venerdì 25 aprile 2008

Pedofilia: arrestato un lusernese

T Fonte: Eco del Chisone

Lunedì scorso, interrogato dal giudice, ha negato tutto
Pedofilia: arrestato un lusernese
A suo carico già un procedimento penale per reati analoghi
Ha negato tutto, sostenendo che il ragazzo si era inventato ogni cosa. Questa in estrema sintesi la conclusione dell’interrogatorio di garanzia che si è svolto lunedì mattina in Tribunale a Pinerolo davanti al giudice Alberto Giannone, che ha convalidato l’arresto.Intanto, almeno fino a quando il giudice non si pronuncerà sulla richiesta di arresti domiciliari, Dario Quaglia resta alla Felicina di Saluzzo. E il suo legale, Giulia Duò, fa sapere: «Il giudice si è riservato di decidere (per questo ha tempo 5 giorni, ndr): per ora non rilascio dichiarazioni».

Quaglia, 45enne residente a Luserna S.G. (dove è noto come organizzatore di sedicenti lotterie e tornei sportivi), sabato 19 è stato arrestato dagli uomini del maresciallo Raia in esecuzione ad un ordine di custodia cautelare in carcere firmato dal procuratore Giuseppe Amato e dal suo sostituto, Vito Destito.

A farlo finire in manette la denuncia di un giovanissimo che il presunto pedofilo avrebbe tentato di indurre alla prostituzione, offrendogli denaro in cambio di (inequivocabili) favori sessuali.

Accuse, quelle di violenza sessuale su minori, non nuove per Quaglia che nel marzo 2007, per analoghe contestazioni (e perfino con analoghe modalità di adescamento), era stato sottoposto agli arresti domiciliari dal Gip Marco Battiglia. Una misura poi revocata in attesa dell’udienza preliminare, fissata al 27 marzo davanti al giudice Luca Del Colle e poi rinviata, su richiesta del difensore che aveva optato per il rito abbreviato.

Nel frattempo, per Quaglia, nuovi guai che potrebbero farsi davvero seri, tenendo conto che ora c’è pure il rischio di recidiva.

L’episodio che l’ha portato in carcere risale proprio al 26 marzo (manco a dirlo, il giorno prima del processo che doveva celebrarsi a suo carico). Con un piccolo prologo datato 21 marzo. Quel giorno, stando a quanto denunciato ai Carabineri, Quaglia avvicina il sedicenne davanti alla Stazione ferroviaria di Pinerolo. Si qualifica come “Dario” e gli chiede se fosse interessato ad un lavoro di volantinaggio in vista delle imminenti elezioni politiche. Pattuito il compenso (25 euro al giorno), scambiati i cellulari e fissato l’appuntamento: cinque giorni più tardi davanti al bar Sport di Bibiana.

Il ragazzo si presenta, ma non da solo. Ad accompagnarlo c’è la fidanzata. Un imprevisto che suscita l’ira di “Dario” e che manda a monte l’incontro. “Dario” però non demorde e se prima lo insulta («terrone di merda, ti avevo detto di venire da solo») poi lo cerca (ripetutamente) al telefono. Il pomeriggio stesso si incontrano di nuovo e questa volta le avances sessuali si fanno esplicite. E pure il compenso viene precisato: 1.200 euro per soggiacere alle sue voglie. Tutto questo è emerso dal racconto del ragazzo che di quelle profferte, e dei relativi compensi, non vuole sentire neppure parlare.

È spaventato, anche perché avrebbe ricevuto sul cellulare minacce anonime (del tipo «ti spacco le gambe»), ma riesce comunque, anche spalleggiato dalla famiglia, a prendere una decisione coraggiosa: rivolgersi ai Carabineri di Luserna. Quegli stessi che sabato scorso hanno arrestato, in casa sua, il presunto pedofilo.

martedì 15 aprile 2008

Yemen,tribunale annulla matrimonio tra bambina 8 anni e 30enne

Yemen,tribunale annulla matrimonio tra bambina 8 anni e 30enne
martedì, 15 aprile 2008

SANAA (Reuters) - Un tribunale dello Yemen ha annullato oggi il matrimonio combinato avvenuto tra una di una bambina di otto anni e un trentenne, perché la piccola sposa non ha ancora raggiunto la pubertà.

La corte ha condannato la famiglia della bambina al pagamento di 250 dollari in risarcimento all’ex marito.

La bambina, hanno detto l’avvocato della piccola e l’attivista per i diritti umani Shatha Nasser, si era presentata pochi giorni fa in tribunale per intentare la causa di divorzio e denunciare gli abusi fisici subiti dal marito, accusandolo di averla costretta ad avere “rapporti sessuali con lui dopo averla picchiata”.

Il risarcimento all’ex marito è stato pagato da un volontario che ha assistito al processo, ha detto l’avvocato, senza specificare però i motivi per i quali tale risarcimento sia stato ordinato.

Nei paesi arabi che osservano le tradizioni tribali, il matrimonio tra giovani ragazze e uomini maturi è una pratica molto diffusa, ma in genere le bambine non vengono date in spose prima di aver raggiunto la pubertà.

Tali matrimoni combinati sono talvolta determinati dalle difficili condizioni economiche delle famiglie in Yemen, uno dei paesi non-africani più poveri al mondo.

venerdì 11 aprile 2008

Elezioni 2008: Roberta Lerici Italia dei Valori

Elezioni, Roberta Lerici IDV

Elezioni, R. Lerici IDV “Con le parole del vescovo di Gravina, io chiudo la mia campagna elettorale”
DI Roberta Lerici

E’ stata un’esperienza faticosa ma bella, per me che non avevo idea di cosa volesse dire essere “candidati”. Ho conoscuto molte persone, e in tanti mi avete scritto per sostenere questa battaglia a favore dei bambini. Non so se sarete in tanti a votare per l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro che mi ha offerto questa possibilità. Ma spero che sarete in tanti ad aiutarmi a difendere i bambini comunque vadano le cose.
Vi ricordo che per votare per me, non bisogna mettere il mio nome, ma fare solo una croce sul simbolo di Di Pietro-ITALIA DEI VALORI (Trovate tutto sul volantino sul sito). Il fatto che qualcuno reputi Di Pietro solo un “giustizialista” è profondamente sbagliato. Io credo che la legalità sia l’unica strada da percorrere affinchè la politica possa riacquistare credibilità ai nostri occhi. Il concetto di legalità è ampio e abbraccia tanti aspetti della nostra vita. Se un concorso non è truccato, lo vinceranno i migliori, e saranno i migliori ad occupare posti in cui si richiede capacità. Se un primario è nominato dai politici, potrebbe non essere il migliore, e la salute dei cittadini potrebbe essere messa a repentaglio. Se un appalto è truccato, il lavoro costerà dieci volte di più e magari sarà fatto male. Questa è la legalità che dovrà impedire situazioni incredibili come quella dei rifiuti in Campania. Ma la legalità è anche non candidare persone che abbiano in corso processi o siano stati condannati. Di Pietro è stato l’unico a richiedere il certificato penale a tutti i candidati. Credo che questo sia un segnale importante da dare ai cittadini. Ho conosciuto il capo della segreteria politica di Di Pietro, Stefano Pedica, più di un anno fa, perchè mandai una mail a Di Pietro quando nessuno si interessava della situazione della scuola Olga Rovere di Rignano Flaminio, in cui una preside aveva sbattuto fuori i genitori dalla scuola ed era impossibile avere un colloquio con le maestre. Naturalmente, sono state altre istituzioni contattate a risolvere poi la situazione (l’Ufficio Scuola della Regione Lazio, il Ministro Fioroni, la Bicamerale Infanzia, ecc.), ma Stefano Pedica mi ha ricevuto subito, e ha presentato interrogazioni parlamentari, proposte di legge, ha diffuso i dossier sui casi di pedofilia nelle scuole che io avevo raccolto e di cui nessuno parlava. Hanno dimostrato, insomma, di avere a cuore la tutela dell’infanzia.
“Abbiamo cominciato questa battaglia insieme e vorrei che la continuassimo insieme”
E’ stato questo il modo in cui l’italia dei valori mi ha chiesto di candidarmi al senato. Io sono rimasta sorpresa, non me lo aspettavo.
Ho accettato dopo averci pensato qualche giorno, perchè non sapevo cosa fare. Ora sono contenta, perchè in questa campagna elettorale, sono stati davvero in pochi a parlare di tutela dei bambini in modo approfondito. Come ho già avuto modo di dire, non basta dire che si vole combattere la pedofilia o lanciare slogan di condanna. Ci vogliono programmi di prevenzione, provvedimenti specifici, di cui, nelle poche occasioni che ho avuto, ho parlato forse soltanto solo io.
La tutela dell’infanzia è un’emergenza nazionale, questo devono ricordarlo tutti, a prescindere da chi vincerà le elezioni. E forse, l’unica persona che è riuscita a fare un discorso serio sull’infanzia in questi giorni di parole lanciate alla gente come caramelle, è monsignor Paciello, vescovo di Gravina, ai funerali di Francesco e Salvatore, i fratellini.
Ed è con le sue parole che io “chiudo la mia campagna elettorale” :
“Dobbiamo amare i bambini”
“Laggiù, Francesco e Salvatore certamente hanno invocato aiuto, hanno sperato fino alla fine che qualcuno li sentisse; ma, tutti e due, e specialmente il più piccolo, Salvatore di nome, morto perché voleva essere salvatore di fatto del fratello, hanno fatto l’esperienza più dolorosa della solitudine vera, dell’abbandono senza speranza.
Vorrei raccogliere quelle grida, quelle invocazioni e da questa Cattedrale farle rimbalzare lì dove si decidono le sorti del nostro Paese e dei nostri paesi. Tanti potenziali Ciccio e Tore, cioè ragazzi che, usciti di casa corrono rischi e pericoli di cui non sono coscienti, ce ne sono stati, e ce ne saranno nelle nostre città.
Non voglio strumentalizzare la morte dei fratellini, per lanciare anatemi; ma non dobbiamo permettere che la morte di Ciccio e Tore, lasci il mondo come si trova.

Dal sito: www.bambinicoraggiosi.com

giovedì 10 aprile 2008

Pedofilia - Condannato un sacerdote

PEDOFILIA: CONDANNATO UN SACERDOTE

LA SENTENZA
Pedofilia, condannato un sacerdote
L'inchiesta era cominciata nel 2005. Il pubblico ministero aveva chiesto sei anni, ma il giudice ha optato per una condanna esemplare: sei anni e dieci mesi al prete accusato da insegnanti e genitori. La difesa: "Faremo appello" .

Ferrara, 10 aprile 2008 - Sei anni e dieci mesi: questa la condanna che il tribunale di Ferrara ha inflitto al 68enne sacerdote della Diocesi di Bologna che il 2 marzo del 2005 fu arrestato per presunti abusi sessuali ai danni di dieci bambini dell’asilo parrocchiale del ferrarese che gestiva all’epoca dei fatti. La sentenza è stata emessa ieri pomeriggio dal collegio giudicante (presidente Francesco Caruso, a latere Franca Oliva e Monica Bighetti) dopo sei ore di camera di consiglio e al termine di un processo durato un anno e molte udienze a porte chiuse.

Il sacerdote (difeso dagli avvocati Milena Catozzi di Ferrara e Giuseppe Pavan di Padova) è stato riconosciuto colpevole di abusi sessuali verso bambini minorenni — consistenti in palpeggiamenti nelle parti intime, baci sulla bocca e altre oscenità — e di abusi sessuali (nella fattispecie palpeggiamenti) verso due insegnanti della scuola. Una pena esemplare se si tiene conto del fatto che il pm Filippo Di Benedetto aveva chiesto sei anni. Oltre alla pena principale, che sconterà in carcere, il prete è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una provvisionale tra i due e i tremila euro per ogni bambina molestata sessualmente, anche se l’esatta quantificazione del risarcimento danni sarà effettuata in sede di processo civile.



Il collegio giudicante, che — di fatto — ha accolto in toto l’impianto accusatorio del pm Di Benedetto, ha ritenuto credibili e fondate le accuse contenute nelle testimonianze oculari delle insegnanti, delle cuoche e delle ausiliarie della scuola materna ferrarese, che hanno riferito in aula numerosi episodi verificatisi durante gli anni scolastici 2003-2004 e nei mesi successivi precedenti gli arresti domiciliari. Bocciata, invece, la tesi difensiva, che aveva fatto leva sul rancore provato verso il prete da due insegnanti che, nel settembre del 2004, egli stesso aveva licenziato dalla scuola per poi riassumere pochi mesi dopo su pressione dei genitori dei bambini. Rancore che, secondo la difesa, sarebbe stato alla base delle accuse di molestie.



L’inchiesta della procura ferrarese è iniziata nei primi mesi del 2005 dopo che alcune insegnanti, non senza timori e dubbi, avevano presentato ai carabinieri di Ferrara una denuncia nei confronti del sacerdote, nato a Verona ma attivo nella parrocchia ferrarese dove ha sede la scuola da lui gestita. In quell’occasione, le due donne raccontarono ai militari alcuni episodi circostanziati di molestie ai danni di una decina di bimbi dell’istituto. Si trattava di carezze un po’ troppo spinte, palpeggiamenti e strofinamenti nelle zone intime e baci sulla bocca.



A convincerle a parlare e a vincere gli iniziali timori reverenziali verso l’uomo era stata la direttrice della scuola materna, chiamata alcuni mesi prima dallo stesso religioso per coordinare l’attività didattica e seguire meglio gli aspetti organizzativi. Lei stessa, infatti, non solo era venuta ben presto a sapere dalle maestre e dalle ausiliare (in lacrime) di alcuni episodi emblematici accaduti in passato ma era stata addirittura testimone oculare di numerose attenzioni morbose del prete verso una bimba kosovara, ospite della parrocchia assieme alla madre, al padre e ai fratellini. In particolare, secondo le testimonianze raccolte in aula, l’uomo era solito baciare la minorenne sulla bocca.



Un fatto che era subito sembrato strano alla nuova direttrice, al punto da convincerla a denunciare questo ed altri episodi ai carabinieri assieme alle insegnanti. Ma la curia sapeva? Durante le udienze dibattimentali si è parlato per l’appunto di un incontro tra la stessa direttrice e monsignor Ernesto Vecchi, vicario del vescovo di Bologna Carlo Caffarra, in merito alla condotta del sacerdote ferrarese. In quell’occasione, l’esponente della curia aveva preso atto della situazione dipingendo l’uomo come 'malato'. Circostanza, questa, non confermata poi in aula. Prima della denuncia, altri colloqui erano stati condotti anche con una suora del paese — che aveva promesso il proprio interessamento presso le autorità religiose — e con un responsabile degli asili cattolici della zona. Avvisato o redarguito dai suoi superiori, il sacerdote si era tranquillizzato per alcuni mesi fino a quando non erano ripresi gli atteggiamenti osceni nei confronti della bimba kosovara.


Fonte: Il Resto Del Carlino

sabato 5 aprile 2008

Pedofilia on-line: arrestato un ingegnere informatico di Milano

fonte: il giorno
PEDOFILIA ON LINE
Arrestato un ingegnere informatico
Il procuratore: "Cose raccapriccianti"
L'uomo, sposato e con due figli, è stato trovato in possesso di 200 giga byte di materiale tra cui gli agenti hanno sequestrato almeno 1.700 video e oltre 70 mila immagini. L'ingegnere scambiava materiale con altri pedofili. L'operazione è stata eseguita dalla Polizia postale e delle comunicazioni di Torino


Milano, 4marzo 2008 - Un ingegnere, impiegato in una ditta informatica dell'hinterland milanese, dalla vita apparentemente regolare e 'pulita' è stato arrestato dalla polizia postale di Torino per diffusione di materiale pedopornografico. L'operazione è stata eseguita dalla Polizia postale e delle comunicazioni di Torino. Agli agenti ha subito ammesso le proprie colpe. Abitava in Brianza ed e' sposato, con due figli. Nei 200 giga byte di materiale sequestrato, ci sono almeno 1.700 video e oltre 70 mila immagini. ''Si vedono - hanno commentato il procuratore capo Marcello Maddalena e il suo aggiunto Pietro Forno - cose raccapriccianti. Si tratta di materiale nuovo che non era mai stato riscontrato in precedenti inchieste legate ai pedofili. Non sappiamo se si tratta di immagini registrate in Italia o all'estero. Adesso analizzeremo tutto il materiale per risalire all'origine''.



L'uomo era solito a scambiare materiale con altri pedofili quando era all'estero per conto della sua ditta. Nell'ambito della frequentazione di una chat, si e' imbattuto con l'agente della polizia postale torinese sotto copertura che e' riuscito a carpire la sua fiducia dopo 18 mesi di scambi assidui, quasi giornalieri. E' stato lo stesso ingegnere ad indicare al falso collega un canale per soli pedofili ad invito e ad indicargli un sistema criptato per lo scambio di video e immagini che la polizia non aveva mai incontrato in analoghe inchieste. Era talmente sicuro l'ingegnere della segretezza del sistema usato, a tal punto che in molti video viene mostrato senza problemi anche il volto degli stessi pedofili.


L'ingegnere milanese è stato preso nell'autogrill di Settimo Torinese, sull'autostrada Torino-Milano. ''La particolarita' di questa inchiesta - hanno detto Giusi Territo e Fabiola Silvestri, la dirigente e la responsabile delle operazioni del compartimento postale di Torino - e' quella di essere riusciti a portare allo scoperto il pedofilo. E' un caso rarissimo''.Per non far scoprire il materiale alla propria famiglia, l'ingegnere nascondeva gli hard disk in elettrodomestici e videoregistratori che aveva nel suo studio, in casa.

PEDOFILIA - TEXAS Setta di mormoni poligami

Accuse a setta di mormoni poligami. Affidate ai servizi sociali 52 bambine
La setta segue gli insegnamenti di Warren Jeffes, "profeta" 50enne condannato nel novembre scorso a dieci anni di carcere per aver costretto un'adolescente a sposare un cugino appena maggiorenne. Sono in corso indagini per verificare se siano stati commessi reati di pedofilia.


La polizia ed i servizi sociali texani hanno compiuto un raid in un ranch in Texas della setta di Warren Jeffs, leader di un gruppo mormone che pratica la poligamia ora in prigione, per prelevare 52 bambine, tra i 6 mesi ed i 17 anni.

L'azione è scattata a seguito dell'inchiesta su abusi sessuali ai danni di una ragazza di 16 anni. Ma secondo i portavoce del Child protective service, sono state individuate altre vittime di abusi: "ci sono prove di abusi che sono stati compiuti o che erano imminenti, non è sicuro per questi minorenni rimanere nel ranch" hanno dichiarato.


Nell'operazione, che è durata tutta la notte dopo che la polizia ha chiuso tutte le vie d'accesso al ranch che si trova in una zona isolata nei pressi di Eldorado, nel Texas occidentale, è stato arrestato un uomo di 50 anni che ha avuto un figlio con una ragazza di 16 anni.



Jeffs, 52enne 'profeta' della setta che ha oltre 10mila adepti, è stato condannato a 10 anni di prigione nello Utah per complicità in violenza sessuale, per aver costretto una ragazza di 14 anni a sposare il cugino di 19. Ora l'uomo dovrà essere processato anche in Arizona, per complicità in incesto e violenze sessuali su minori.

mercoledì 2 aprile 2008

Bambina violentata: arrestata pedofilo

Fonte: L'Espresso
LANCIANO. L’orrore è in tre disegni. Lei, 11 anni appena e portatrice di un piccolo handicap, li ha fatti a scuola. «Vedi? Giocavamo così», ha raccontato all’assistente sociale incuriosito da alcuni strani atteggiamenti della piccola. Sul foglio immagini di sesso, inequivocabili. E’ cominciata così l’inchiesta che ha portato in carcere un presunto pedofilo, L.C., di 72 anni. Il vicino di casa, amico della famiglia della bambina, si faceva chiamare “zio”. E’ accusato di violenza sessuale aggravata. Gli abusi sarebbero avvenuti nell’estate 2007 in una palazzina alla periferia della città.
Lunedì sera i carabinieri hanno bussato alla porta di casa del pensionato, gli hanno consegnato l’ordine di custodia cautelare firmato dal Gip Massimo Canosa su richiesta del procuratore Tullio Moffa e l’hanno portato in carcere. L’uomo è rinchiuso a Villa Stanazzo, in isolamento per evitare possibili ritorsioni da parte degli altri detenuti. Entro domani è previsto l’interrogatorio di garanzia. «Una storia raccapricciante», l’ha definita il pm Moffa.
Una storia senza molti dettagli, esclusivamente per tutelare la minore. Secondo le accuse, le attenzioni morbose di L.C. nei confronti della bambina sono iniziate nell’estate scorsa. Il 72enne, originario di Roma, vive nello stesso palazzo della famiglia della piccola. Con la scusa di offrire gelati e merendine o di far vedere cartoni animati, il presunto pedofilo avrebbe portato la piccola nel suo appartamento e qui sarebbero avvenuti gli abusi. Quattro mesi di orrori. Mamma e papà della bambina si sono sempre fidati del vicino. «Lo conoscevamo da anni, era una sorta di zio. Non c’erano mai stati sospetti sul suo conto. Ed era così gentile», hanno confermato agli inquirenti.
I dubbi sono esplosi a settembre, con la riapertura della scuola. Dal comportamento della bimba un assistente sociale ha capito che qualche cosa non andava. Le prime confidenze, poi i disegni a confermare i sospetti. Disegni ripetuti anche di fronte ai carabinieri esperti in servizi sociali, che col tempo hanno saputo conquistare la fiducia della piccola. Le indagini sono proseguite per mesi e alla fine il materiale raccolto ha convinto il gip a emettere il provvedimento di custodia. La bambina è stata sottoposta anche a visita medica. «I disegni sono inequivocabili», precisano i carabinieri della compagnia di Lanciano, «inchiodano alle sue responsabilità l’arrestato».
Adesso si indaga sul passato del presunto pedofilo. Finora non risultano denunce per altri episodi di violenza. Ma l’indagine è all’inizio.

Pedofilia: in Australia sconvolgente realtà

Fonte: www.agenziaradicale.com
Pedofilia: in Australia sconvolgente realtà
mercoledì 02 aprile 2008
In un rapporto di 600 pagine presentato oggi dall'ex giudice della Corte suprema australiana, Ted Mullighan, emerge una sconvolgente realtà. Centinaia di minori, sotto tutela dello stato dell'Australia meridionale, sono stati vittima di abusi sessuali da parte di preti, medici ed insegnanti. È quanto emerso da un'inchiesta durata tre anni, che ha indagato su centinaia di abusi in istituti governativi e non nell'arco di 40 anni, e che contiene 54 raccomandazioni per il governo statale.



Tra i 1900 testimoni, circa 800 sono stati vittime degli abusi e per la prima volta hanno ammesso le violenze subite. Le segnalazioni fatte alla polizia sono circa 170 e il numero dei presunti pedofili è di circa 434.

Il giudice Mullighan si è detto sconcertato di fronte ad una realtà così terribile e difficilmente accettabile. "Sono rimasto sconvolto e inorridito dalla maniera in cui i bambini sono stati sfruttati, abusati e minacciati, e abbiano vissuto in quella situazione per anni senza poter fare nulla", ha dichiarato, aggiungendo, poi, che ciò che è stato scoperto finora è soltanto la "punta dell'iceberg", e che probabilmente esistono situazioni simili in tutti gli stati d'Australia.


Intanto la Chiesa cattolica non si è pronunciata contro le accuse mosse ai suoi preti, mentre quella anglicana ha riconosciuto parte delle responsabilità ed ha esortato lo Stato ad adottare le 54 raccomandazioni.


L'arcivescovo di Adelaide Jeff Driver ha, inoltre, espresso rincrescimento per il fatto che parte degli abusi siano stati commessi in istituzioni anglicane, affermando che desidera "reiterare le nostre scuse per cose che sono accadute nel passato, e anche assumerne l'impegno ad una risposta appropriata a qualsiasi questione residua che abbiamo bisogno di trattare".

Molesta le nipotine ma viene assolto


Nella foto: Avv.Acquarowww.ilsecoloxix.it/la_spezia 02 aprile 2008
Molesta le nipotine, ma viene assolto.
Le accuse erano terribili: pedofilia e maltrattamenti in famiglia. Atti sessuali con due nipotine acquisite che al momento delle molestie avevano quattro anni e maltrattamenti alla moglie con percosse e umiliazioni che non sono mai cessate durate l’intera vita matrimoniale.

Per quei reati però l’imputato, che all’epoca dei fatti abitava a Santo Stefano Magra, e oggi ha 88 anni non ha fatto né farà neppure un giorno di galera. L’avvocato Katia Acquaro che lo difendeva è riuscita a ottenere l’estinzione del reato per intervenuta prescrizione. A pronunciare la sentenza è stato ieri mattina il presidente del collegio giudicante, Giulio Cesare Cipolletta, con giudici a latere Paolo Scippa e Giuseppe Pavich. A carico dell’imputato restano le accuse del pubblico ministero e le denunce delle tre donne nei suoi confronti ma il reato è prescritto, almeno per la parte della pedofilia, e per questa ragione in aula non si è neppure iniziato il dibattimento e quindi non sono state provate le accuse che restano solo un racconto di parte non confortato da nessuna prova testimoniale .

Le due bimbe, nipotine acquisite, furono molestate per anni. Prima la più grande che aveva quattro anni e poi l’altra quando ha raggiunto la stessa età. Comportamenti terribili secondo il capo di imputazione con atti osceni, palpeggiamenti e anche penetrazioni con le dita. Tutto cominciò nel giugno del 1987 quando la bimba più grande aveva appena compiuto i quattro anni e terminò nel giugno del 1993. Il fatto che l’ultimo episodio risalga proprio a questo mese ha fatto scattare la prescrizione. Solo dopo anni e quando hanno raggiunto la maggiore età le due ragazze hanno trovato il coraggio di denunciare il “nonno-orco”. Troppo tardi però perché la “Cirielli” ha ulteriormente ridotto i tempi di prescrizione del retato al punto che quando hanno presentato la denuncia di fatto per le nuove norme il reato era già estinto. Non è invece prescritto il reato di maltrattamenti alla moglie perché le vessazioni durarono sino al 2005 quando la donna trovò il coraggio di abbandonare la casa e, assieme alle due nipoti, denunciare tutto.

Alla donna sposata in seconde nozze l’uomo riservava un trattamento da marito padrone. Insulti quotidiani, botte, schiaffi e calci con cui la buttava giù dal letto anche durante la notte. Le impediva di andare da sola a fare la spesa, le dava solo pochi spiccioli e poi quando era ubriaco defecava e urinava sui pavimenti dell’abitazione costringendo la povera donna a un penoso lavoro di ripulitura: lei può ancora sperare in una condanna del “marito-padrone” perché il reato non è ancora estinto.

venerdì 28 marzo 2008

Spagna: Mari Luz uccisa da un pedofilo in libertà nonostante due condanne

SPAGNA/ TROVATO CADAVERE BIMBA ROM SCOMPARSA IN GENNAIO
07.03.08 ATS - Il corpo senza vita della piccola Mari Luz Cortes, 5 anni, la bambina spagnola di origine rom scomparsa il 13 gennaio scorso a Huelva in Spagna, vicino al confine con il Portogallo, è stato ritrovato questa sera nel fiume Tinto: lo riferisce l'edizione online del quotidiano 'El Mundo'.

Fonti della polizia spagnola hanno confermato che il cadavere è effettivamente quello della bambina. Non sono state rese note per il momento le cause della morte. Il corpo, ha riferito 'El Mundo', è stato trovato in avanzato stato di decomposizione nel fiume di Huelva, con addosso gli stessi indumenti che Mari Luz portava al momento della scomparsa 50 giorni fa.

Il caso di Mari Luz aveva suscitato una viva emozione in Spagna. Il suo caso era stato avvicinato da alcuni media a quello della piccola inglese Madeleine Maddie McCann, scomparsa nel maggio scorso a Para da Luz, nel sud del Portogallo, di cui si è da allora senza notizie.
ATS

SPAGNA/ PRESUNTO ASSASSINO PICCOLA MARI LUZ: E' STATO INCIDENTE
L'uomo è stato arrestato ieri. Il caso ha commosso la Spagna

Madrid, 26 mar. (Apcom) - Sembra essere giunto al termine il tragico caso di Mari Luz Cortés, la bambina di cinque anni scomparsa lo scorso 13 gennaio e ritrovata morta il 7 marzo in un fiume vicino alla località andalusa di Huelva, che ha commosso tutta la Spagna. Santiago del Valle García, un uomo di 52 anni vicino di casa della famiglia di Mari Luz, arrestato ieri insieme alla moglie, ha ammesso davanti agli investigatori che la piccola sarebbe morta mentre era in sua compagnia, anche se ha sostenuto che la morte sarebbe stata "accidentale" e dovuta a una caduta dalla scale.

Secondo quanto riportato dai media spagnoli, gli inquirenti sono però certi del fatto che l'uomo sarebbe l'autore materiale del delitto, a causa dei suoi precedenti per pedofilia, fra cui un ordine di allontanamento dalle sue stesse figlie. L'analisi della polizia scientifica, scrive il giornale spagnolo 'El Mundo', hanno però accertato che la bambina non avrebbe subito violenza sessuale. La versione dell'uomo è che, impaurito per la morte della piccola, avrebbe nascosto il corpo in un carrello per poi disfarsene. Il padre della bambina, Juan José Cortés, ha affermato di aver sospettato di Garcia "fin dal primo momento". Cortés ha chiesto "la giustizia più giusta" e "che sia chiarito che quest'uomo non è pazzo".


SPAGNA/ MARI LUZ, PEDOFILO LIBERO, GOVERNO: "ERRORE GIUDIZIARIO"
Vicepremier:"Chiariremo responsabilità, no a inasprimento pene"

Madrid, 28 mar. (Apcom) - La vicepremier spagnola Maria Teresa Fernandez de la Vega ha definito oggi un "gravissimo, terribile e tragico errore giudiziario" il fatto Santiago del Valle, il presunto assassino della piccola Mari Luz Cortés sia rimasto in libertà nonostante due condanne consecutive per fatti di pedofilia nel 2002 e 2004, di cui la prima (confermata nel 2005) per abusi sulla propria figlia. Secondo de la Vega, "si dovranno chiarire i fatti fino in fondo, e assumere le responsabilità fino in fondo, facendo ricadere tutto il peso della legge sui responsabili".

La vice di Josè Luis Zapatero ha chiesto tuttavia prudenza, in vista dell'indagine aperta in merito alla mancata detenzione dell'uomo. Del Valle è attualmente in custodia cautelare dopo essere stato interrogato dai giudici della località andalusa di Huelva, dove ieri una folla inferocita ha cercato di linciarlo, cosa che è stata evitata solo a prezzo di scontri con la polizia e cariche delle forze dell'ordine. Secondo quanto riportano oggi diversi media spagnoli, il giudice di Siviglia che emise la sentenza nel 2002, Rafael Tirado Marquez, avrebbe attribuito la perdurante libertà del pedofilo a un congedo di cinque mesi della funzionaria incaricata di eseguire le sentenze, che non era stata sostituita dalla giunta regionale dell'Andalusia.

Quanto all'ipotesi di un inasprimento delle pene per i reati di pedofilia, chiesto da alcuni dopo che ieri era emersa la circostanza che Del Valle è riuscito a sfuggire alle pene comminategli dai tribunali, de la Vega ha detto di non essere favorevole "al fatto che si propongano modifiche della legge sulla base di fatti gravi", e che "ci sono meccanismi sufficienti per garantire che il sistema funzioni". La vicepremier spagnola, pur sostenendo che un aumento delle pene "non è una priorità" ha però anche ammesso che il governo "è sempre aperto a miglioramenti del sistema".

Michel Fourniret: iniziato il processo al mostro pedofilo


FRANCIA: AL VIA IL PROCESSO AL MOSTRO DELLE ARDENNE - E' cominciato in Francia il processo a Michel Fourniret, il 'serial killer' delle vergini, a cui dava la caccia con la complicita' della moglie. Noto come il 'mostro delle Ardenne', Fourniret (66 anni) rischia l'ergastolo per aver stuprato e assassinato almeno 7 giovani, ma gli inquirenti ritengono che potrebbe averne uccise anche altre (sicuramente una giovane britannica, nel 1990). Il processo, che vede sul banco degli imputati anche la moglie, Monique, e' iniziato nel tribunale penale di Charleville-Mezieres. Secondo la procura, i due, che si erano conosciuti mentre lui scontava in carcere una condanna per violenza sessuale, avevano stretto un patto criminale: lei lo avrebbe aiutato ad avvicinare e stuprare giovani vergini e in cambio lui avrebbe ucciso il suo ex-marito. I crimini furono commessi tra il 1987 e il 2003, tutti nella stessa zona, al confine tra Francia e Belgio; le vittime, tutte giovani tra i 12 e i 22 anni (sei in Francia, una in Belgio) furono quasi tutte stuprate. Amante della letteratura, buon giocatore di scacchi, Fourniret ha confessato, durante la fase istruttoria, che aveva bisogno di dare la caccia ad almeno un paio di vergini all'anno e ha ammesso di essere ossessionato dalla verginita'. Nel compiere i suoi crimini, l'uomo seguiva una sorta di rituale, ripetuto in maniera metodica: dopo aver localizzato le vittime, le faceva salire sulla sua auto, con la scusa di aver bisogno di indicazioni stradali (spesso, a bordo c'era anche la moglie, proprio per rassicurare le malcapitate); e dopo aver portato le giovani in luoghi isolati, le uccideva. Entrambi i coniugi hanno assistito all'udienza d'apertura del processo che, secondo la procura, durera' un paio di mesi e che e' seguito con grande attenzione mediatica. Fourniret -che indossava un giubbotto azzurro e una camicia aperta sul collo- ha consegnato al giudice un documento arrotolato e chiuso da una fettuccia rossa, spiegando che non parlera' se non in un'udienza a porte chiuse. (AGI) - Charleville-Mezieres (Francia), 27 marzo -

giovedì 27 marzo 2008

Rignano Flaminio, interviene il Vescovo: i bambini faranno comunione in altra parrocchia


Rignano Flaminio: i bambini faranno comunione in altra parrocchia.
Con viva soddisfazione, comunichiamo che il Vescovo di Civita Castellana, monsignor Romano Rossi, ha ricevuto le mamme che qualche giorno fa avevano manifestato il desiderio dei loro bambini di celebrare la Prima Comunione in una parrocchia diversa da quella di Rignano Flaminio. Il Vescovo era venuto a conoscenza del'appello per un suo interessamento attraverso la stampa, visto che, forse per un disguido postale, non aveva mai ricevuto la lettera inviatagli dalle mamme dei tre bambini. Monsignor Romano Rossi è comunque riuscito a risalire alla loro identità e le ha ricevute immediatamente. Nel corso dell’incontro tenutosi ieri mattina, ha ascoltato con attenzione i racconti di sofferenza dei bambini fatti dalle mamme e, dimostrando una grande sensibilità, ha autorizzato i piccoli a ricevere il sacramento della comunione nella chiesa di Sant’Oreste.

Dire 27 marzo 2008

sabato 22 marzo 2008

Pedofilia - confermati domiciliari ai due anziani di Belmonte del Sannio

Pedofilia. Domiciliari confermati ai due anziani
Possono ancora nuocere, o inquinare le prove. I giudici del Tribunale del Riesame di Campobasso ritengono che non siano venute meno le esigenze di cautela che hanno indotto il Gip di Isernia, Luigi Cuomo, a disporre l'arresto per due anziani pastori di Belmonte del Sannio, accusati di aver ripetutamente abusato di due loro nipotini, un ragazzo di 11 anni e la sua sorellina di 14 anni.

Restano perciò agli arresti domiciliari nella loro abitazione del paesino a pochi chilometri dall'Abruzzo. Il tribunale ha respinto l'istanza dei loro avvocati, Di Nardo e Mastronardi, che chiedevano la remissione in libertà.

Restano dove gli inquirenti, gli uomini della Squadra Mobile di Isernia, a seguito della denuncia della Asl sulle precarie condizioni in cui i due vivevano insieme ai bambini e alla loro madre, ritengono di aver scoperto un orrore ben più grande del degrado igienico e sanitario descritto dall'ufficio sanitario.

I due avrebbero ‘pagato' le attenzioni dei due minori con piccole somme di denaro, cinquanta euro. Cinquanta euro per ripagare l'oltraggio peggiore, quello inimmaginabile. Essere violati da chi, per natura, dovrebbe difenderti.

I primi interrogatori hanno reso la vicenda ancora più complessa.
La madre dei due bambini, cognata di uno dei due indagati, rimasta vedova da poco, al pubblico ministero ha negato che le violenze fossero mai accadute. La stessa posizione dei due pastori, di 60 e 64 anni.

A lei, in attesa di chiarire meglio la sua posizione, il Gip ha interdetto per un periodo di tre mesi l'esercizio della potestà genitoriale.

"Lavoriamo in montagna dalla mattina all'alba fino a sera inoltrata. A casa torniamo solo per mangiare, nostra cognata ci prepara il pranzo. Solo in questo consiste la convivenza". Questa in sintesi la difesa dei due anziani pastori. Questa la versione confermata anche dalla donna.

Lontani dal Molise, lontani dalla sofferenza, per quanto sia per loro possibile, i due bambini sono ospiti di una struttura di accoglienza, doverosamente tenuta segreta dagli inquirenti.

giovedì 20 marzo 2008

Rignano Flaminio: parroco nega dispensa ai bambini per comunione in altro comnune

Fonte: http://www.diregiovani.it

Rignano. 'Parroco nega a bimbi comunioni fuori paese'
19 marzo 2008
(DIRE) Roma, 19 mar. - I genitori di tre bambini di Rignano Flaminio si sono appellati al nuovo vescovo della Diocesi di Civita Castellana, monsignor Romano Rossi, perchè consenta ai loro figli di poter celebrare le prime comunioni nella parrocchia del vicino Comune di Sant'Oreste e non in quella di Rignano. Il parroco di quest'ultima, don Enrico Rocchi, infatti, ha negato il nullaosta per le prime comunioni 'fuori paese', nullaosta sollecitato dai genitori in ragione della "mancanza di serenità" a seguito della divisione della comunità fra innocentisti e colpevolisti sulla vicenda dei presunti casi di pedofilia nella scuola materna 'Olga Rovere' del comune romano.

Don Rocchi -ricordano i genitori- si è infatti schierato da subito contro chi aveva denunciato gli abusi ("dicendo loro di vergognarsi, andare a casa e stare zitti"), arrivando poi ad organizzare pullman e fiaccolata sotto il carcere di Regina Coeli quando sono scattati gli arresti di alcune maestre della scuola. "Al di là delle posizioni questa vicenda ha lacerato la comunità - sottolineano i genitori - da un ministro di Dio ci saremmo aspettati un ruolo più naturale di punto di riferimento per tutti, di invito all'unità in un momento di dramma e sofferenza, di vicinanza comunque a bambini sottoposti ad un impatto tremendo.



Tutto ciò è mancato". Per questo alcuni genitori e i loro bambini - che nell'ottobre del 2006 stavano iniziando il biennio di catechismo, proprio quando i Ris sono 'piombati' nell'asilo 'Olga Roverè- si sono sentiti "traditi" dal loro parroco naturale e hanno deciso di andare a messa nel vicino Comune di Sant'Oreste, facendo seguire catechismo in privato ai figli. Lo scorso ottobre, proprio a Sant'Oreste, si sono celebrate 'fuori paese' le cresime per i bambini più grandi. Nonostante il diniego di don Enrico Rocchi.

Ma per le prime comunioni sarà più difficile, in quanto secondo il diritto canonico i sacramenti devono essere officiati proprio nella parrocchia di appartenenza 'naturale' e don Rocchi non vuole sentire ragioni. Per questo i genitori si sono appellati in via gerarchica al nuovo vescovo della Diocesi di Civita Castellana e stanno cercando anche altri parroci disposti a celebrare comunque le prime comunioni 'fuori Paese', "una scelta - spiegano - condivisa dai nostri figli e alla quale non rinunceremo". Anche per una ragione teologica - concludono - "perchè a nessuno può essere negato di salvare la propria anima e Cristo non è in una sola parrocchia ma ovunque".

Pedofilia: 13/enne violentata e ricattata

Fonte: http://www.unionesarda.it

Pedofilia: 13/enne violentata e ricattata
Un giovane di 23 anni del Lodigiano intimidiva una ragazzina conosciuta in un’area ricreativa con la minaccia di divulgare le immagini di un video compromettente, in cambio chiedeva anche 700 euro

Per due anni avrebbe abusato di una ragazzina di appena 13 anni, filmandone i comportamenti compromettenti e ricattandola per non divulgarli.
Lui, un 23/enne del Lodigiano, ora è agli arresti domiciliari con l’accusa di violenza sessuale, atti sessuali con minorenni, produzione di materiale pedopornografico e tentata estorsione.
Tutta sarebbe cominciato nel 2005 quando il giovane si trovava in un’area ricreativa per ragazzi e aveva convinto la ragazzina a seguirlo in una zona nascosta per poi palpeggiarla e in parte denudarla. Questo sarebbe stato solo l’inizio della tormentata vicenda che si sarebbe protratta per anni.
La ragazza infatti era stata tenuta sotto scacco dal 23/enne dietro la minaccia di rivelare l’accaduto ai genitori della piccola. La “relazione” a suo dire sarebbe iniziata con il consenso della 13/enne, consenso peraltro illegale in Italia dove è necessario avere almeno 14 anni per prendere decisioni in materia di sesso.
Uno dei numerosi atti sessuali che la vittima è stata costretta ad avere sotto la soggezione psicologica è stato anche filmato dal giovane. Filmato poi usato dal 23/enne per chiedere 700 euro alla ragazza per non divulgarlo. All’ennesima minaccia però la 13/enne ha confidato tutto ai genitori che hanno denunciato il fatto ai carabinieri di Codogno (Lodi). Grazie alle successive perquisizioni poi i militari hanno trovato nella abitazione del ragazzo il filmato compromettente ancora salvato su un telefono cellulare. Mentre dalle intercettazioni telefoniche è risultato che il giovane aveva riavvicinato la vittima per chiederle di cambiare la versione dei fatti e progettare un’ipotetica fuga in Sudamerica. 19/03/2008 09:14