote ad un altro compito. Alcuni ragazzi del seminario a luglio vengono sentiti dagli investigatori. In quei giorni viene sequestrato a don Marco un pc portatile: potrebbe contenere materiale compromettente, utile all'indagine così il pm nomina un consulente per ispezionarlo. Si scoprirà che dal computer erano stati scaricati circa 600 file quasi tutti con temi pedopornografici, poi cancellati. Don Marco pare che sostenga che quel computer non fosse solo in suo uso. Di chi allora? Questo non è stato ancora chiarito.
L'indagine va avanti fino a novembre: il 28 a mattina gli uomini della Mobile prelevano don Marco dal suo alloggio all'interno del seminario e lo portano in carcere, a Canton Mombello. Hanno in mano l'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Silvia Milesi, su richiesta di Marcon. Il giorno dopo, appena completato l'interrogatorio di garanzia, don Marco ottiene i domiciliari. E lì per ora dovrà restare.
Pedofilia. Il tribunale si è pronunciato: il vicerettore del seminario non può tornare libero
Don Marco resta ai domiciliari
il Riesame nega la scarcerazione
Permarrebbero i presupposti alla base della custodia cautelare.
Il disagio in Curia
adelaide.pierucci@epolis.sm
¦ Don Marco dovrà restare agli arresti domiciliari. Il tribunale del Riesame ha respinto la richiesta di scarcerazione presentata dal suo legale, l'avvocato Luigi Frattini. Secondo il collegio presieduto dal giudice Anna di Martino permangono i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze alla base dell'ordinanza di custodia cautelare che lo ha fatto finire in manette: il pericolo della reiterazione del reato e la pericolosità di fuga.
Un altro affronto per l'ambiente ecclesiastico bresciano che si è schierato compatto in difesa del sacerdote, 38 anni, vicerettore del seminario vescovile, arrestato il 28 novembre con l'accusa di violenza sessuale ai danni di un ex allievo all'epoca 14enne e di detenzione di materiale pedopornografico, circa 600 file trovati cancellati in un pc in suo uso.
Don Marco Baresi, però, a quanto pare è pronto a difendersi.
«Quel materiale non è stato maneggiato da me. E con il ragazzo nessun approccio intimo», si sarebbe giustificato con gli inquirenti .
A mettere nei guai con la giustizia questo sacerdote bresciano con una carriera promettente davanti è stata la denuncia dei genitori di un 14enne, che fino a tre anni fa frequentava il seminario vescovile di Brescia. Il ragazzino era finito sotto le cure di uno psicologo con il quale si sarebbe aperto raccontando lo strano approccio del docente nei suoi confronti. Approccio che sarebbe sconfinato più volte in contatti sessuali anche quando lui non aveva ancora compiuto i 14 anni.
Il pm Simone Marcon apre un'inchiesta e mette al loro gli uomini della Squadra Mobile. Parte l'avviso di garanzia. Don Marco resta al suo posto. La Curia giustamente non prende provvedimenti disciplinari, né ritiene opportuno assegnare il sacerdote ad un altro compito. Alcuni ragazzi del seminario a luglio vengono sentiti dagli investigatori. In quei giorni viene sequestrato a don Marco un pc portatile: potrebbe contenere materiale compromettente, utile all'indagine così il pm nomina un consulente per ispezionarlo. Si scoprirà che dal computer erano stati scaricati circa 600 file quasi tutti con temi pedopornografici, poi cancellati. Don Marco pare che sostenga che quel computer non fosse solo in suo uso. Di chi allora? Questo non è stato ancora chiarito.
L'indagine va avanti fino a novembre: il 28 a mattina gli uomini della Mobile prelevano don Marco dal suo alloggio all'interno del seminario e lo portano in carcere, a Canton Mombello. Hanno in mano l'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Silvia Milesi, su richiesta di Marcon. Il giorno dopo, appena completato l'interrogatorio di garanzia, don Marco ottiene i domiciliari. E lì per ora dovrà restare.
mercoledì 19 dicembre 2007
RIGNANO FLAMINIO: idoneità bambini
Fonte: www.fondazioneitaliani.it
Rignano, i bambini ancora sotto shock
mercoledì 19 dicembre 2007
Due bambine sono idonee a testimoniare, un terzo bimbo non lo è. Questa la conclusione cui sono giunte le tre esperte nominate dal gip nell'ambito dell'inchiesta sui presunti abusi ai danni di bambini della scuola Olga Rovere di Rignano Flaminio.
In particolare le due bambine dichiarate idonee a testimoniare sono due sorelline, una di quattro e una di otto anni. Ad affermare la capacità a rendere dichiarazioni sono state la neuropsichiatra infantile Angela Gigante e le psicologhe Marilena Mazzolini e Antonella Di Silverio. In merito al terzo minore, si tratta di una maschietto di cinque anni sul quale, a quanto si è appreso, le esperte, pur non ritenendolo idoneo a testimoniare, avrebbero riscontrato segni di trauma di natura sessuale. La reazione dei legali
"Dall'esame dei periti il bambino è risultato affetto da un disturbo post traumatico da stress con indicatori di abuso, come affermano gli stessi esperti del gip, relativi ad un'esperienza traumatica tanto con riferimento al vissuto nell'anno d'asilo, quanto con riferimento allo stato psicologico attuale piuttosto critico e che ne ha determinato l'inidoneità a testimoniare. A sostenerlo sono gli stessi periti nelle conclusioni del loro accertamento". Ad affermarlo è l'avvocato Mirko Mariani, legale della famiglia del bambino, presunta vittima di abusi nella scuola di Rignano Flaminio, che è stato giudicato dai periti del gip di Tivoli non idoneo a rendere dichiarazioni. In merito alla situazione familiare del minore il legale afferma come il piccolo "viene da un ambiente familiare coeso. Questa circostanza - ha detto - è anche confermata dai periti che hanno inoltre escluso qualunque ipotesi di suggestione o di induzione da parte dei genitori dei confronti dello stesso bambino. Quest'ultimo inoltre è sempre stato nominato come partecipante ai cosiddetti giochi da parte degli altri minori sino ad ora ascoltati in sede di audizione protetta". Tale lo stress da cui il bambino sarebbe sottoposto che, stando a quanto riferito dallo stesso legale, lo porta a "cambiare argomento ogni volta che si parla della scuola. Non vuole neanche parlare di circostanze o fatti che non riguardano i fatti oggetto del procedimento". Tale mutismo in merito alla scuola di Rignano Flaminio, stando a quanto riferito da Mariani, sarebbe stato portato avanti dal bambino anche nel corso degli incontri con i periti del gip.
"La perizia ha dimostrato in modo esplicito che le due bambine hanno subito abusi e che a tutt'oggi ne pagano ancora le conseguenze". Ad affermarlo è l'avvocato Giacomo Augenti, legale delle famiglie delle due bambine di Rignano Flaminio presunte vittime di abusi sessuali, giudicate idonee dai periti del gip a rendere dichiarazioni. Le due minori sono due sorelline e la maggiore, a quanto si è appreso, secondo i risultati della perizia "ripete le modalità di recupero del ricordo che potrebbero essere effetto di suggestione per l'interazione con la sorellina più piccola".
Ad ogni modo secondo i periti entrambe le bimbe hanno capacità di discernere il vero dal falso, le cose di fantasia da quelle reali ed anche loro, come gli altri minori esaminati dagli esperti, sarebbero affette da un disturbo di stress post traumatico riconducibile possibili a traumi di natura sessuale.
Rignano, i bambini ancora sotto shock
mercoledì 19 dicembre 2007
Due bambine sono idonee a testimoniare, un terzo bimbo non lo è. Questa la conclusione cui sono giunte le tre esperte nominate dal gip nell'ambito dell'inchiesta sui presunti abusi ai danni di bambini della scuola Olga Rovere di Rignano Flaminio.
In particolare le due bambine dichiarate idonee a testimoniare sono due sorelline, una di quattro e una di otto anni. Ad affermare la capacità a rendere dichiarazioni sono state la neuropsichiatra infantile Angela Gigante e le psicologhe Marilena Mazzolini e Antonella Di Silverio. In merito al terzo minore, si tratta di una maschietto di cinque anni sul quale, a quanto si è appreso, le esperte, pur non ritenendolo idoneo a testimoniare, avrebbero riscontrato segni di trauma di natura sessuale. La reazione dei legali
"Dall'esame dei periti il bambino è risultato affetto da un disturbo post traumatico da stress con indicatori di abuso, come affermano gli stessi esperti del gip, relativi ad un'esperienza traumatica tanto con riferimento al vissuto nell'anno d'asilo, quanto con riferimento allo stato psicologico attuale piuttosto critico e che ne ha determinato l'inidoneità a testimoniare. A sostenerlo sono gli stessi periti nelle conclusioni del loro accertamento". Ad affermarlo è l'avvocato Mirko Mariani, legale della famiglia del bambino, presunta vittima di abusi nella scuola di Rignano Flaminio, che è stato giudicato dai periti del gip di Tivoli non idoneo a rendere dichiarazioni. In merito alla situazione familiare del minore il legale afferma come il piccolo "viene da un ambiente familiare coeso. Questa circostanza - ha detto - è anche confermata dai periti che hanno inoltre escluso qualunque ipotesi di suggestione o di induzione da parte dei genitori dei confronti dello stesso bambino. Quest'ultimo inoltre è sempre stato nominato come partecipante ai cosiddetti giochi da parte degli altri minori sino ad ora ascoltati in sede di audizione protetta". Tale lo stress da cui il bambino sarebbe sottoposto che, stando a quanto riferito dallo stesso legale, lo porta a "cambiare argomento ogni volta che si parla della scuola. Non vuole neanche parlare di circostanze o fatti che non riguardano i fatti oggetto del procedimento". Tale mutismo in merito alla scuola di Rignano Flaminio, stando a quanto riferito da Mariani, sarebbe stato portato avanti dal bambino anche nel corso degli incontri con i periti del gip.
"La perizia ha dimostrato in modo esplicito che le due bambine hanno subito abusi e che a tutt'oggi ne pagano ancora le conseguenze". Ad affermarlo è l'avvocato Giacomo Augenti, legale delle famiglie delle due bambine di Rignano Flaminio presunte vittime di abusi sessuali, giudicate idonee dai periti del gip a rendere dichiarazioni. Le due minori sono due sorelline e la maggiore, a quanto si è appreso, secondo i risultati della perizia "ripete le modalità di recupero del ricordo che potrebbero essere effetto di suggestione per l'interazione con la sorellina più piccola".
Ad ogni modo secondo i periti entrambe le bimbe hanno capacità di discernere il vero dal falso, le cose di fantasia da quelle reali ed anche loro, come gli altri minori esaminati dagli esperti, sarebbero affette da un disturbo di stress post traumatico riconducibile possibili a traumi di natura sessuale.
martedì 18 dicembre 2007
Rignano Flaminio: perizia RIS
Fonte ANSA 2007-12-18 16:51
RIGNANO: PERIZIA RIS AL VAGLIO DEL GIP
I peluche analizzati nell'ambito dell'incidente probatorio disposto dalla magistratura di Tivoli sui presunti abusi sessuali a Rignano Flaminio "potrebbero essere stati lavati". Lo hanno dichiarato i carabinieri del Ris, sottolineando che si tratta di un'ipotesi che non può essere esclusa, durante l'udienza tenutasi oggi davanti al gip Cecilia Angrisano per l'esame della perizia svolta su numerosi reperti al fine di verificare se fossero presenti tracce biologiche riconducibili ai 19 bambini ritenuti sessualmente abusati.
Rispondendo alle domande poste dalle parti (il gip Angrisano, il pm Marco Mansi, i difensori degli indagati ed i rappresentanti di parte civile), i militari del Ris non hanno escluso che nel caso in cui i peluche ed alcuni abiti, sequestrati nell'abitazione della coppia Patrizia Del Meglio-Gianfranco Scancarello, fossero stati lavati, le eventuali tracce biologiche possano essere sparite. Nel ribadire che non ci sono residui attribuibili ai bambini della scuola materna "Olga Rovere", gli esperti, secondo quanto si è appreso, hanno anche precisato che alcuni genotipi estrapolati dagli stessi reperti e non attribuiti ad alcuno dei protagonisti della vicenda, potrebbero essere ricondotti a Del Meglio-Scancarello e ad uno dei figli maschi. Tra i dati certi c'é che le tracce biologiche trovate su 61 dei 136 peluche esaminati appartengono alla figlia undicenne della coppia. Nel corso dell'udienza i periti nominati per l'esecuzione dell' incidente probatorio hanno spiegato che la inutilizzabilità di una decina di impronte digitali prelevate da alcuni giocattoli é conseguenza di un degrado delle stesse alla luce dei materiali e delle vernici che li compongono, spesso refrattario alle impronte. "Le perplessità che avevamo manifestato alla lettura delle conclusioni peritali - hanno dichiarato alcuni avvocati di parte civile - sono state confermate oggi. I carabinieri, di fatto, hanno confermato la possibilità che i reperti sotto sequestro siano stati lavati o puliti. Il che ha determinato l'assenza di tracce biologiche o dattiloscopiche". Per Giosué Naso, difensore della maestra Marisa Pucci, in "un paese normale, all'esito di un incidente probatorio del genere, a questa vicenda si porrebbe fine con una richiesta di archiviazione". "Invece - ha aggiunto - si continuerà con le audizioni dei bambini per tutto il 2008 per giungere allo stesso risultato di adesso: ossia che non si può sostenere l'accusa in un processo". Sul piano delle indagini è previsto domani il deposito dei risultati dell'indagine psicologica condotta dai periti neuropsichiatrici sull'idoneità di quattro bambini a rendere testimonianza. Per un quinto bambino i periti hanno chiesto una proroga di otto giorni prima di pronunciarsi. Infine é previsto per l'8 gennaio prossimo il deposito dei risultati sull'idoneità di altri tre bambini
RIGNANO: PERIZIA RIS AL VAGLIO DEL GIP
I peluche analizzati nell'ambito dell'incidente probatorio disposto dalla magistratura di Tivoli sui presunti abusi sessuali a Rignano Flaminio "potrebbero essere stati lavati". Lo hanno dichiarato i carabinieri del Ris, sottolineando che si tratta di un'ipotesi che non può essere esclusa, durante l'udienza tenutasi oggi davanti al gip Cecilia Angrisano per l'esame della perizia svolta su numerosi reperti al fine di verificare se fossero presenti tracce biologiche riconducibili ai 19 bambini ritenuti sessualmente abusati.
Rispondendo alle domande poste dalle parti (il gip Angrisano, il pm Marco Mansi, i difensori degli indagati ed i rappresentanti di parte civile), i militari del Ris non hanno escluso che nel caso in cui i peluche ed alcuni abiti, sequestrati nell'abitazione della coppia Patrizia Del Meglio-Gianfranco Scancarello, fossero stati lavati, le eventuali tracce biologiche possano essere sparite. Nel ribadire che non ci sono residui attribuibili ai bambini della scuola materna "Olga Rovere", gli esperti, secondo quanto si è appreso, hanno anche precisato che alcuni genotipi estrapolati dagli stessi reperti e non attribuiti ad alcuno dei protagonisti della vicenda, potrebbero essere ricondotti a Del Meglio-Scancarello e ad uno dei figli maschi. Tra i dati certi c'é che le tracce biologiche trovate su 61 dei 136 peluche esaminati appartengono alla figlia undicenne della coppia. Nel corso dell'udienza i periti nominati per l'esecuzione dell' incidente probatorio hanno spiegato che la inutilizzabilità di una decina di impronte digitali prelevate da alcuni giocattoli é conseguenza di un degrado delle stesse alla luce dei materiali e delle vernici che li compongono, spesso refrattario alle impronte. "Le perplessità che avevamo manifestato alla lettura delle conclusioni peritali - hanno dichiarato alcuni avvocati di parte civile - sono state confermate oggi. I carabinieri, di fatto, hanno confermato la possibilità che i reperti sotto sequestro siano stati lavati o puliti. Il che ha determinato l'assenza di tracce biologiche o dattiloscopiche". Per Giosué Naso, difensore della maestra Marisa Pucci, in "un paese normale, all'esito di un incidente probatorio del genere, a questa vicenda si porrebbe fine con una richiesta di archiviazione". "Invece - ha aggiunto - si continuerà con le audizioni dei bambini per tutto il 2008 per giungere allo stesso risultato di adesso: ossia che non si può sostenere l'accusa in un processo". Sul piano delle indagini è previsto domani il deposito dei risultati dell'indagine psicologica condotta dai periti neuropsichiatrici sull'idoneità di quattro bambini a rendere testimonianza. Per un quinto bambino i periti hanno chiesto una proroga di otto giorni prima di pronunciarsi. Infine é previsto per l'8 gennaio prossimo il deposito dei risultati sull'idoneità di altri tre bambini
lunedì 17 dicembre 2007
RIGNANO FLAMINIO
RIGNANO PERIZIA/RIS, PARTE CIVILE: I REPERTI SONO STATI RIPULITI
Domani udienza davanti al gip di Tivoli. "Daremo battaglia"
Roma, 17 dic. (Apcom) - "I reperti esaminati dal Ris di Messina sono stati ripuliti. Non si può dire quindi che la perizia depositata nei giorni scorsi abbia scagionato le maestre o gli altri indagati".
Così gli avvocati Franco Merlino e Antonio Cardamone "annunciano battaglia" per l'udienza di domani davanti al gip di Tivoli, Cecilia Angrisano. Ulteriore passaggio istruttorio dell'inchiesta su una presunta organizzazione di pedofili che avrebbero operato a Rignano Flaminio, nella scuola materna 'Olga Rovere'. "A Rignano ci sono i fantasmi - continuano i legali - Nessuna impronda digitale è stata rilevata sulla piscinetta, sulla pompa e sul cavallo a dondolo (presenti a casa dell'insegnante Patrizia Del meglio e del marito Gianfranco Scancarello). Su molti dei 136 pelouche, addirittura, non è stato trovato il dna dei padroni di casa o dei cuginetti o fratelli, che frequentavano l'abitazione. Solo su alcuni pupazzi è stato trovato quello della figlia dei coniugi Scancarello. Strano". Gli avvocati Merlino e Cardamone aggiungono poi: "La perizia conferma tutti i nostri dubbi. Compiere i prelievi dopo almeno cinque mesi dalla conoscenza dell'indagine è significato dar la possibilità di rendere inutile l'accertamento". I due penalisti tendono poi a rimarcare come, in ogni caso, tracce di dna della Del Meglio sono state trovate su un pantacollant con sonaglini alle caviglie. "Più volte abbiamo dovuto ascoltare come fosse inimmaginabile la impossibilità che una nonna, una donna su di peso, potesse indossarli. Come si spiega questa piccolissima indicazione?".
Domani udienza davanti al gip di Tivoli. "Daremo battaglia"
Roma, 17 dic. (Apcom) - "I reperti esaminati dal Ris di Messina sono stati ripuliti. Non si può dire quindi che la perizia depositata nei giorni scorsi abbia scagionato le maestre o gli altri indagati".
Così gli avvocati Franco Merlino e Antonio Cardamone "annunciano battaglia" per l'udienza di domani davanti al gip di Tivoli, Cecilia Angrisano. Ulteriore passaggio istruttorio dell'inchiesta su una presunta organizzazione di pedofili che avrebbero operato a Rignano Flaminio, nella scuola materna 'Olga Rovere'. "A Rignano ci sono i fantasmi - continuano i legali - Nessuna impronda digitale è stata rilevata sulla piscinetta, sulla pompa e sul cavallo a dondolo (presenti a casa dell'insegnante Patrizia Del meglio e del marito Gianfranco Scancarello). Su molti dei 136 pelouche, addirittura, non è stato trovato il dna dei padroni di casa o dei cuginetti o fratelli, che frequentavano l'abitazione. Solo su alcuni pupazzi è stato trovato quello della figlia dei coniugi Scancarello. Strano". Gli avvocati Merlino e Cardamone aggiungono poi: "La perizia conferma tutti i nostri dubbi. Compiere i prelievi dopo almeno cinque mesi dalla conoscenza dell'indagine è significato dar la possibilità di rendere inutile l'accertamento". I due penalisti tendono poi a rimarcare come, in ogni caso, tracce di dna della Del Meglio sono state trovate su un pantacollant con sonaglini alle caviglie. "Più volte abbiamo dovuto ascoltare come fosse inimmaginabile la impossibilità che una nonna, una donna su di peso, potesse indossarli. Come si spiega questa piccolissima indicazione?".
venerdì 14 dicembre 2007
RIGNANO FLAMINIO
NESSUNO E' STATO SCAGIONATO!
DAL SITO http://www.bambinicoraggiosi.com/
Rignano Flaminio: Perché la perizia dei Ris non può escludere che gli abusi ci siano stati
di Roberta Lerici -La fiducia nella giustizia e nella magistratura che continua a indagare sulla tragedia di Rignano Flaminio, mi portano a ritenere che, qualora fosse confermato anche nell’incidente probatorio del 18 dicembre che non vi siano corrispondenze fra i reperti raccolti dai Ris nelle abitazioni e nelle auto di alcuni indagati e i bambini che stanno sostenendo l’incidente probatorio, questo non significherebbe nulla. Oltre al fatto che i reperti siano stati raccolti sei mesi dopo l'inizio delle indagini, devo ricordare che in tutte le sedi giudiziarie in cui si è dovuto analizzare il caso di Rignano Flaminio, nessuno ha mai affermato che i bambini non fossero stati abusati. Se mai, l’incertezza è stata posta sui metodi di attuazione dell’abuso e sull’accertamento delle responsabilità degli indagati per tali abusi (da parte della Cassazione che sulla sentenza del Riesame si è espressa, però, solo sui primi sei casi denunciati e non su tutti i diciannove, senza poter considerare i successivi indizi raccolti). Il valore ed il peso giudiziario della perizia dei Ris si conosceranno solo dopo l’incidente probatorio del 18 dicembre, quando tutte le parti potranno porre domande ai Ris, che spiegheranno nei dettagli le loro conclusioni. Per evitare brutte figure come quella della diffusione di indiscrezioni sulla sentenza della Cassazione in cui molti si sono lanciati ad affermare che “gli abusi andavano cercati fuori dalla scuola”, (fatto che ha costretto a un'immediata smentita il primo Presidente Carbone :“Nella sentenza non è scritto che gli abusi vadano cercati fuori dalla scuola”), penso sia meglio attendere.
Meglio evitare titoli come quelli apparsi oggi che attribuiscono alla perizia dei Ris il potere di escludere gli abusi sui bambini. Si può delinquere anche senza lasciare la propria firma, come è avvenuto in due casi recenti. E questo lo dico a prescindere da chi sia il responsabile, visto che solo la magistratura potrà stabilirlo.
Il fatto che qui non ci sia stato un omicidio, non significa che non ci sia stato un reato. Il fatto che nessuna perizia dei Ris sul caso Perugia abbia inchiodato l'assassino, significa forse che la studentessa inglese non sia stata uccisa? Significa forse che non ci siano persone indagate?
Su questo sito, poi, ho pubblicato numerose sentenze della Cassazione che indicano in modo inequivocabile come la sola testimonianza dei bambini nei processi per abuso sessuale e non solo, abbia portato a condanne definitive, anche in mancanza di altri riscontri. La testimonianza dei bambini ha valore di prova, eppure in molti sembrano non saperlo. In questi giorni i magistrati stanno ascoltando anche bambini più grandi. Le indagini non sono ancora finite. Non è cambiato nulla. Il loro impegno prosegue, perché sapere chi abbia abusato dei bambini di Rignano Flaminio è imprescindibile, non solo per le famiglie e gli abitanti di Rignano, ma per tutto il nostro Paese. Non si può pensare che qualcuno riesca a sfuggire alle maglie della giustizia dopo aver distrutto l’infanzia a tanti bambini e la vita a tanti genitori. Siamo rimasti inorriditi dalle testimonianze rese dai tre bambini che, finora, hanno sostenuto l'incidente probatorio. Erano tra i più piccoli. Ne restano ancora 15 o 18 (se verrà accolta la richiesta del PM di aggiungerne altri tre). Passeremo un altro anno a sentire raccontare orrori. Passeremo un altro anno a sentire una parte di stampa e di opinione pubblica dare dei "bugiardi" a bambini e genitori, e dei “testardi” agli inquirenti.
Mentre i bambini continueranno a stare male e i genitori continueranno a farli curare. E’ davvero questo il paese in cui vogliamo vivere?
DAL SITO http://www.bambinicoraggiosi.com/
Rignano Flaminio: Perché la perizia dei Ris non può escludere che gli abusi ci siano stati
di Roberta Lerici -La fiducia nella giustizia e nella magistratura che continua a indagare sulla tragedia di Rignano Flaminio, mi portano a ritenere che, qualora fosse confermato anche nell’incidente probatorio del 18 dicembre che non vi siano corrispondenze fra i reperti raccolti dai Ris nelle abitazioni e nelle auto di alcuni indagati e i bambini che stanno sostenendo l’incidente probatorio, questo non significherebbe nulla. Oltre al fatto che i reperti siano stati raccolti sei mesi dopo l'inizio delle indagini, devo ricordare che in tutte le sedi giudiziarie in cui si è dovuto analizzare il caso di Rignano Flaminio, nessuno ha mai affermato che i bambini non fossero stati abusati. Se mai, l’incertezza è stata posta sui metodi di attuazione dell’abuso e sull’accertamento delle responsabilità degli indagati per tali abusi (da parte della Cassazione che sulla sentenza del Riesame si è espressa, però, solo sui primi sei casi denunciati e non su tutti i diciannove, senza poter considerare i successivi indizi raccolti). Il valore ed il peso giudiziario della perizia dei Ris si conosceranno solo dopo l’incidente probatorio del 18 dicembre, quando tutte le parti potranno porre domande ai Ris, che spiegheranno nei dettagli le loro conclusioni. Per evitare brutte figure come quella della diffusione di indiscrezioni sulla sentenza della Cassazione in cui molti si sono lanciati ad affermare che “gli abusi andavano cercati fuori dalla scuola”, (fatto che ha costretto a un'immediata smentita il primo Presidente Carbone :“Nella sentenza non è scritto che gli abusi vadano cercati fuori dalla scuola”), penso sia meglio attendere.
Meglio evitare titoli come quelli apparsi oggi che attribuiscono alla perizia dei Ris il potere di escludere gli abusi sui bambini. Si può delinquere anche senza lasciare la propria firma, come è avvenuto in due casi recenti. E questo lo dico a prescindere da chi sia il responsabile, visto che solo la magistratura potrà stabilirlo.
Il fatto che qui non ci sia stato un omicidio, non significa che non ci sia stato un reato. Il fatto che nessuna perizia dei Ris sul caso Perugia abbia inchiodato l'assassino, significa forse che la studentessa inglese non sia stata uccisa? Significa forse che non ci siano persone indagate?
Su questo sito, poi, ho pubblicato numerose sentenze della Cassazione che indicano in modo inequivocabile come la sola testimonianza dei bambini nei processi per abuso sessuale e non solo, abbia portato a condanne definitive, anche in mancanza di altri riscontri. La testimonianza dei bambini ha valore di prova, eppure in molti sembrano non saperlo. In questi giorni i magistrati stanno ascoltando anche bambini più grandi. Le indagini non sono ancora finite. Non è cambiato nulla. Il loro impegno prosegue, perché sapere chi abbia abusato dei bambini di Rignano Flaminio è imprescindibile, non solo per le famiglie e gli abitanti di Rignano, ma per tutto il nostro Paese. Non si può pensare che qualcuno riesca a sfuggire alle maglie della giustizia dopo aver distrutto l’infanzia a tanti bambini e la vita a tanti genitori. Siamo rimasti inorriditi dalle testimonianze rese dai tre bambini che, finora, hanno sostenuto l'incidente probatorio. Erano tra i più piccoli. Ne restano ancora 15 o 18 (se verrà accolta la richiesta del PM di aggiungerne altri tre). Passeremo un altro anno a sentire raccontare orrori. Passeremo un altro anno a sentire una parte di stampa e di opinione pubblica dare dei "bugiardi" a bambini e genitori, e dei “testardi” agli inquirenti.
Mentre i bambini continueranno a stare male e i genitori continueranno a farli curare. E’ davvero questo il paese in cui vogliamo vivere?
Iscriviti a:
Post (Atom)